Posts Tagged ‘alain’

Cari amici rallegratevi e gioite con me perchè mi sono convertito ed ora credo in Dio

mercoledì, novembre 16th, 2011

Sono stato illuminato da una rivelazione fulminante e ora non posso più fare finta di non conoscere la verità. Da oggi non sono più ateo ma appartengo alla "Church of the Flying Spaghetti Monster", la Santa Chiesa iniziata dal nostro profeta Sant.mo Bobby Henderson in Kansas nel 2005.

Il Profeta (all'epoca ateo e 24enne appena laureato in Fisica) ricevette la buona nuova direttamente dallo Spaghetti Monster secondo cui il mondo e la vita stessa sono dono di un Dio avente le esembianze di un mucchietto di spaghetti con sotto due polpette e sopra un paio di occhi.
Nonostante le persecuzioni e le discriminazioni i Pastafariani si sono moltipicati diffondendosi in tutto il mondo e oggi la nostra religione è ormai riconosciuta anche da diversi Governi. In Austria, ad esempio, dopo una lunga battaglia legale un fratello Pastafariano è riuscito a farsi riconoscere il sacrosanto diritto di indossare lo scolapasta (il nostro copricapo) sulla foto della sua patente di guida esattamente come avviene per gli altri indumenti di carattere religioso.

La nostra religione è molto attenta ai problemi che affliggono il mondo e non si esime dall'esprimersi sui grandi temi della morale: l'alto numero di disastri, carestie e guerre che affliggono i giorni nostri è in realtà legato al calo del numero dei Pirati avvenuto negli oceani a partire dal 1800 in poi. Anche il global warming è conseguenza della scomparsa dei pirati che - contrariamente all'immagine negativa diffusa nel Medioevo dai teologi Cristiani e dagli Hare Krishna - erano degli esportatori di pace e di buone intenzioni.
I Pastafariani sono inoltre pro-life. Secondo noi, infatti,  la vita umana comincia già con la creazione degli spermatozoi ed è quindi ora di fermare la strage di miliardi di esseri umani che ogni giorno si compie nelle vasche da bagno degli adolescenti o nei jeans troppo stretti diffusi da certi stilisti.

Vi invito quindi a leggere i Testi Sacri aprendo il cuore alla verità e all'amore eterno del nostro unico Dio perchè non è mai troppo tardi per convertirsi dando un nuovo senso alla propria vita.

I am the Flying Spaghetti Monster. Thou shalt have no other monsters before Me. (Afterwards is OK; just use protection.) The only Monster who deserves capitalization is Me! Other monsters are false monsters, undeserving of capitalization.
-Suggestions 1:1

RAmen


Any Colour You Like

martedì, novembre 15th, 2011

All'andata verso il corso di Cinese avevo in mano il libro di testo e un anziano signore di Taiwan se n'è accorto. Apriti cielo: a voce altissima si è messo a farmi riperizioni si pronuncia. Voleva anche che leggessi direttamente dal Cinese (si... magari tra 20 anni!). Era molto orgoglioso e incuriosito dal fatto che stessi studiando la sua lingua. Vive qui da 43 anni ma ancora ha un accento fortissimo e, come molti altri Cinesi, si potrebbe facilmente confondere con uno che invece è arrivato da 3 mesi.

Al ritorno ero salito sulla N ad Herlad Square sulla N. All'ingresso della metro un femminone di quelli che fanno girare la processione.

Il gruppo che ho ascoltato il numero maggiore di volte sono probabilmente i Pink Floyd. Musica intramontabile. Gente avanti. Anzi oltre...
Ascoltavo per caso"Us and them" quando alla 49esima sale e si siede davanti a me una compagna di corso che evidentemente stava facendo una connection. Lei è una sognora Sud Africana e come succede per il Cinese dopo 30 anni ancora non ha perso il suo distinto e nettissimo accento British. Appena mi vede le faccio: "That's quite a coincidence, isn't it?" con un fare volutamente Lord. Lei ha risposto sorrodendo: "Indeed!"
Quando mi succedono cose che capitano una volta su mille mi fermo sempre a pensare...

L'iphone ora suona "Any Colour You Like". Che città psichedelica ragazzi... Indeed!

Ciao

Sent from my iPhone

Di nuovo ad Orlando

venerdì, novembre 11th, 2011

Oggi sulla quinta Avenue come ogni anno c'è la Veterans Day Parade: grande scintillio di mostrine, sventolio di bandiere e sfoggio di uniformi cinematografiche. Oltre agli attempati reduci della seconda guerra, incredibilmente anziani ormai anche i reduci del Vietnam.
A ste cose gli Americani ci tengono davvero e sono cerimoniosi all'ennesima potenza. Le feste e le celebrazioni le sanno fare sul serio...

Prima sono sceso a prendere un burrito e sono passate davanti a due marinaie con la loro divisa blu, il cappello con la visiera... oh... raga... robbetta seria eh... orco zio... gli volevo chiedere una foto ma ho desistito. Ma proprio marziali, solenni, autorevoli. In 4 secondi ho visto passare un film che potete immaginare.

Per il resto... che vi devo dire... sarà un weekend insolito perchè stasera me ne vado in aereo ad Orlando Florida. E' la seconda volta che vado. La volta scorsa ci capitai per lavoro quando ancora lavoravo in Italia ma sapevo già che sarei venuto a New York. Ricordo che in transito all'aeroporto di Newark scrutavo la skyline di Manhattan mentre pensavo a quello che mi aspettava, alla nuova vita in America. Sopo passati cinque anni ma sembrano venti.

Va beh... domani spero di fare un giro al wind tunnel ma ho paura che invece mi toccherà Disney World. Come cambiano i tempi. Ciao!

A scuola di Cinese

mercoledì, novembre 9th, 2011

Da tempo pensavo a studiare una nuova lingua e così alla fine mi sono deciso e mi sono iscritto ad un corso di Cinese (Mandarino) della durata di due mesi. Così... giusto per vedere se mi piace.

Le lezioni sono una volta alla settimana e durano 90 minuti. Per i due mesi tutto compreso spendo $325. Alla fine sono 27 dollari all'ora che non è pochissimo (si trova anche a meno) ma se considerate che in classe siamo solo in 4 il discorso cambia. Poi questo era l'unico corso che cominciava immediatamente, per gli altri invece si doveva aspettare e io invece volevo provare subito.

Il posto è un enorme centro di studi linguistici sulla trentesima strada in un palazzone tipico di quelli a Midtown. Ci sono tutte salette attrezzate in cui vedi insegnare le lingue più disparate: gente di tutte le razze, professori, lavagne con scritte incomprensibili... bello! E questo è soltanto uno dei diversi centri che ci sono a Manhattan... ce ne sono diversi altri.

Ovviamente in corsi come questo scrivere e leggere è impensabile. L'obiettivo è piuttosto acquisire un minimo di padronanza della lingua per poter intavolare una conversazione dalla grammatica strimiminzita e che ruota attorno alle argomentazioni più comuni.
La prima lezione è stata interessante: la professoressa e le altre tre alunne sono tutte donne. Ci siamo soffermati sui quattro toni del Mandarino (il Cantonese invece ne ha sette!) e sulle prime coniugazioni di frasi elementari come "Mi chiamo Alain e sono Italiano, e tu?".
Io coi toni vado molto bene eh... la professoressa si è complimentata. Diciamo che li sento spesso ultimamente... Insomma la possibilità di praticarla non mancherebbe volendo.

C'è il fratello di una delle ragazze (una nera) che è stato tre estati di fila in Cina ad insegnare l'Inglese e ne ha approfittato per imparare il Mandarino. Adesso è bravissimo e pare che sia anche in grado di leggere e scrivere.
A Pechino vidi qualche occidentale parlare il Cinese. Per i locali era come essere in presenza di un cavallo parlante, una cosa per loro evidentemente sbalorditiva. Poi li vedi che sono orgogliosi... glielo leggi negli occhi che sono contenti quando gli stranieri si sforzano di parlare la loro lingua.

Comunque... vediamo un pò che succede. Certo che oh... se veramente riuscissi ad imparare un minimo di Cinese sarebbe una bazza incredibile eh. Si aprono nuovi orizzonti. Il grande oriente... con tutto quello che ne consegue. Roba che mi tocca di scrivere in alto "Si è vero sto a Pechino"

Z-Axis

lunedì, novembre 7th, 2011

Sabato pomeriggio ero su sta terrazzina tra le nuvole proprio in cima all'Hotel New Yorker.

Il direttore è un appassionato della materia e così ci ha dato libero accesso ad una suite e massima disponibilità del personale. Ad un certo punto ci ha fatto anche fare una visita guidata nella vecchia stanza di Tesla e ci ha raccontato tutte le curiosità di quel palazzo storico Newyorchese. Chi del resto potrebbe mai essere più Newyorchese del "New Yorker"?!? Una persona veramente gentile il direttore. Squisita direi.

Ad un certo punto è anche arrivata la "stampa" del settore. Un giornalista di CQ Magazine (una specie di istituzione del mondo radiantistico) si è presentanto munito di due libri classici da dare in omaggio (ARRL Antenna Book e ARRL Handbook che assieme costano un centinaio di dollari) oltre che a spillette calendari e materiale propagandistico vario. Ha fatto domande, foto, ha preso i nomi di tutti e scriverà un pezzo a Gennaio ed un altro a Giugno.

Diciamo che non ho fatto brutta figura eh... oh ma io in Italia ho avuto dei maestri radioamatori gente tosta eh... quelli che una volta "tatitati tatatita" mica pizza e fichi. Diciamo che gli Americani li gestisco bene ma non è comunque dell'hobby che vi voglio parlare. Mettiamo da parte un attimo le antenne e le nerdate varie parliamo piuttosto della New York vista dall'alto.

Eh si perchè era la prima volta che mi capitava di soggiornare in una location così in alto e mentre ero in quella suite tra una birra e una fetta di torta non potevo non pensare a cosa potrebbe significare vivere una vita al quarantesimo piano: la città coi suoi lenti movimenti sottostanti, i rumori ovattati, il colore dei tramonti, la luce accecante che arriva da tutti i lati. Così come nel 1930 è sicuramente vero ancora oggi: vivere "in quota" a Manhattan significa essere costantemente immersi in un sogno ad occhi aperti. Un trip allucinante da paura. Una viaggio della mente che se lo fai per un paio di settimane secondo me non ti riprendi più.

Osservavo con attenzione gli stessi luoghi che ho frequentato negli ultimi anni: ah ecco il ristorante, il negozio di elettronica, ecco invece quell'angolo in cui mi fermavo a chiacchierare con gli amici.... La prospettiva dall'alto ha un effetto ipnotico e regala spunti nuovi fino a quel momento inaspettati. Ragionandoci ti viene quasi da pensare che a Manhattan in qualsiasi momento ci deve essere qualcuno ti vede. E non mi riferisco a dio eh... non capite male: penso piuttosto ad uno che in vestaglia sorseggia un caffè alla finestra o ad una che si fuma una sigaretta sul balcone a 150 metri di altezza.

Una città tridimensionale in cui il livello di privilegio e di fortuna viene misurato sull'asse Z (Io per ora sto al secondo piano).

Ciao

Che forse forse…

domenica, ottobre 23rd, 2011

Ultime giornate di sole, ultimi pomeriggi che puoi passeggiare all'aperto e così ne ho approfittato per tornare a Roosevelt Island con la radio, stavolta quella più potente.

Prima è passato a trovarmi Marcello, un lettore del blog che da poco si è trasferito anche lui a New York per lavoro, poi  mi sono messo a trasmettere e ho fatto un polverone da panico... ma tipo che irrompevo nei circoletti di radioamatori Italiani che parlavano tra di loro. Ho anche parlato con Antonio, un amico che vive vicino casa, uno di quelli con antenna gigantesca ed amplificatore a valvole ceramiche su cui potresti cucinare un uovo al tegamino.

Sono rimasto fino a notte inoltrata... un freddo allucinante (fortuna che mi ero portato un cuscinetto da mettere sotto il sedere).

A cena siamo stati a mangiare le cozze a Manhattan. Se mai vi venisse l'idea di mangiare del pesce a Manhattan, fatevene venire un'altra di idea. Ancora devo trovare un posto decente e quello di stasera non lo era minimamente: paghi un botto e mangi cose che saprei cucinare (meglio) anche io... il che è tutto dire.

Adesso vi saluto che prima di andare a letto mi guardo una delle ultime puntate di Boardwalk Empire Season 2. Sto guardando troppe serie televisive. Che forse forse mi sto rincoglionendo anche io???

Un saluto caro

73 de Alain WW3WW/P

Domenica a Roosevelt Island: aria di casa lontano da casa

lunedì, ottobre 17th, 2011

Ieri sono tornato dopo tanto tempo a Roosevelt Island.
Bellissima giornata, anche se ormai si fa fatica a stare seduti sulle pachine per via del freddo. Colori magnifici, gabbiani che volano sul pelo dell'acqua. Bel posto davvero... che nostalgia.

Ho montato il mio piccolo show e mi sono messo a chiamare. Potenza 5 watt scarsi. Hanno risposto diversi Americani oltre a Capo Verde, Toscana, Croazia, Cuba, Romania e Lithuania.

Ieri ci doveva essere una qualche festività Ebraica perchè l'isola (e mi dicono anche Coney Island) era piena di famiglie Ebree ordodosse vestite in maniera elegante. Alcuni degli uomini avevano un cappello enorme molto particolare: vuoto al centro e tutto intorno una specie di pelliccia. Mai visto prima.

A un certo punto uno dei bambini viene a chiedere cosa stessi facendo. Era la terza persona che si avvicinava per domandare... ma a differenza delle altre il bambino ha attirato la curiosità di una decina di altri.
Insomma ero circondato da bambini dagli otto ai 12 anni... molto interessati eh...!Quando gli ho detto che potevo sentire facilmente gli aerei in volo e la polizia sono andati in delirio. Secondo me un paio li ho convinti a diventare radioamatori.

Ripiegata la stazione radio nello zaino mi sono rimesso in sella per tornare ad Astoria. Sulla via del ritorno, proprio su Main Street davanti al mio vecchio palazzo di Roosevelt Island vedo una agente di polizia che fa le multe. Ma non è un agente qualsiasi, è un mio ex-collega che ora fa il poliziotto presso il Roosevelt Island Public Safety.

Ci fermiamo a parlare. Come stai? Come sta quello, come sta quell'altro... Tra me e me penso che ormai incontro continuamente gente per strada. Persino i poliziotti che fanno le multe. Aria di casa... lontano da casa.
Mi rimetto in sella. Colori, edifici, natura: New York in bici è fenomenale come al solito.

Adesso però ho paura di aver preso l'influenza. Perlomeno un raffreddore... ma ne è valsa la pena però: Capo Verde con 5 watt l'antenna che la reggi in mano oh... provateci voi se ci riuscite!

Ciao a domani

New York in Vespa

domenica, ottobre 9th, 2011

Giornate di sole eccezionali. Non fa caldo, non fa freddo, una luce sensazionale: siamo nel pieno dell'Indian Summer.

Ieri eravamo nel Village per mangiare da Famous Xi'an Food. Io ho preso il classico della regione dello Xi'an e cioè il "Liang Pi Cold Skin Noodles", accompagnato da un Hamburger Cinese e da una bevanda fresca a base di frutta. Già che eravamo in zona abbiamo fatto un salto da Big Gay Ice Cream. C'erano i famosi gelati salati (non so come ma mettono il sale anche sulla nutella). Io ho preferito andare più sul classico prendendo un Cococone.

Ovviamente non potevamo non andare da Giano per un paio di prosecchini e salutare gli amici Paolo e Matteo che stanno proprio dall'altro lato della strada. Ci sediamo e bevendo noto davanti al locale una Vespa rossa al posto della solita Lambretta Blu.
Matteo ma che hai cambiato la Lambretta con una Vespa? E lui: Non è una Vespa, è una Stella!
Mi avvicino, ed infatti si tratta di una misteriosissma "Stella" priva di qualiasi riferimento Piaggio. Matteo mi spiega che è praticamente una Vespa PX-150 prodotta nell'ex stabilimento Piaggio in India.
Quando la Piaggio ha decise di interrompere la produzione della serie PX, gli Indiani ne acquistarono la licenza e si misero in proprio e così tutt'oggi producono ancora le Vespa, anzi le Stella.
La Stella ha lo starter elettrico, il freno a disco, l'indicatore acustico delle frecce oltre ad una miriade di altre piccole migliore meccaniche. Il look and feel, il rumore, la carrozzeria però restano inalterati.

Matteo ha insistito pechè facessi un giro e si è presentato con due taschi oltre alla targa da attaccare - come si usa fare qui - col velcro.
E' così eccomi in sella ad una Vespa in giro per le street e per le avenue dell'East Village in una bellissima giornata di sole. Non so perchè ma mi sentivo molto Nanni Moretti. La prima, la seconda, la terza... il cambio sul polso sinistro, ti fermi al semaforo e riparti: eccezionale... erano 17 anni che non guidavo una vespa. Grazie Matteo

Depressione da ingresso negli USA

mercoledì, ottobre 5th, 2011

Ormai i viaggi da e per l'America sono diventati routine e non mi affaticano affato. In volo mi guardo un paio di film, dormo almeno 4 ore. Proprio non mi pesano. C'è solo una cosa che ancora mi consuma profondamente e che purtroppo non cambierà mai e cioè il confronto con gli immigration officers.

Cittadini e carte verdi da una parte, l'orda dei turisti (e dei disperati) dall'altra. Gli agenti fanno il loro lavoro e lo fanno molto bene: Ma cosa fai qui? Dove lavori? Come ti chiami? Tutte informazioni già disponibili sui documenti che gli hai presentato, ma che ti vengono ugualmente richieste a voce. Addirittura qualche volta sono voluti scendere nei dettagli del lavoro, nei tecnicismi, nei particolari per gli addetti.

Finita la procedura accendo il telefono e arriva la notizia che la ragazza di Seattle è stata assolta. Giù con i commenti sull'Italia e sul suo "cartoonish" sistema giudiziario, i periti che hanno incasinato le prove, gli accusatori che sarebbero stati già coinvolti in gravi errori durante processi di precedenti casi di omicidio. Ma sarà vero? poco importa... già è grave che possa venire un dubbio del genere.

Poi il rating dell'Italia declassata ancora una volta. Bene così. Si parla ampliamente del problema Italia in tutto il mondo, tranne che in Italia. La totale assenza di un sistema di informazione efficace rende gli Italiani completamente ignari di quello che sta succedendo nel paese. Del resto come biasimare il popolo visto che fino ad un anno fa la TV del capo del governo assieme a quella del governo dicevano che la crisi in Italia non esiste?

Infine altro fulmine a ciel sereno: Wikipedia sta per chiudere i battenti in Italia a causa del decreto legge sulle Intercettazioni. Tò, che strano! Nessuno in Italia si era accorto che sta per passare una legge che uccide la libertà di parola. Sembrerebbe una cosa grave visto che se ne sono accorti oltreoceano i gestori del settimo sito più popolare del mondo. Da noi invece no... tutto normale. Avanti così!

Insomma, nel momento in cui entri negli USA e questi ti fanno sentire un ospite quasi indesiderato è vivissimo il ricordo di cosa ti aspetta il giorno in cui dovrai tornare indietro. Una situazione senza alcuna via d'uscita in cui mai avrei pensato di dovermi trovare.

Esco e vado in ufficio va... così mi passa

Ciao

Amaro Averna. Specialità Assoluta.

domenica, ottobre 2nd, 2011

A casa da solo. Silenzio totale. Non riesco ancora a capire se sono contento o se mi dispiace il fatto di dover ripartire. New York è sempre New York eppure la famiglia, la casa, la nazione: i valori da buttare sul piatto della bilancia sono molti e sono pesanti.

Stavo per scrivere che mi piacerebbe poter avere un minimo di stabilità e di certezze poi però mi sono reso conto che avrei scritto una cazzata: non sono forse io quello che ha sempre ricercato avventura ed incognito? Se avessi voluto vivere di certezze avrei potuto farlo ormai da tempo, eppure ancora niente, ancora qui a navigare a vista: uncharted territory.

Ogni volta mi sembra di partire per la prima volta, di non essere mai mancato. Eppure ogni volta il sapore delle cose sembra diverso, il volto delle persone più vecchio, il nome sul citofono è ormai sbiadito dal sole: quattro anni sono volati via senza che io me ne sia praticamente accorto.
Ed i prossimi quattro anni? Boh... chissà. Non ne ho idea. L'ipotesi che mi fa più paura è quella di tornare in Italia, con tutto quello che ne consegue sia dal punto di vista pratico che da quello personale. Ok ma se non in Italia, allora dove? E perchè?

In fondo essere costretti a lasciare New York potrebbe alla fine essere un bene. Un modo per costringersi a rimettersi in discussione, per rinnovarsi, una scusa per lanciare di nuovo i dadi sul tavolo. Si vedrà...
Per adesso l'Averna è finito e la notte è ormai fonda. Domani di nuovo in viaggio. Destinazione infinito.

Ciao


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