Posts Tagged ‘amici’

Greenpoint

domenica, dicembre 5th, 2010

Ieri l'amico Duccio mi ha invitato ad una esposizione (o una mostra, o come cazzo si chiama quando gli artisti mettono in una stanza le loro opere).

Non era certo a Chelsea dove queste cose sono all'ordine del giorno, eppure è stato ugualmente interessante.

Immaginate una zona post industriale, capannoni in disuso da decenni, insegne verniciate sui muri di mattone quasi completamente scolorite dal tempo, appartamenti giganteschi arredati come solo a ny capita di vedere, gente che stende i panni sul filo. Siamo a Greenpoint(Brooklyn), al confine superiore della celebratissima capitale mondiale degli Hipster (la ormai ben nota Williamsburg) e appena sotto il Newtown Creek, torrente che separa Brooklyn dal Queens.

In uno di questi capannoni, c'è la mostra.  Dal buio della strada, improvvisa una esplosione di colore, di idee, di arte. E poi, particolare non da poco, in questi ambienti dell'arte c'è sempre un figaio da paura! Io gliel'ho detto subito a Duccio: se non fosse per il fatto che sei scoppato peggio di me, col lavoro che fai potresti trombare come pochi! Io mi sarei piazzato tutto orgoglioso davanti alla scultura (di tre quarti) e se non si fossero fermate loro a fare le domande le avrei fermate io: "signorina... si sono io l'Artista... a sua disposizione:"vogliamo parlare del ruolo dell'artista nell'oltretomba? o del ruolo dell'olretomba nell'arte? oppure, del ruolo della scultura nella gastronomia?" Fai un pezzo del genere e vai a colpo sicuro: non ti serve neanche promettere loro che le fai diventare parlamentare o ministro...

Ah... prima che me lo domandate in 25: la donna dentro il cubo di plastica non è vera, è una scultura iper realista. (Mi chiedo se è proprio realista in tutti i particolari!)

Incontri newyorchesi

venerdì, novembre 19th, 2010

Oggi ho fatto due incontri newyorchesi. Entrami durati pochi minuti: il tempo di due chiacchiere, quattro risate e via, avanti il prossimo. Ci si saluta per non vedersi mai piu'.

Il primo sulla quinta avenue tra quarantuno e quarantadue. Ero con un collega Italiano e ad alta voce, al centro della strada, la conversazione era del tipo: "ma sei un coglione! per andare da H&M potevamo attraversare subito! - Ma no che attraversiamo... dopo non rompere il cazzo". Mentre discutiamo un ragazzo nero tutto incravattato fa: "are you Italians, do you need directions?". E io: "no, we live here, but my friend is a little retarted...". Il nero si mette sa ridere e cosi' facciamo un tratto di strada assieme. Scopriamo che ha studiato per un anno in Italia. A Chieti Scalo... pensa te. L'Italia gli e' piaciuta talmente tanto da essere rimasto ancor piu' del necessario. Ricordava soprattutto i luoghi di mare e ha nominato Francavilla, Pescara, Chieti, Pineto.
Gli chiedo io: ci vivresti in Italia? E lui: "maaan, are you kidding me? For sure... that place is great!". Allora ci mettiamo a ridere perche' io e il mio collega, al contrario, faremmo carte false per rimanere a NYC. Per la serie "l'erba del vicino e' sempre piu' verde" lui allora commenta sorridendo con un: "that means you got problems my friend!". Ma ragionate un secondo: ve lo immaginate uno studente universitario americano coi soldi in tasca, palestrato, nero, al mare sulla costa Abruzzese? Questo qua i preservativi li avra' fatti rincarire in quel periodo. E ci credo che gli piace l'Italia!... Ci mancherebbe altro.
Ci siamo salutati con una tenace stretta di mano proprio sotto uno dei semafori di quarantadue e quinta.

Stasera poi ero con un Newyorchese purosangue, un collega di un "ufficio" diverso rispetto a quello del collega di cui sopra. Prendiamo un taxi e, cosa rarissima, si ferma un tassinaro anch'egli Americano. Sto tipo era veramente da film: sui trentacinque/quaranta, capello lungo fino a meta' schiena col baffo, un accento di ny fortissimo. Guida il taxi dal 1994. Giuro che se avessi avuto una telecamera avrei pagato la corsa ad oltranza pur di poterlo riprendere mentre raccontava le sue storie di vita notturna nel taxi. Priceless, sia nei contenuti che nella prosa. "I've seen it all man... believe me... all!" Ci ha raccontato che una volta sulla dodicesima avenue, a notte fonda, ha visto un tipo nudo che stava a novanta su un idrante dei vigili del fuoco mentre un fotografo professionista lo fotografava da dietro. Il bello e' che mentre era a novanta, con la faccia stava leccando per terra della ... cioccolata (mettiamola cosi') Ci ha anche raccontato di una coppia un po' brilla che a fine turno ha preso il taxi. Ebbene, lui si e' dimenticato di lei. L'ha trovata addormenta il dispatcher quando ormai il taxi era rientrato al garage.

Mi sto vedendo uno ad uno tutti i film di Jim Jarmusch. Che citta'!

Buona notte

Ma voi preferite i post sulla politica o quelli sulla fauna?

martedì, agosto 17th, 2010

Nei giorni passati ho così colto l'occasione per rispolverare l'altro mio siterello che non visitavo da mesi (forse anni). Scherzando scherzando, pur essendo in completo abbandono, quel sito si autoalimenta di contenuti generando il doppio delle visite rispetto a questo.
Pensate che c'è un dipendente della NASA che lo mantiene per lavoro. Quando c'è un problema è lui che mi contatta per segnalarmelo (giuro che è la verità!).
Insomma un lavoro che merita più attenzione e così, vista la carenza di idee per il blog, in questi giorni mi sono messo sotto per fare delle manutenzioni diventate ormai indispensabili. Il weekend l'ho speso tutto davanti allo schermo... come ai vecchi tempi.

Sul blog non è che non ho voglia di scrivere eh... In realtà avrei anche scritto un paio di pezzi, uno sulla politica (erano mesi che non scrivevo nulla al riguardo) ed un'altro sulla fauna di Manhattan... ma poi in ultimo non li ho voluti pubblicare. Il primo post l'ho tralasciato perchè non trovo più la forza di spendermi sull'argomento (il malato è terminale) ed il secondo perchè ormai non trovo più lo slancio per esprimermi come un tema del genere meriterebbe. E quindi, tolta la politica e tolta la fregna, di cosa volete che mi metta a scrivere? Di calcio???

Stasera è arrivata un'altra comitiva di tredici persone dal mio paese. Mi fa sempre piacere ricevere compaesani ed amici.
Prima tappa ovviamente Times Square. Difficile dopo tutto questo tempo per me ricordare l'emozione che la visita di quel posto, in realtà così freddo ed asettico, possa suscitare. Eppure quell'emozione deve essere forte perchè i turisti (ed in modo particolare gli Italiani) lo apprezzano particolarmente.
Avevo buttato la pietra nello stagno di andare in un ristorante degno di tale nome ma i visitatori hanno preferito per stasera un qualcosa nella zona di Times Square così li ho accontentati portandoli da Dallas BBQ. In realtà c'erano in zona delle alternative meno economiche ma essendo in comitiva ho optato per una soluzione da venti dollari (e non da cento!).

Va beh dai, me ne vado a dormire. Magari in settimana quei due post li rivedo e trovo la forza di pubblicarli... per il momento buona notte a tutti

Sabato Nepalese

domenica, maggio 9th, 2010

Oh, ragazzi, non è che si può fare poesia ogni volta che mi siedo per scrivere un post.
Conoscendomi sapete che vi dovete accontentare di quello che sono: 1% poesia, 4% rotture di coglioni e 95% apologia dei vizi capitali.

Dunque, ieri sera bella situazione organizzata (come al solito) da Patrizio a.k.a. "noi je damo de ceppa".
Ci trovavamo immersi in un ristorante di classe con saletta privè, pareti a vetro, specchi enormi, menù internazionale indiano/latino e, ovviamente, predonimante presenza di ragazze asiatiche. Il tema della serata era il Nepal con la sua CULtura fenomenale, le sue bellezze esotiche, i suoi sapori da scoprire...

A rinfrancare lo spirito e la tempra del contingente Italiano avevamo al tavolo un ragazzo diciannovenne appena arrivato a NYC. Tu pensa che coraggio, che audacia, non compie ancora vent'anni e già sbarca nella grande mela da solo e senza sapere bene l'inglese. Mi immagino che non deve essere facile eh... comunque lo stiamo incoraggiando bene: sta in casa con due ragazze (una asiatica e una biondona che lavora da Victoria's Secret) e poi ieri a cena tutte curiose, tutte che che gli facevano domande, insomma tutte attorno a lui.
Eh... se solo potessi tornare indietro nel tempo e arrivare qui con la scrimetta ed i capelli gellati, lo sguardo innocente, la prospettiva di un futuro aperto a qualsiasi evoluzione. Quelli si che erano bei tempi...

Energia e sensazione di onnipotenza

mercoledì, aprile 28th, 2010

Ve lo ricordate l'amico Frank, quel mio collega che studia cinema? Quello che qualche tempo fa mi fece recitare in un suo cortometraggio... Lo stesso che potrebbe provarci e riuscirci con qualsiasi femmina di qualsiasi età o estrazione sociale in tutta lower Manhattan?
Lui e un altro mio collega (che tra l'altro è un rapper che con la sua band andava in tuor assieme a Coolio) non so come si sono fissati che devono fare un film.

L'anno scorso, lavorando principalmente di notte, hanno cominciato a scrivere uno script ambientato a Williamsburg, la capitale mondiale degli Hipster.
Nella storia hanno trascritto fondamentalmente scattato una istantanea di quello che vedono quotidianamente accadere attorno a loro. Il compagno di casa ha una storiaccia con la sua morosa? Pari pari nella storia del protagonista. Sentono una battuta in un bar che li fa ridere? La mettono dentro. Vedono un tipo con una maglietta particolare? La maglietta finisce addosso al protagonista... E così via.

Diciamo che sono entrambi un pò visionari, anzi, diciamo pure che dal punto di vista di noi comuni mortali "made in italy" sembrano anche un pò folli... ma a sentirli parlare il film è praticamente già fatto, non hanno dubbi: hanno un business plan per un milione di dollari, hanno già avuto pranzi e cene di lavoro coi più grandi produttori cinematrografici del mondo (gente che ha fatto film e sequel che abbiamo visto tutti), diversi attori emergenti che loro ritengono adeguati si sono dimostrati entusiasti dopo aver letto il  lavoro, band "Hipster" stanno contrattando per l'uso di alcuni pezzi nella colonna sonora.
A dimostrazione della loro determinazione entrambi si sono fatti tautare una videocassetta VHS col nome del loro film sull'etichetta.

Io non so se il film si farà veramente ed essendo un noto pessimista se dovessi scommettere scommetterei sul NO. Ad ogni modo la differenza tra il resto del mondo e New York City è tutta descrivibile in questa storia o in altre simili che ho avuto modo di vedere o conoscere.
Non mi riferisco alle grandi opportunità o alla facilità con cui si riesce a venire in contatto della gente che conta bensì all'energia ed alla sensazione di onnipotenza che da questi fattori scaturiscono.
Giù in Italia, nel paesello, conosco tante persone che qui forse avrebbero sfondato nell'arte, nella musica, nel lavoro o in chissà cos'altro e che invece, tramortiti dalle circostanze, se ne stanno tra le mura di casa (coi genitori) rassegnati a tirare a campare ammazzando il tempo senza più neanche la forza di sognare un qualsiasi cambiamento e certi solamente che questo non arriverà mai.

Una geek alle Nazioni Unite

giovedì, gennaio 21st, 2010

Stasera ho conosciuto una delle donne più simpatiche di sempre.
Non so quanti anni abbia di preciso ma sicuramente più di quaranta. E' nata in Uruguay e vive a NY da una decina d'anni, scrive un blog da tempo immemore e lavora alle Nazioni Unite, è divorziata ma dice che quando ne ha voglia se ne va nei bar a rimorchiare i ventenni e che di risposarsi non ci pensa nemmeno!
E' un mito: finalmente una donna che dice apertamente quello che pensa. Mi sono divertito un mondo.

A fine serata ciliegina sulla torta. Ci stupisce tutti (io sono rimasto a bocca aperta) dopo aver controllato il suo account su Twitter e mettendosi a parlare di Linux e Open Source. Definisce se stessa una "Geek"! Incredibile.

Che città ragazzi… Non ci sono paragoni.

Pennsylvania Hold ‘em

sabato, gennaio 9th, 2010

Non potevo mancare alla serata Poker dagli amici in Pennsylvania e così eccomi qui di nuovo.

Al tavolo conosco solo 3 persone, gli altri 5 sono tutti muratori di una certa età. Gente schietta e dall'incazzo facile abituata a lavorare a meno venti gradi per tutto l'inverno.

Arrivo e scegliendo il posto del dealer pesco un asso.
Primo giro: Full House e piatto.
Secondo giro: altro Full House e piatto.
Terzo giro: Three of a kind e piatto.
Quarto giro: Three of a kind e piatto.
Quinto giro: Full House al flop e, ovviamente, piatto.

Giuro che ero un pò in imbarazzo per via della fortuna esagerata con cui ho aperto le danze. Poi però le cose sono cambiate e dopo un paio di mani sfortunate rienta in gioco Gianni e alla fine  vince lui. Io arrivo solo terzo. Bella partita però.

Domani si vocifera di andare al CASINO' ad Atlantic City per fare l'esperimento del Poker quello vero... Vi terrò informati sugli sviluppi.

Buona notte

Compleanni Etruschi a New York City

mercoledì, dicembre 30th, 2009

Tu dimmi se a New York non stanno un passo avanti.
Juan mi ha invitato ad un compleanno che si fa a Christopher Street in stile Etrusco. Hehehehehehehe
Eccezionale. Peccato che sono qui se no andavo a fare la rappresentanza picena!

Capito che roba? Questi qua oltreoceano si infoiano con le storie dell'Italia pre-Romana mentre noi che siamo sul luogo non sappiamo praticamente niente e disconosciamo gli avvenimenti ed i luoghi.

Guarda qua l'invito:

dear all,

one year later, the fire of the latin dragon roars on... so much so that he was planning to follow up last year's kung fu birthday celebration by putting together for his friends a seminar by master hei long on the 21 techniques of silent killing.  sadly, a bucket of water was thrown on his idea (and his fire).  so instead he will celebrate his birthday on saturday, juanary 2nd etruscan style.

we begin at xxx xxx with a bout of the ancient etruscan game of arim pulumχva...
time 4:30 pm
address xx christopher street

from there, we will proceed to luzzo's for an ancient etruscan feast.
time 6:45 pm
address 211 1st ave

please let me know whether you plan to attend, the etruscans need a headcount.

Robocop??? No, ZED!!!

mercoledì, ottobre 14th, 2009

IMG_0174

Allora senti qua che serata.

Si va assieme al collega italiano al meetup degli americani che vogliono imparare la nostra lingua.

Come altre volte lo si è fatto da Piada, il fantastico posto delle Piadine Romagnole.
Entro, saluto gli amici, mi avvicino al banco per ordinare una "Amarcord" quando il proprietario mi fa: ma che per caso tu hai un blog?
Capodicazzo! heheehheehehhe ormai ho un nome a Manhattan!

Tutti i partecipanti erano su tavolini singoli separati. Ma daaaaaaaai. Mi siedo e convinco gli altri ad unire tutti i tavoli formando una bella tavolata unica. Piadine romagnole, risate rumorose, conversazione a volume sempre crescente, salta fuori - immancabilmente - la parola Berlusconi: benvenuti in un piccolo ritaglio di vera Italia nel Lower East Side.

Si conosce gente molto interessante a Manhattan, come in nessun altro luogo.
Riccardo, un ragazzo giovanile sui cinquanta, capelli lunghi bianchi da intellettuale e occhiale dalla montatura nera con le lenti grandi ci racconta della New York di venticinque anni fa: la New York in cui pagavi cento dollari per una appartamento, quella in cui si passava più tempo a suonare la chitarra che a lavorare, la città creativa, ribelle, punk.
Si ma il crimine? I problemi? Obietto io. E lui deciso: "ma mica sono così coglione! Ci stavo attento al crimine... ti assicuro ne valeva la pena. Oggi la città non è più così creativa. Come fai ad essere creativo quando devi pagare tremila dollari di affitto???"

A un certo punto uno dei partecipanti ci informa che l'attore di Robocop è passato cinque minuti prima davanti al negozio.
Noooooo dico io! Robocop! Uno dei miei miti dell'infanzia. Quello col cervello che faceva il boot in MS-DOS! Che bello sarebbe farcisi una foto.

Finisce la serata, usciamo fuori e chi ti incontro? LUI. Robocop che porta a spasso il cane. Ero sicuro che fosse Peter Weller. Chiedo di fare una foto ed ottengo risposte scherzosissime. Un tipo veramente spiritoso il nostro attore.
Ebbene, non era Peter Weller.
Seppure si trattava sicuramente di un attore (come ci confermano i suoi vicini di casa che due sere prima avevano  visto passare lì Madonna), seppure somigliava di brutto a Robocop "vivo o morto tu verrai con me", seppure ne ero convinto al 100% non era Peter Weller per il semplice fatto che quello vero ha 62 anni, mentre questo qui sembrava averne di meno.

Ma allora chi è??? Ditemelo voi. Se lo riconoscete fatemelo sapere

Ciao

aggiornamento del 15 Ottobre
risolto il mistero grazie a Giuseppe Capriotti: è Peter Greene, o meglio Zed la guardia cattiva di Pulp Fiction!!! Come cazzo ho fatto a non accorgermene subito. E io che gli ho fatto i complimenti per Robocop! eheheheheheheheh
Comunque è un tipo buono come il pane (molto simpatico) ma che sembra veramente cattivo... ora capisco come mai lo scelgono solo nei ruoli da duro.

L’estate sta finendo

mercoledì, settembre 2nd, 2009

Marina la medica dopo essere ritornata a vivere a Napoli è tornata per la seconda volta in vacanza qui a New York.
E' stata tra le prime persone che ho conosciuto. Una amica vera, cosa rara in questa città destabilizzante e dai rapporti umani usa e getta.
Stasera riparte e torna a casa assieme alle sue compagne di viaggio, tutte Napoletane e quindi ovviamente simpaticissime.

Le finistre di casa sono ormai chiuse per via del calo improvviso della temperatura ed io rimango qui ancora una volta solo nel silenzio di una sera di fine estate del Queens.

L'estate sta finendo, e un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va.

Buona notte