Posts Tagged ‘astoria’

Fatti gravi nel quartiere

martedì, dicembre 6th, 2011

E' successo un grave fatto di cronaca davanti alla spiaggetta in cui in estate vado spesso per usare la radio.

Come ho scritto tante volte si tratta una zona affascinante, misteriosa e dalla skyline mozzafiato ma New York è sempre New York e quindi bisogna stare attenti. Sapere che a pochi passi da casa tua, in luoghi familiari che ormai percepisci come sicuri girano certi soggetti è un fatto difficile da ignorare.

Certe volte quando giro di notte in strada mi guardo le spalle. Alcuni giorni porto dietro (o lascio a casa) determinati oggetti a seconda delle possibilità che ci sono di incappare in una rapina a mano a armata. Per carità, il rischio è ancora bassissimo eppure uno ci pensa.

La tensione sociale crece... queste sono le conseguenze.

Se avessi 150.000 Euro li spenderei così

martedì, novembre 15th, 2011

Messaggio rivolto a coloro i quali hanno qualche soldino che vogliono investire in tempo prima che l'Italia fallendo venga buttata fuori dall'euro e poi con le lire poi ci potete comprare massimo un paio di scarpe di seconda mano a forcella o porta portese (senza lacci però... e pure con le suole consumate).

Se volete prendere una proprietà in una zona "hot" di New York, una di quelle in cui ora spendi X e tra 10 anni la stessa proprietà vale 5X, dovete assolutamente prenderla a ridosso di "Queensboro Plaza". Attualmente la situazione è un pò disastrata e fa anche un pò paura a chi non è pratico di New York ma ci sono dei fattori che inequivocabilmente segnalano una imminente rivalutazione del territorio con conseguente esplosione del valore immobiliare del quartiere.

Tutto parte dalla realizzazione di una grande opera ormai quasi completata denominata "East Side Access" che collegherà la ferrovia LIRR (Long Island Rail Road) con lo snodo fondamentale della Metropolitana che è Gran Central. Stiamo parlando di uno dei lavori pubblici più impegnativi di tutti gli Stati Uniti, non di una stupidata. Si vedono scavare tunnel in condizioni assurde da ormai quattro anni e quando sarà finito il nuovo condotto ferroviario verrà utilizzato da 80.000 persone al giorno, due volte al giorno.

Gli investitori (quelli pesanti) sono già arrivati a spartirsi la torta e continuamente vengono aperti nuovi condomini, hotel e palazzi commerciali. Ogni tanto viene chiuso un baraccone, demolito un palazzo, chiusa una videoteca di film a luci rosse per fare largo ad un development di altro tipo. Ti giri un attimo e trovi un grattacielo.
L'altro giorno ad esempio hanno cominciato a ristrutturare quel mega-loft che si vede al secondo 17 del quel bellissimo video che vi ho ripostato. Tempo 2 anni e al posto del fabbricone diroccato ci saranno appartamenti o uffici di lusso. Il comune sta a fare dei lavoretti di fino che sono una cosa sbalorditiva. Aiuole che nemmeno in Svizzera.

Insomma, o tu che hai il soldo in tasca... pensaci bene! Ti trovi in una condizione fortunata ed irripetibile: valore immobiliare USA molto basso, valore della valuta che possiedi sproporzionatamente alto, imminente tracollo economico/sociale/finanziario della nazione di cartapesta (anzi, oserei direi di silicone!) in cui attualmente vivi.
Io se fossi in te contatterei un agente immobiliare oggi stesso. Fai tu

Ciao!

Brutta gente nel quartiere

giovedì, novembre 10th, 2011

Di recente mi sto tornando a chiedere se la zona in cui vivo è ancora sicura abbastanza.
Secondo i dati ufficiali infatti i crimini più gravi (omicidi, stupri, rapine e aggressioni aggravate) sono tutti in lieve crescita. Invece stabili o in calo quelli minori.

Capiamoci bene... rispetto a quello che si trova in giro in altre zonette del Queens o di Brooklyn da me siamo ancora al top della classifica ma in prospettiva le cose non sembrano migliorare. Anzi, peggiorano.

Oggi alle 7.30 mi ha svegliato la voce del portiere che esortava qualcuno ad andarsene. Quest'ultimo invece - un uomo bianco 25/35 anni alto 6 piedi capelli corti corporatura robusta maglia col cappello grigia jeans e niente scarpe ai piedi - non voleva saperne e anzi si scagliava con tutta la forza contro le porte a vetro nell'intento di entrare.
Alla fine il portiere si è fatto da parte e ha chiamato la Polizia che è arrivata dopo mezz'ora esatta. Nel frattempo il soggetto era riuscito a farsi aprire la porta e a disperdersi all'interno dello stabile.

La pattuglia lo ha ripescato per le scale e lo ha accompagnato fuori. Lo hanno lasciato andare e lui (come prevedibile) dopo un pò è ritornato per rifare lo stesso treatrino. La seconda volta però pare si è allontanato volontariamente (pare... ma come si fa a saperlo? Forse in questo momento è in piedi dietro la mia porta).
Non è successo niente per fortuna ma non è la prima volta e non fa certo piacere sapere che ci sono soggetti del genere in zona.

A leggere i giornali c'è da aver paura: ultimamente stanno dando la caccia ad un paio di stupratori e ad un molestatore che avvicina le sue vittime a bordo di una bicicletta. Qualche giorno fa un ventenne che scappava dalla Polizia ha causato un mega incidente travolgendo una dozzina di automobili lungo la strada. Ovviamente tutto va messo in prospettiva e soffermandosi su queste cose uno non uscirebbe più di casa. E' però vero che lentsmente l'aria sembra farsi più pesante un pò in tutta la città. Lo vedi in metro, per strada, ovunque: la qualità della vita peggiora.

10-53 Pedestrian struck

sabato, luglio 30th, 2011

Ieri cena di pesce Greca. Mi siedo e la proprietaria mi chiede se sono Greco. Io: no sono Italiano. E lei... ahhh non fa niente... una faza una raza! Mi è tornato in mente il film Mediterraneo.
Dopo la cena - che tra l'altro non era niente male - siamo andati a farci un caffettino Greco all'Athens cafè.

Eravamo lì in pollegio quando verso le dieci all'incrocio davanti Key Food si sente un'inchiodata leggera seguita da un piccolo impatto attutito: Boom! Mi giro istintivamente e vedo un Taxi fermo sulle strisce pedonali con sotto una bicicletta e davanti un ragazzo lungo per terra.

Mi sono subito alzato per andare a vedere ma il ragazzo per fortuna era già in piedi. Non una escoriazione, non un graffio visibile. La bici aveva la ruota anteriore piegata. Tutto qui, ma per gli standard americani un minorenne in difficoltà (qualunque essa sia) è uno scenario che basta ed avanza per chiamare la cavaleria, e chiamarla in forze. C'erano infatti già 3 o 4 persone al telefono col 911. "Si è in piedi, si parla, dice di avere 17 anni..."

Passano 2 minuti e da lontanto si fa strada l'inconfondibile "whooooooooo-whooooooooooooooooo whooooooooooooooooooooooo" dei Vigili del Fuoco. Arriva un camion di quelli grossi e scendono al volo 6 o 7 energumeri acchittati per atterrare sulla luna. Fanno i primi rilievei del caso, passano qualcosa per radio. Tra me e me pensavo che fermassero l'arrivo di tutti gli altri. Macchè!

Passa un altro minuto e arriva un furgoncino dei vigili del fuoco con a bordo un ufficiale e contemporaneamente un'ambulanza. A quel punto l'area è quasi completamente paralizzata dal Taxi ancora fermo nel punto dell'incidente, dai mezzi di soccorso e dagli immancabili curiosi tutt'intorno. Lampeggianti che riflettono da tutte le parti. Il tassista capisce l'antifona ed è vistosamente nervoso. Infatti alla fine per ultima arriva la polizia, che parcheggia la macchina al centro esatto dell'incrocio bloccandolo di proposito e definitivamente.

Il ragazzino era in ambulanza per una visita medica, pressione, riflessi, cavi e cavetti. Anche lui evidentemente sorpreso da una risposta così massiccia delle autorità. I poliziotti prendono in disparte il tassista poi il ragazzino per le domande di rito. I vigili del fuoco, evidentemente divenuti superflui, concludono l'intervento e se ne vanno.

Erano passati in tutto appena 10 minuti dall'incidente.

Holy mother of God!

giovedì, luglio 14th, 2011

Oggi mentre tornavo a casa mi sono trovato in mezzo ad un acquazzone così mi sono fermato sotto un negozio per ripararmi dal vento e dalla pioggia.
Ecco che ad un certo punto arriva un vecchietto e si mette a fianco a me. Avrà avuto più di 75 anni, capello bianco, occhiali grandi vecchio modello, pantalone classico, in testa il cappellino d'ordinanza blu "USS NIMITZ - CVN 68".

Ad un certo punto nel bel mezzo di tuoni e lampi gli cade per terra un oggetto. Io lo raccolgo e glielo rendo. Lui ringrazia. Siccome ero un pò annoiato gli faccio: "So you served on the Nimitz?". E lui (APRITI CIELO): "No No No... ci lavorava mio figlio... io invece ero progettista ho progettato tutte le navi da guerra. Ma navi che scatenano l'inferno eh... non c'è n'è per nessuno davanti alle nostre navi". Perfetto... io gli ho dato subito corda e così ho trovato un bellissimo passatempo per ammazzare quei 10-15 minuti finchè non smettesse di piovere.

La cosa fantastica è che sto signore nonostante l'età, nonostante i saldi principi militareschi, nonostante la ferrea fede religiosa mentre mi raccontava che entro cinque anni ci sarebbe stata la terza guerra mondiale lo vedevo che buttava l'occhio alle ragazze che passavano! E aveva anche un certo buon gusto... Hai capito il nonno?!?
Ad un certo punto passa una caraibica - una cosa di quelle che fanno girare la processione - e lui girandosi per vederla passare si interrompe e sbotta sottovoce: "Holy mother of god!..." heheheheheheeh A quel punto mi ha visto sorridere e così mi confessa: ehhh sono ormai vecchio... l'unica cosa che mi manca è la "concha" "goncha" o qualcosa del genere in spagnolo. Priceless veramente...

Avrei voluto fargli una foto ma mi sembrava irrispettoso e così ho desistito. In compenso però ho fatto una foto all'arcobaleno.

Ciao

Tentata rapina a casa mia

sabato, gennaio 29th, 2011

La mia ragazza stava tornando a casa alle 18.06 quando un uomo tra i 25 ed i 30, nero, alto circa 1.80, col volto coperto parzialmente da un berretto l'ha seguita per poi entrare spingendo la porta che lei aveva aperto.
Alla prima rampa di scale l'uomo le ha chiesto l'ora (da qui la precisione con cui abbiamo ricostruito il fatto) per poi avvicinarla chiedendo prima di darle il cinque, poi prentendendo un abbraccio.
A quel punto lei, che già era agitata dal comportamento anomalo di questa persona, si è divincolata ed è scappata via. Essendo il palazzo ben illuminato ed alto il rischio che altri inquilini entrassero all'ora di punta, l'uomo si è immediatamente dileguato.

Lei si è spaventata moltissimo ma ha atteso che io tornassi prima di parlarne con qualcuno. Contattato il guardiamo abbiamo consultato le telecamere di sorveglianza (l'ora è sfasata) e poi ho chiamato il 911. Ci hanno passato un interprete che si è fatto spiegare per bene come sono avvenuti i fatti e poco dopo è arrivata la polizia qui in casa per fare gli accertamenti del caso.

I poliziotti mi hanno spiegato che casi come questo sono frequenti, e che i malviventi usano questa modalità per rapinare le persone più vulnerabili. In genere poi fuggono in direzione dei Project (le case popolari) perchè sanno che da quelle parti è più farla franca. In effetti l'orario, la dinamica, ed il fatto che la ragazza ha precedentemente mostrato in metropolitana di avere un iPhone lascerebbe immaginare un tentativo di rapina.

Ultiamente in tutta la città sempre più spesso capita di sentire racconti di rapine, talvolta anche violenti. Quello di oggi è stato un rischio enorme, dalle conseguenze impensabili. Ma è andata bene per fortuna... Diciamo che è stata una wake up call:  è pur sempre New York City, non Disneyland.

Bisonga tenere gli occhi aperti

I maghi ad Astoria e “Regalo di Natale”

lunedì, gennaio 17th, 2011

Stasera con degli amici ho passato una serata nei meandri di Astoria a Ditmars Boulevard, il capolinea della N.

Eravamo in un baretto a gestione familiare che sembrava di stare in un paesino del Teramano. E' incredibile come nel Queens le cose diventino anonime e solitarie allontanandosi anche solo di qualche blocco dalla subway...

Il locale, mimetizzato in una folta schiera di casette bifamiliari, è talmente isolato che si fa fatica a credere possa essere aperto davvero. Dentro pochi tavoli, un piccolo palco con un vecchio pianoforte e dietro un soppalco il bancone di un bar poco fornito.

C'eravamo andati per assistere allo spettacolo di quattro maghi Newyorchesi. Uno spettacolino raccolto, intimo, da non sembrare nemmeno New York. Non sono un esperto del settore ma due mi sono sembrati anche molto molto bravi.

Finito lo spettacolo usciamo col solito freddo cane. Dobbiamo arrivare alla Taverna Kyclades (l'unico ristorante di pesce certificato da me in tutta New York) ma col freddo che fa non è certo il caso di arrivarci a piedi e in quel deserto non ci sono molti taxi. Provvidenziale, per quanto improbabile, l'arrivo di un autobus che si ferma proprio davanti a noi.

La Taverna era piena come ogni sera. Il pesce non è che sia fenomenale, intendiamoci... ma ci si mangia volentieri: ti fai una fritturina di calamari, un polipo bollito, una sogliola, un pò di "papalina"... (termine che ha fatto morire dal ridere la compagine femminile di origine asiatica che ha allietato la serata).

Tornato a casa ho visto un gran film. Anzi l'ho rivisto, probabilmente a distanza di vent'anni: "Regalo di Natale", di Pupi Avati. Mi è piaciuto molto soprattutto per il fatto che è incentrato su una selvaggia serata di poker. Per Diego Abatantuono che qualsiasi cosa faccia mi fa sempre sorridere. E Carlo Delle Piane poi? Ne vogliamo parlare? Che attore fenomenale! Una volta (avevo forse 10 anni) mia madre me lo fece conoscere di persona. So che lei si stupirà del fatto che ancora me lo ricordo (per il semplice fatto che ne sono stupito anch'io)

Bella serata insomma. La quiete prima della tempesta.

Ciao!

il grande Pachanga sotto casa

venerdì, agosto 6th, 2010

Stamattina esco e praticamente sotto casa c'erano una dozzina di camion enormi che impegnavano quasi tutta la strada. Erano inconfondibilmente i camion di un set cinematografico (ormai ne so qualcosa).

Mi sono chiesto che film potessero mai venire a girare nel Queens ed ero quasi tentato di fermare qualcuno dello staff per chiederlo ma andavo di fretta verso l'ufficio ed ho evitato.

Ora scopro che il film non è un gran che ma nel cast c'è Luis Guzman, il mitico Pachanga, lo scagnozzo traditore di Carlito's Way. E' un attore che fa sempre e solo ruoli minori ma che mi piace un casino... Sarebbe stato bello avere una foto per il blog.

Che peccato...

di nuovo alla birreria Tedesca di Williamsburg

mercoledì, aprile 14th, 2010

Stasera sono ritornato alla birreria tedesca di Williamsburg.
Fanno dei wurstel originali di quattro o cinque tipi diversi, enormi, ottimi, con crauti (che qui si chiamano non si sa come, impossibile capire o ricordare il nome americano) e con le mostarde di diverso tipo.
Birra ovviamente a fiumi, tavoloni e cameriere sassoni con le tette ed i culi grossi.
Sembra veramente di stare in Germania. Devo ammettere che un posto così veramente germanico non lo avevo mai visto neanche in Italia (se non altro per le cameriere...). Stasera, novità, c'era anche un quintetto Jazz di un certo livello.

Comunque ormai è ufficiale: mangio quantità di cibo che spaventano anche me stesso. La panza è a livelli MAI VISTI prima. Vorrei farla scendere e sono sicuro che se mi ci mettessi in 15 giorni perderei anche cinque chili ma poi però penso: i capelli tanto sono caduti e non ricresceranno, a che pro smettere anche di mangiare???
E così stasera birra, wurstel, patate... tra un rutto ed un altro il Jazz di sottofondo.
Alla faccia di chi mi vuole male!

Comunque, so che a due passi da casa c'è la più grande e più famosa birreria di tutta New York, il famigerato Beer Garden di Astoria. Ancora non ci sono andato mai (lo so, è vergognoso) ma sto per rimediare molto presto.

Il grande Brasile

venerdì, febbraio 5th, 2010

Allora, senti qua.

Con la scusa del femminone sto frequentando il posto Brasiliano.
Eccezionale!
I Brasiliani sono rilassatissimi. Dai loro il pallone e la samba e sono contenti.
Il posto è quasi sempre vuoto e quindi puoi stare con calma, senza che ogni 15 secondi vegnano a chiederti se vuoi altro da bere e senza che ti caccino a calci nel culo appena hai finito (cosa normale a Manhattan).

La settimana prossima c'è il Carnevale. Il proprietario (simpaticissimo) mi ha spiegato come funziona dalle loro parti: "For four days everything is closed and people does nothing but dance, eat and fuck". Io che non credevo alle mie orecchie ho chiesto conferma: "Excuse me, you said dance eat and what?" E lui ad alta voce: "AND FUCK!". Tutti i Brasiliani del locale sono scoppiati a ridere.
Dopodichè mi ha offerto da bere! Non era mai successo prima d'ora.

Forte sto Brasile. Qualcuno nei commenti sul blog mi incitava a chiedere il numero di telefono della cameriera. E' finita che lei lo ha chiesto a me! Incredibile.
Oddio, veramente non lo ha chiesto solo a me: c'era anche un ragazzo Americano che lavora nella finanza. Sai no, il classico tipo che mentre beve appoggia al bancone il Financial Times ed il Blackberry ma poi invece di leggerlo butta l'occhio alla scollatura. Che sia maledetta Wall Street!  E' la rovina di questa città...

Comunque sono proprio contento di questo localino. Si socializza facilmente, si ride, ognuno parla del proprio paese e l'Italia è sempre ben considerata da tutti per via del vino, dei vestiti, del pallone e delle belle macchine.
La serate volano via e si fanno nuovi amici. Molto bello.
Finalmente aria di casa nel Queens.


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