Posts Tagged ‘amateur radio’

Whiskey Whiskey 3 Whiskey Whiskey

giovedì, luglio 3rd, 2008

Una eccezionale giornata di Radio oggi a Roosevelt Island.
Sono uscito prima dal lavoro e alle 17 ero già piazzato su una panchina nel parco del Faro di Roosevelt Island. La temperatura era ideale ed era ventilato al punto giusto.
Con calma allargo il treppiedi e ci monto sopra l'antenna. Collego la batteria, l'accordatore, accendo la radio.
Comincio ad esaminare la banda dei 40 metri (7 MHz). Tutto chiuso. Non si sente nulla. Solo qualcuno in telegrafia.
Allora passo ai 20 metri (14 MHz). Accordo l'antenna ed esce fuori qualche vocina dal rumore. Mi metto sulla frequenza delle isole (14.260) e chiamo. Risponde subito Lall del Brox. Il segnale è ovviamente fortissimo ma il corrispondente è talmente vicino che al posto della radio potevamo usare i segnali di fumo. Mi dice che ha vissuto tre mesi a Milano. Complimenti reciproci sui rispettivi paesi e ciao.
Chiamo ancora e riponde Montreal! Un altro segnalone fortissimo.
Ero già contento  così ma il bello doveva ancora cominciare infatti, rullo di tamburi, al turno successivo mi risponde Giuseppe da Cosenza Caserta!!! Che emozione. Parlare con gli Italiani dall'America. Bello.
A seguire ho fatto un tritacarne: Carlo da Brebbia, poi Inghilterra, Spagna, Francia, Belgio, addirittura Marocco!

Verso metà operazioni ecco che da lontano vedo arrivare a piedi un poliziotto. Ci siamo, ho pensato: la polizia di RI è famosa per aver arrestato due persone solo perchè guardavano Manhattan col binocolo.
Questo arriva, io tolgo le cuffie e lui domanda: "cos'è un CB?" e io "no sono Radioamatore". Stavo per dire della licenza ma lui "ah va bene continua pure" e se ne va. Sospiro di sollievo.

Dopo un pò passa un signore di mezza età in bici con a fianco la figlia che faceva jogging. Mi domanda, vuole sapere dell'antenna, della telegrafia, del perchè e del per come. Io rispondo a tutto. Alla fine fa "interessante!", e io tra me e me: "si interessante la radio, ma sapessi quanto è più interessante la figliola che ti corre a fianco!"... ehehhe

Infine ciliegina sulla torta.
Mi rimaneva pochissima batteria quando a 14.297 sento diversi Italiani discorrere tra loro. Nessun formalismo, nessun nominativo, nessun contegno. Parlavano di banane raddrizzate in modo strano o di problemi filosofici del genere e lo facevano spandendo i loro segnali per tutto il pianeta.
Io mi presento come da regolamento e loro rispondono scocciati, senza identificarsi, ironici, sprezzanti.
Dovete sapere che di questa gentaglia l'Italia è purtroppo piena e quando si confrontano con gli stranieri va a finire che volano dei "maccheroni", "spaghetti", "mafia", "mandolino" o cose del genere. Sono questi cafoni che affossano il nome di tutti gli altri.

Beh dai il primo vero test dalla stazione portatile è stato un successo. Credo che ripeterò il tutto da Governors Island.

Roma qui Philadelphia, rispondete passo

sabato, novembre 24th, 2007

Voi vi chiederete: che bisogno c'e' di fare un casino per contattare via radio qualcuno quando lo si puo' fare comodamente via Internet?
Avete ragione. Non c'e' nessun bisogno. Il punto e' che quando lo fai via radio il divertimento non sta nell'oggetto della comunicazione bensi' nell'utilizzo del mezzo con cui si comunica.
E' una specie di sfida. Un challenge tecnologico. Forse un po' un miracolo: utilizzando la potenza normalmente spesa per una lampadina si emette un segnale che rimbalza tra ionosfera e terra e arriva da un capo all'altro del mondo.
Si prova un gusto strano... forse un pochino maniacale. Qui lo definirebbero semplicemente qualcosa da "nerd".

In ogni caso, usando la mia radiolina ed una antenna lunga quanto un manico di scopa, nel primo giorno di operazioni in onde corte sono riuscuto a contattare: Louisiana, North Carolina, Mississippi, Tennessee, Repubblica Dominicana ed una nave Russa che incrociava nel mare dei Caraibi.
Purtroppo le condizioni di propagazione sono pessime e avrei potuto fare molto di piu' ma spero che migliorino nei prossimi giorni.
L'obiettivo e' contattare l'Italia.

Radio Setup Antenna

Pieno centro, piena periferia

mercoledì, novembre 14th, 2007

Stasera sono andato a casa di un riparatore di apparati Radioamatoriali che abita a qualche chilometro dal JFK.
Ci ho messo oltre un'ora usando un treno espresso.
New York non e' solo Manhattan. Non e' solo grattacieli. Esiste tutto un mondo nascosto ai e dai media. Un mondo sconosciuto ai turisti: malinconico, anonimo, sienzioso. Un mondo ENORME. Piu' imponente della stessa Manhattan.
Fermata dopo fermata, in sole 9 miglia si passa dal centro pulsante dell'economia mondiale alla periferia piu' profonda. Non mi sentivo in pericolo ma di sicuro mi sentivo a disagio. In un posto cosi' non resisterei neanche un mese. Forse neanche una settimana.
Il tecnico, un signore anziano, vive in una casetta singola e graziosa. Tutta in legno, come moltre altre.
Nel block una scuola elementare ed una chiesa dall'aspetto angosciante.
Al mio arrivo mostro la radio. Spiego che la botta deve aver fracassato una manopola ma che la radio nonostante tutto funziona quasi completamente. Solo il ricevitore ha qualche noia. Il tecnico precisa che forse ho rotto la mother board e che quindi la spesa della riparazione potrebbe essere ingiustificabile. Speriamo di no.
In ogni caso stavo per andare quando lui fa: "visto che sei venuto da cosi' lontano ti faccio vedere il laboratorio". Io acconsento.
Usciamo di casa e passando dal retro entriamo in un'altra casa uguale alla prima, sia come forma che come dimensione. E' il laboratorio.
Hal apre la porta e io rimango a bocca aperta. Ordinati per produttore sono allineati su dozzine di scaffali ricetrasmettitori vecchissimi di ogni tipo. Roba degli anni60/70/80. Tutti messi a nuovo. Tutti perfetti.
Hal mi spiega che li compra per ripararli e rivenderli in tutto il mondo, Italia compresa.
Ci saranno state 3 o 400 radio. Tutte in vendita. Piu' che un negozio a me sembrava un museo della radio.
Ho trovato dentro i primi CB Midland (prodotti 20 anni prima del mio Alan48), un Kenwood TS-120 (la radio con cui parlai per la prima volta all'estero nel 1994), un Icom IC-745 (prima radio acquistata usata facendo il cameriere) oltre a dozzine di modelli piu' vecchi di radio a valvole.
Hal era orgoglioso e quando gli ho chiesto se potevo scattare una foto si e' aggiustato la camicia per mettersi in posa.
Spero possa fare il miracolo della riparazione perche' nel rivedere tutte quelle vecchie radio mi e' venuta nostalgia del rumore di fondo delle onde corte, delle ore trascorse a chiamare e della trepidante attesa di ricevere una risposta magari da una stazione americana.

img_0017.jpg