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Turista a New York

Sunday, February 21st, 2010

Ci sono eh…

E’ solo che non scrivo perchè dalla mattina alla sera vado in giro per accompagnare un amico che mi è venuto a trovare con la moglie.
Non avevo mai fatto il turista per tre giorni consecutivi e addirittura.
Per la prima volta ho visitato la statua della libertà. Le giornate cominciano è finiscono sempre a Times Square. L’approccio turistico rende la città complemente diversa.

Significativa l’opinione che il mio amico (che mi conosce da una vita) si è già fatto della mia situazione: dice che non devo tornare in Italia assolutamente, che ormai devo rimanere qui a tutti i costi.
Mmmmmm

Bella non è

Precariato esistenziale

Tuesday, February 2nd, 2010

Stamattina ho fatto tardi perchè mi è arrivata una raccomandata che dovevo ritirare alle poste. Potrei raccontarvi della decadenza dell’ufficio postale 11106 ma non è questo il punto per cui lo risparmio per la prossima volta. Il punto è che la raccomandata viene dal mio landlord (l’azienda proprietaria dell’appartamento) e serve a comunicarmi che il 30 Aprile mi scade il contratto. In allegato c’è il contratto di rinnovo da eventualmente firmare e rispedire al mittente.

Mentre mi allontanavo dall’ufficio postale con il contratto in mano mi è venuta un’ansia bestiale. Sarà questo qui l’ultimo contratto che firmo? O forse il successivo? Chissà…
La prospettiva di rientrare in Italia è poco incoraggiante. Anzi, sono forse più agitato ora che ormai si vede all’orizzonte l’idea di dover tornare indietro di quanto non lo fossi tre anni fa nel momento di partire alla volta degli USA.
Abbiate pazienza ma questa fase di precariato esistenziale la somatizzo molto. Lo so non ci devo pensare perche più ci penso più è peggio. Siete tutti bravi a ripetere le stessa cosa ma io non ci riesco, o perlomeno non riesco a non pensarci senza neanche un aiutino.

L’aiutino sono i “passatempi forti” di questi ultimi giorni. Il Poker ad oltranza, la Marlborina ogni tanto, il vino Irlandese (porca puttana era una battuta! possibile nessuno abbia intuito che un vino triple distilled irlandese è semplicemente un WHISKEY?!?), il corteggiamento della Brasiliana tutta tana e gli altri passatempi irripetibili che lascio alla vostra fervida immaginazione.

Va beh vediamo un pò quel che succede… per ora vi saluto ma mi raccomando niente domande del tipo: “ma scusa se hai un lavoro non puoi restare?” oppure “visto che paghi le tasse non puoi richiedere la cittadinanza?” o ancora “possibile che non riesci a trovare una moglie?“. Risposte: NO – NO – COL CAZZO!

Nuok.it

Sunday, January 31st, 2010

C’è un nuovo blog su New York scritto da Italiani. E’ uno di quelli scritti bene, insomma un lavoro serio e non un passatempo come quello che state leggendo in questo momento.

Si chiama nuok.it e (pensa te) hanno voluto intervistarmi nella rubrica “Oggi a New York” che si occupa dei connazionali che vivono in città.

Se vi interessa New York (e vi interessa sicuramente altrimenti non sareste qui a leggere le mie troiate) mettete Nuok tra i vostri preferiti perchè mi pare fatto molto bene.

Guadagnare poco, lavorare pochissimo

Thursday, January 14th, 2010

Nel weekend sarei voluto andare nella Repubblica Dominicana ma dopo tutto quello che è successo ad Haiti non mi pare proprio il caso per cui nonostante il weekend lungo (eventualità rara) credo che rimarrò in città. Anzi se vi viene in mente qualche idea suggeritela pure… Una qualsiasi cosa che vi piarebbe fare nel raggio di 2500 Km se foste al posto mio. Oh, però non ve ne uscite con le cascate del Niagara o Washington!… che sia qualcosa di adatto ad un maschio single trentenne (anzi ormai 31enne… porco zio)

Già che ci siete colgo l’occasione per fare insieme due considerazioni. Fatemi fare un pò il discorso/sogno di quello che dice: “chiudo tutto e apro un chiosco di gelati in riva al mare in Brasile”…

Solo per l’automobile in Italia sostenevo le seguenti spese mensili fisse:
- Euro 250 di Benzina
- Euro 100 di Bollo/Assicurazione più qualche eventuale multa
- Euro 150 di manutenzione ordinaria, materiali di consumo più bottarelle occasionali (le bottarelle che fai CON la macchina, non quelle che fai IN macchina che sono un capitolo di spesa a parte)
- Euro 100 di ammortamento del mezzo (in 10 anni ti ci compri una Panda nuova o una Golf usata senza considerare gli interessi)

in tutto fanno 600 Euro al mese spesi solo ed esclusivamente per l’automobile.
Se a questo aggiungiamo le marlboro, il telefonino (che costa quasi come mantenere un motorino), i vestiti firmati e le altre spese superflue si arriva paurosamente a sfiorare la cifra che mensilmente si guadagna PRIMA ANCORA di affrontare i capitoli di spesa indispensabili e primari e cioè: vitto, alloggio, salute ecc.

Allora chiedo io: se invece di lavorare sempre di più uno volesse cercare di spendere sempre di meno? Vale la pena di ammazzarsi di lavoro una vita intera? A cosa serve guadagnare molto se poi non si ha il tempo per vivere?

La mia non è la generazione dei miei nonni che si è liberata e riscattata grazie al lavoro. La mia generazione è schiava di se stessa e lavora solo per inseguire lo stile di vita farlocco imposto da 20 anni di televisione.
Silvano Agosti, il poeta ideologo della giornata lavorativa di 3 ore, mi ha colpito nel profondo e così ho voluto coniare un motto che sinteticamente descrive il mio obiettivo: Guadagnare poco, lavorare pochissimo.

Pensate ad una vita in cui c’è il tempo per leggere, per imparare a suonare uno strumento, per prendersi cura di se stessi, per studiare una nuova lingua… Certo non avremo i pantaloni D&G o il giubottino Moncler, ma volete mettere?
So che detto da uno che vive a New York suona strano… ma se dovessi tornare in Italia questo motto diventerebbe un mantra, uno slogan che rappresenta un obiettivo di vita.

Del resto non vedo per me (e forse anche per noi tutti!) altra alternativa plausibile.

Back in town

Wednesday, January 6th, 2010

E rieccomi qua.

Al ritorno per gli aerei che vanno verso gli USA fanno dei controlli bestiali. Minuziose perquisizioni personali e del bagaglio a mano con conseguente ritardo di un pò tutti i voli.

Al rientro una giornata fredda ma luminosa. Un sole incoraggiante.
Ho messo in ordine e pulito la casa.

Per cena un bel piatto a portare via dal chioscho del King of Felafel.
Ci voleva sta vacanza. Ora sono proprio rigenerato.
Domani finalmente si torna al doppio lavoro: ufficio al mattino e gnocca al pomeriggio.
Dura la vita a New York…

Ciao!

La notte più lunga

Sunday, January 3rd, 2010

Sono un pò a metà del guado. In quel punto in cui partire dispiace e rimanere anche.

De Gregori, Lucio Dalla e pochi altri alleviano le sofferenze della solitudine interrompendo il rumore del silenzio. Vecchi pezzi di Dino Buzzati. Giovanni Drogo che torna a casa in licenza capisce che qualcosa è cambiato e così suo malgrado torna in servizio alla fortezza Bastiani.

Averna al posto del Jameson. Martinsicuro al posto di Astoria. Pioggia sarò e pioggia tu sarai.

Vecchissime foto scattate a pochi metri di distanza eppure distanti anni luce. La consapevolezza di essere passati dinanzi al meglio anni or sono, senza sapere. Nuvole sul domani odierno.

Quella prima di partire è sempre la notte più lunga.

Capodanno solitary confinement

Thursday, December 31st, 2009

Sono andato a rivedere il post dell’anno scorso e mi sono ricordato che per l’ultimo dell’anno ho fatto esattamente le stesse cose che ho fatto stasera: ho cucinato e non sono uscito per niente.

Vi spiego.

Dovevo andare a Napoli, a Foggia, ad Amsterdam ed anche a Bologna. Poi però non ce l’ho fatta e ho mandato tutto all’aria: troppa ressa, troppa voglia di divertirsi a tutti i costi e senza motivo. Le feste comandate non fanno per me. Le trovo deprimenti, molto più deprimenti che stare da soli in casa a cucinare.

Non sopporto in primis il Natale, una festa consumistica ed intollerabile. Se solo mandassimo in Africa i soldi che spendiamo in regali penso che laggiù ci mangerebbero un anno intero. E invece noi ogni anno continuiamo a scambiarci doni inutili facendo finta che ci sono piaciuti e che non aspettavamo altro (alla faccia dei quarantamila bambini che ogni giorno muoiono di fame).
Al secondo posto il capodanno in cui costa tutto il triplo. Devi prenotare due mesi prima e in Italia (paese non proprio ricchissimo) si arriva a cifre da pazzi che non trovi neanche a Manhattan. 5,4,3,2,1 – Auguri – auguri – auguri: ogni anno la stessa pippa. Auguri un pezzo di cazzo! Ho spento il cellulare per non ricevere ancora una volta gli stessi SMS copia e incolla inviati a mezzanotte a tutta la rubrica.
Terzo posto ferragosto, in cui tutti si tirano i gavettoni e poi la sera vanno a ubriacarsi in spiaggia. Aveva senso a quindici anni ma a trenta… dai su. Ubriacatevi in casa vostra se proprio dovete.
Infine con le dovute eccezioni non sopporto i compleanni (soprattutto i miei) ed i matrimoni.

E’ un mondo “regolamentato e squallido” (Buzzati) in cui persino divertimento e aggregazione sono convenzionati e ad intervalli regolari. Io non ci riesco. Sono grave?

Guardatevi le foto va.

Ciao

Arrosto e Chrome OS

Tuesday, December 8th, 2009

Ragazzi mo calma eh… In queste ultime settimane c’è stata questa overdose di Berlusconi e ora mi devo disintossicare. Non voglio più sentire parlare di Berlusconi per almeno un mese.

Sto imparando a fare l’arrosto. Mi viene sempre meglio e mi da soddisfazione… Lo potrei comprare bello e fatto per quattro soldi ma vuoi mettere la gioia di mettersi a pelare le patate, di sminuzzare gli odori, di scaldare il forno?
Me lo sono mangiato mentre guardavo Modern Times con Charlie Chaplin.

Finito di mangiare mi sono messo a riparare il netbook. Siccome vale poco inizialmente pensavo di buttarlo via ma poi ne ho fatta una questione di principio: anche non valesse niente perchè mai devo buttare un computer che funziona perfettamente ma ha solo un tastino che non va?!? Ho preso quindi su ebay la tastiera di ricambio e l’ho montata al posto della vecchia. Ora è come nuovo e ci sto sperimentando Chrome OS, il nuovo sistema operativo di Google.

Dal Taxi

Friday, December 4th, 2009

Era da tempo che non scrivevo da dentro un taxi. In questo momento passiamo sopra il Queenboro Bridge. Alle nostre spalle una delle più pittoresche e suggestive immagini che questa citta può regalare.

Sono tornato in taxi perche è gia tardi e la linea gialla è ferma per lavori. Non mi andava di fare una gincana in metro per tornare a casa e così mi sono concesso un giretto in macchina con tanto di autista.

Sono stato a casa del Fiorenzo a stampare il materiale. Bello dai,  anche se però non mi sembra mai abbastanza. Per ora abbiamo 2 cartelli grandissimi e 2 di medie dimensioni. Poi 800 volantini e altri cartelli da stampare domani sera oltre ovviamente al materiale che i partecipanti porteranno spontaneamente.

Le previsioni danno temperature da 0 a 6 gradi e possibili rovesci nel pomeriggio. La pioggia potrebbe essere una scocciatura… Va beh sono ormai arrivato ad Astoria. Domani altro lungo giorno e poi la manifestazione.

Speriamo bene.

La scolaresca

Wednesday, December 2nd, 2009

Allora senti.

Mi arriva in mente un’altra canzone dal passato.
All’improvviso, senza motivo: tre note sole di uno xilofono o qualcosa di simile… e poi qualche parola di cui riesco ad identificare solo “it’s no xxxxx, no xxxxx at all”.
Mi metto alla ricerca. Non è facile ma la identifico. E’ Sacrifice di Elton John!
Fine anni ottanta, il muro è appena caduto, speranza, Elton al top. Senti che canzone… Bellissima. Sembra un secolo fa.
Mi continuo a chiedere come mai mi vengono in mente ste canzoni senza averle sentite per decenni. Boh…

Stamattina arrivo in stazione. Per la prima volta nel 2009 metto la sciarpa. Musica dall’iphone, borsa col mac a tracolla. Presenza insolita di una scolaresca delle medie sulla piattaforma opposta.
Che scena incredibile: da una parte i lavoratori, forse ancora giovani sulla carta ma ormai spediti sulla via inesorabile del declino, in mezzo i binari, dall’altra i ragazzini che se pur in ordine ed abbigliamento quasi militare sorridono ai meno fortunati dianzi a loro, ed alla vita.
Non scatto una foto (satebbe stata bellissima) perché qualcuno a fianco a me avrebbe potuto pensare male. Tu pensa a che livello ci ha ridotti la televisione…
Arriva il treno. Le tre classi con relative maestre salgono tutte in un vagone verso Ditmars. Passano pochi secondi ed il treno riparte lasciando la piattaforma vuota come è sempre stata e come sempre sarà da domani in poi.

Cold cold heart
Hard done by you
Some things look better baby
Just passing through

And it’s no sacrifice
Just a simple word
It’s two hearts living
In two separate worlds
But it’s no sacrifice
No sacrifice
It’s no sacrifice at all