Posts Tagged ‘America’

Il peggior cinema di sempre

giovedì, settembre 15th, 2011

Sono stato a vedere Contagion, l'ultimo film di Matt Damon.

Il film è una cagata come la maggior parte dei film Americani mainstream di questi anni. Storie di una banalità sconcertante... cose che se le facessero scrivere ai ragazzini della seconda media uscirebbero meglio. Tutto scontato e prevedibilissimo nonostante le recensioni (ormai completamente false) diano voti decenti.

Questo ormai vale anche per i film con attori di rango, quelli che una volta facevano i classici e che passeranno alla storia. Viene prodotta quasi solo IMMONDIZIA studiata a tavolino per cercare di trarre un piccolo margine tra l'investimento (massiccio) che si fa in pubblicità ed il ricavo che si spera di ottenere al box-office.

Io ero sicuro al 100% che il film non mi sarebbe piaciuto ma ci sono andato lo stesso per fare ogni tanto una cosa diversa e perchè tra un coupon e l'altro praticamente andiamo al cinema gratis o quasi. Per Contagion, ad esempio, abbiamo speso 9 dollari a testa e cioè meno della metà del prezzo effettivo (18 dollari più le spese). La volta precedente (altro film insignificante) spendemmo 4 dollari in tutto il che è niente male per una serata del weekend in pieno centro a Manhattan...

Non è però del film che vi volevo parlare bensì della violenza che si deve inevitabilmente subire andando al cinema e cioè la pubblicità prima dello spettacolo. E' un bel pezzo che non vado al cinema in Italia, ma posso dirvi che negli USA questa cosa ha raggiunto il grottesco.
Siccome i posti non sono numerati e vengono assegnati in ordine di arrivo, il pubblico veramente interessato al film arriva in sala almeno 45 minuti prima dello spettacolo e per evitare di doversi accontentare di quei posti laterali o troppo vicini che sono praticamente inservibili alcuni arrivano anche un'ora prima.

Se ci fate caso, gli orari di proiezione ricalcano questa realtà: se un film da 1h 45m ha uno spettacolo alle 20 esso finirà alle 21.45 ma lo spettacolo successivo ci sarà non prima delle 22.45. A che serve aspettare la bellezza di un'ora tra una proiezione ed un'altra? Davvero serve un'ora per dare due botte di scopa a terra? Ovviamente no. Tutto quel tempo serve solo ed esclusivamente per costringere la gente a sorbirsi un'ora di pubblicità ininterrotta.

Capito che roba? L'industria si lamenta che la gente non va più al cinema e che copia i film e poi quei pochi che ci vanno ugualmente (nonostante i film di merda) vengono bastonati con un'ora di pubblicità pagata ed obbligatoria! Ma stiamo scherzando o cosa? Bisognerebbe non andarci più perchè ormai non si meritano nemmeno quei quattro soldi dei biglietti presi col coupon.

Super Bowl: hanno vinto i Comunisti

lunedì, febbraio 7th, 2011

Sono stato a casa di alcuni ragazzi Italiani a vedere il Super Bowl che qui è come dire la finale della Champions League... che è come dire che a me non me ne frega un cazzo di niente. L'ho scritto anche su twitter: guardare in TV persone pagate per fare dello sport è come guardare della pornografia senza sesso. Non ho mai capito che gusto ci sia comuqnue è sempre una buona occasione per stare insieme per cui sono andato.

Della partita mi è rimasta impressa una cosa sola e cioè che gli ultimi 45 secondi di tempo regolamentare non li hanno giocati per niente perchè tanto una delle due squadre aveva quasi certamente vinto. Ma come?!? Ma sono scemi questi? Immaginate una partita di calcio in cui il risultato a due minuti dalla fine è cinque a zero e così una volta messa la palla al centro si smette di giocare aspettando tutti insieme (giocatori e pubblico) che il cronometro arrivi alla fine. Boh... non riesco a capire la filosofia di una decisione del genere.

Particolare interessante: ha vinto l'unica squadra di comunisti di tutta la lega. Si di comunisti! Perchè a differenza di tutto il resto delle squadre di qualsiasi sport professionistico Americano quella dei Green Bay Packers è di proprietà pubblica e senza scopo di lucro. Incredibile ma vero.

Ci sarebbero altri aspetti da raccontarvi ma mi pare obbligatorio spendere due parole su un pensiero dal quale durante la partita non sono riuscito a liberarmi.
Eravamo in casa di una coppia di sposi Italiani (entrambi col visto lavorativo): 100 mq, arredata bene, bel quartierino di Brooklyn, prezzo accessibile.
Qui facendo il cameriere porti a casa anche $1300 a settimana e portando a spasso i cani alzi $15 ogni mezz'ora. Sono bei soldi con cui una coppia riuscirebbe a vivere senza nessun problema.  E questo facendo lavori qualsiasi, pensate due impiegati di medio livello cosa riuscirebbero a fare.
In Italia invece si vive coi genitori solo per ragioni economiche... BAMBOCCIONI un paio di palle! (Padoa Schioppa riposa in pace)

P.S.
Non facciamo che adesso mi arrivano 10 commenti e 200 e-mail chiedendomi come si fa ad avere il visto lavorativo per venire a portare a spasso i cani perchè purtroppo non si può, altrimenti sarebbe già qui il 50.9% dei giovani Italiani.

La società Americana e gli Ospedali a cinque stelle

giovedì, luglio 15th, 2010

La società Americana è organizzata in caste. Lo è sempre stata e purtroppo lo è ancora.
Su questo argomento tornerò ancora perchè lo trovo uno spunto interessante. Oggi però vi voglio parlare della casta più fortunata e nella fattispecie degli Ospedali a cinque stelle.

Iniziamo col dire che non è il caso neanche di fare il paragone con gli Ospedali Italiani perchè anche volendo considerare i casi migliori vi giuro che non c'è partita, siamo a due livelli diversi. Qui sembra di stare in un film: tutto nuovo, tutto perfetto, tutto efficente. Soltanto consideranto l'impatto visivo il confronto coi nostri è duro e non lascia mezze misure: sembra di passare dal primo al terzo mondo.

Sui muri scritti nell'albo d'oro i nomi dei primari di tutta la storia dell'ospedale. Vetrine con le spiegazioni di tutta la ricerca e delle invenzioni del posto. Salette per la formazione dei nuovi dottori piene di giovani super luccicanti in camice bianco. Il chirurgo è sempre il chirurgo, ma il chirurgo Americano è qualcosa di socialmente imponente. Quello di New York in particolare è invece il re del mondo.

Stamattina mi sono presentato dallo specialista del ginocchio e nel giro di pochi minuti mi hanno fatto i raggi X, poi la visita. Il medico è un tipo in gamba e molto esperto. L'ambulatorio un centro spaziale. Finita la visita è stata ritenuta opportuna una risonanza magnetico nucleare. E' bastato che una delle tre segretarie alzasse il telefono per averla disponibile. Quando? Quando vuoi tu... anche subito. E così è stato: dopo venti minuti ero dentro la macchina che qui chiamano MRI.

Quando sei un paziente in America ti viene l'impressione di essere tornato un bambino perchè tutti diventano improvvisamente cortesi, cordiali, gentili e premurosi fino all'inverosimile.
Tutto bello, anzi bellissimo e fin qui la poesia. Adesso cominciano le note dolenti.

A chi sono destinate queste strutture? Semplice: a chi è assicurato con certe assicurazioni (non con tutte!). Ma chi è assicurato con queste assicurazioni? Ancora più semplice: chi ha un buon lavoro. Gli altri (e non sono pochi perchè le categorie includono tassisti, baristi, operai semplici e decine di milioni di comuni mortali come tuo figlio, tuo fratello, tuo padre e tuo cugino) devono accontentarsi di centri meno sfavillanti, o addirittura rassegnarsi a non essere curati nel caso in cui fossero disoccupati!

E se la cura diventasse inevitabile, pena gravi invalidità o addirittura la morte? In quei casi ci si vende l'automobile, la casa, si chiedono soldi agli amici oppure si accendono mutui trentennali. In America la prima causa di bancarotta di individui o famiglie sono le malattie e gli incidenti, insomma le spese sanitarie, che da sole totalizzano oltre la metà di tutti i casi.

Quella Americana è diventata più che mai una società ideata da ricchi e pensata per favorire solo i ricchi. Una plutocrazia insomma che fa del sistema sanitario (e credo anche di quello dell'educazione) un efficace sistema di preservazione dell'ordine sociale.

Non è finita.

Anche quelli come me, (i privilegiati di prima classe che possono permettersi tutto) ogni tanto posso inciampare in qualche mina vagante.
Mentre mi visitava ho chiesto al medico un suo parere: "Dottore, secondo lei il fatto che il mio incidente risale a 15 anni fa potrebbe essere un problema dal punto di vista assicurativo?" Risposta: "direi di si, le consiglio di non dire a nessuno che si è trattato di un incidente."
Capito che vuol dire? Vuol dire che soltanto oggi per visita e MRI potrei essere in debito di circa quattromila dollari. Dovrò pagare? Non si sa! Forse si e forse no. Capirlo è difficilissimo, anzi impossibile. Lo saprò tra mesi. Pensate ad uno che sta male e che deve operarsi per forza: "dovrò vendermi la casa oppure no? Potrò mandare all'università (quella buona) i miei figli oppure no?" Oltre al pensiero della malattia anche quello dei soldi.
Ovviamente in questi casi le mine sono molte di più, e possono diventare un vero e proprio campo minato perchè le assicurazioni esistono per far fare profitto agli azionisti, non per motivi benefici o umanitari.

Per concludere, credo che l'Italia sia uno dei paesi più disorganizzati, corrotti e sbandati dell'occidente. Al contrario questa qui è una nazione organizzata ed affidabile. L'Italia però (così come l'Europa) basa le sue teorie e le sue conseguenti azioni sul sacrosanto principio della solidarietà e dell'ugualianza. L'America, al contrario, è tutta incentrata sulla competizione e sull'individualismo sfrenato.

Differenze di vedute sostanziali che producono i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

La febbre del suino io ce l’ho da anni

mercoledì, aprile 29th, 2009

Ci mancava solo sta pippa dell'influenza suina.

Ancora non se ne avverte la presenza, ma ogni giorno che passa se ne parla sempre di piu'.
Sono sicuro che una di queste mattine capitera' di vedere qualcuno in metro che indossa la mascherina e da quel punto in poi se la metteranno in molti.

Io non sono preoccupato. Pensavo fino a ieri che la cosa fosse montata ad arte per far guadagnare qualche soldino in piu' a qualche casa farmaceutica.

Ho letto poi il commento autorevole di Ron  Paul, un brillante medico parlamentate in lizza alle primarie per i Repubblicani, che sembra confermare la mia sensazione.
Paul crede che questi eventi vengano sfruttati non solo per il profitto generato a favore di alcuni, ma anche per regalare al governo poteri che normarlmente non deve avere, come ad esempio imporre pratiche mediche ai suoi cittadini.

Gli USA non sono nuovi a questo tipo di situazione.
Nel 1976, infatti, ci fu il pericolo di una epidemia che indusse il governo di Gerald Ford a far vaccinare 40 milioni di persone. Il risultato fu che l'epidemia, rivelatasi un falso allarme, non uccise quasi nessuno e che in compenso almeno 500 persone rimasero paralizzate  ed altre 30 morirono a causa del vaccino.
Il virus quella volta emerse nella base militare di Fort Dix nel New Jersey.
La vaccinazine obbligatoria fu descritta da Ron Paul come uno "scioccante spreco di fondi pubblici" e come una "operazione politica diabolica".

Bill Maher – Religulous

venerdì, febbraio 20th, 2009

Ragazzi, Bill Maher è un mito. Il film Religulous LO DOVETE VEDERE. Vedete Religulous. Vedetelo. L'ho già detto? Non ne sono sicuro allora ve lo ripeto: VEDETE RELIGULOUS di Bill Maher.

Vi ho già consigliato dei libricini in materia, ma tanto so che non li leggereste mai. Il film invece ve lo potete sparare... specie se è un film comico.

Il film fa ridere parecchio e rivela cose interessanti di cui si parla poco.
Pare infatti che inizialmente gli Stati Uniti non fossero la nazione di bigotti cristiani che sono diventati ora. Alcune frasi celebri dei padri fondatori sono:

- I fari sono più utili delle chiese Benjamin Franklin
- Questo sarebbe il miglior mondo che si possa immaginare se solo non ci fossero le religioni John Adams
- Il Cristianesimo è il sistema più perverso che l'uomo abbia mai visto Thomas Jefferson

Nonostante la situazione attuale il 93% degli scienziati della American National Academy of Sciences sono atei o agnostici così come il 16% dell'intera popolazione Americana.

La parte finale del film diventa seria, e mostra le religioni come la causa del nostro imminente e forse inevitabile destino. Il messaggio dell'autore è chiarissimo: "Le religioni sono pericolose, e se l'essere umano vuol sopravvivere esse dovranno morire".
Gli anti-religiosi (o razionalisti, come il sottoscritto) sono invitati ad uscire allo scoperto mentre i religiosi moderati sono avvisati: il conforto che la religione vi procura costerà molto caro.

Se credete in dio vedete il film. Vi imploro.
E vi sfido a farlo.

ringrazio Gianluca per la segnalazione


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