Era una bellissima giornata di sole di inizio estate, credo nel 2006. Non ricordo perchè ma tutto scamiciato tornai in Autostrada da Ascoli Piceno con la macchina scappottata e la musica a tutto volume.
Arrivo a Porto d'Ascoli ed approfitto per fare visita ad un amico che lavorava al centro commerciale. Mentre ero lì che parlavo noto un fastidio sulla parte bassa della schiena. Era strano - pensavo - ma nulla di allarmante e così riparto alla volta di un negozio specializzato che vendeva proiettori.
Dentro al negozio mentre l'addetto mi spiega tutto sui proiettori il fastidio diventa rapidamente un dolore nettissimo. Anzi insopportabile. Nel giro di dieci minuti cominciai infatti a sudare e anche rimanere dritto in piedi era sempre più difficile.
Interruppi bruscamente il commesso dicendo: "mi scusi ma devo andare via perchè mi sento male". Ed esco lasciandolo su due piedi. In strada mi assalgono una certezza ed un dubbio: 1) non posso tornare a casa, qui serve un ospedale 2) in ospedale ci vado con la mia macchina oppure faccio venire una ambulanza?
Siccome di stronzi che prendevano ambulanze a sbafo ne ho trasportati a dozzine, ho optato per la macchina. Grave errore.
Durante i 10 minuti di strada che mi separavano dall'ospedale più volte ho pensato di fermarmi al centro della carreggiata per poi stendermi sul marciapiede in attesa che qualcuno chiamasse i soccorsi. Ho stretto i denti e sono arrivato (ancora non so come) all'ospedale.
Entro al pronto soccorso e scopro che davanti a me c'era una bolgia infernale. Forse cinquanta persone tra cui bambini con ossa rotte e persone sanguinanti a causa di tagli vistosissimi. Un macello. Capisco di aver fatto una cazzata perchè se fossi arrivato in Ambulanza la fila la avrei saltata completamente, comunque mi siedo su una pachina e appoggio la testa sulle ginocchia.
Arriva una che si identifica come volontaria della croce rossa per farmi un triage. Un triage... detto alla francese: ma che bello usare termini raffinati nel bel mezzo di un bordello. Sarà una volontaria (non un medico) a stabilire se sto morendo oppure no. Davanti a tutti mi rivolge domande tipo: Soffre di qualche patologia in particolare? No, sono sano. Mai fatto uso di sostanze stupefacendi? No mai. Ha mai avuto questo dolore prima d'ora? No mai... e così via.
Mi assegna un codice di bassa priorità (ti pareva) e se ne va. Io sono in preda al panico. Il dolore è talmente forte che non riesco a trattenere le lacrime. Le persone attorno a me si allarmano: oh ma questo sta male... fate qualche cosa!
Torna la volontaria e mi offre un posto da sdraiato in una saletta piena di barelle con sopra altrettante persone in attesa. Veramente un lazzaretto... senza medici però. Solo pazienti doloranti.
A fianco a me c'è una anziana signora che si lamenta e piange per chissà quale motivo. Io mi rotolo sulla barella, gli astanti mi chiedono se ho un numero da chiamare per avvisare i parenti. Un pò per il dolore un pò per evitare di allarmare i miei rifiuto. A quel punto ero convinto che stessi per morire per cause che sarebbero rimaste a me ignote. Ne ero quasi certo. Sarà passata un'ora dal mio ingresso in ospedale o forse più quando si ripresenta la volontaria.
Io respiravo a denti stretti, e non parlavo ormai per niente. Ad un certo punto la sento dire: "se vuole un consiglio, cerchi di respirare profondamente..." ma io la interrompo bruscamente e a tutto volume:
"NON MI SERVE UN CONSIGLIO MI SERVE UN MEDICO, PORCO ***!!!!!!!!!"
La volontaria scappa via impaurita. L'urlo è così forte che il trambusto all'interno del pronto soccorso diventa silenzio di tomba. Persino la signora della barella affianco alla mia ha smesso di lamentarsi. Non vola più una mosca... l'ospedale sembra vuoto. Tempo 60 secondi e si materializza un medico in camice bianco: "Senta ora la visitiamo, ma cerchi di stare calmo altrimenti saremo costretti a sedarla". "E magari!!!" rispondo io.
Finalmente mi visitano e la diagnosi è rapidissima: colica renale. Io non sapevo neanche cosa fosse. La prima flebo di antidolorifico non basta e così me ne fanno un'altra a seguire. Finalmente il dolore passa e così mi decido a chiamare mia madre. Quando arriva nel cercarmi le dicono: "signora ma chi cerca, quel pazzo che ha bestemmiato prima?".
Mi chiedo come fanno le persone parcheggiate al lazzaretto di Roma a rimanere posate ed in silenzio per giorni e giorni. Addirittura una signora col trauma cranico dimenticata per 4 giorni! Bisognerebbe che si mettessero tutte a gridare e a lamentarsi sonoramente: perlomeno il Governatore in visita non potrebbe fare finta di non vedere e non sentire!
In situazioni da pazzi forse è bene comportarsi come tali.