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	<title>Alain De Carolis &#187; Preferiti</title>
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	<description>Si e&#039; vero sto a New York.</description>
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		<title>Storia di un amore mai nato</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 05:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Verso la quarantaduesima sale sulla N sta ragazza Irlandese con le lentiggini. Nonostante la scollatura generosa ed il capello rossiccio invitante ha un atteggiamento sobrio, composto, direi anche timido. Ogni tanto si rimette a posto la camicetta come a cercare di coprire meglio le tette (forse perchè la sto fissando???), unico elemento che segnala una [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Verso la quarantaduesima sale sulla N sta ragazza Irlandese con le lentiggini.<br />
Nonostante la scollatura generosa ed il capello rossiccio invitante ha un atteggiamento sobrio, composto, direi anche timido.<br />
Ogni tanto si rimette a posto la camicetta come a cercare di coprire meglio le tette (forse perchè la sto fissando???), unico elemento che segnala una trasgressività latente ma pur sempre viva è un piccolo quadrifoglio verde tatuato e ben nascosto sul collo del piede sinistro.</p>
<p>Alla quarantanovesima sale un Lenny Kravitz dei poveri che pur essendo la brutta copia di quello vero rimane sempre un bel torello: scuretto di pelle, fisico prestante, braccio spavaldo, abbigliamento post-palestra. Ovviamente si mette a sedere vicino alla Irlandese.</p>
<p>Alla cinquantasettesima strada, con la precisione chirurgica di un bombardamento su Bagdad, Kravitz attacca il bottone. Subito sorrisi... Non posso ascoltare le frasi di circostanza perchè sto sentendo un pezzo all'iphone ma tanto il contenuto non importa: quello che mi interessa e mi affascina è la forma, il rito, l'incantesimo.</p>
<p>L'Irlandese ci sta eh. Perdio se ci sta! E' più che evidente.<br />
Stretta di mano. Leggo dal labbiale: "What do you do?" e lei: "I work in a hospital..." lui sorridendo "Are you a doctor???" e lei sarcastica "No I .......".<br />
L'Irlandese non è un dottore, sarà forse una infermiera? Cosa importa? Nulla... a questo punto, caro il mio Lenny, basta dire cazzate. Devi prendere un numero di telefono, una email, un account di facebook... Siamo su una metropolitana mica a bordo di un transatlantico e le fermate corrono veloci, fai qualcosa cazzo!</p>
<p>A Queensboro Plaza il colpo di scena. Il dramma.<br />
Lenny Kravitz (che a questo punto possiamo chiamare per nome: COGLIONE) saluta e scende dal treno.<br />
Ma come? Ma che sei l'Ascolano che tira la pietra e poi nasconde la mano? Ma tu sei veramente un coglione di prima categoria! A che servono le interminabili ore passate in palestra, le sudate, gli integratori proteici, i sacrifici e le diete se poi sul più bello te ne scendi dal treno. Cose da pazzi!</p>
<p>Si chiude la porta e il treno parte alla volta della trentanovesima nel Queens. L'infermiera Irlandese è sconvolta e reclina la testa al cielo per la delusione. La chiara pelle lentigginosa traspare un equivocabile rossore dovuto all'emozione.<br />
Mi è dispiaciuto... già li vedevo davanti al prete e poi davanti ai rispettivi avvocati per il divorzio. Certo, lo sapete anche voi, con questo fisico da lanciatore di coriandoli e con questa Helipad parietale non ero certo adatto per alzarmi ed andare a consolarla perchè sarebbe stato come cercare di dare della merda  chi si aspetta cioccolata...</p>
<p>Per ogni porta che si chiude un'altra si apre, qualcuno scende dal treno qualcun'altro sale.<br />
Riuscirà mai l'infermiera a rivedere il suo Lenny Coglione? Chissà forse si rivedranno di nuovo sulla N, o magari sulla W...<br />
Ma, in fondo, in una città alienante come questa poco importa ed infatti due o tre fermate più avanti il rossore svanisce, lei si riaggiusta la camicetta e tutto ritorna come prima. Domani altra giornata in ospedale, altri incontri in metropolitana, altra stazione lasciata alle spalle durante questa velocissima e folle corsa verso il capolinea che ci aspetta tutti.</p>
<p>Buona notte</p>
<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Fatemi un regalo</title>
		<link>http://www.alain.it/2010/01/26/fatemi-un-regalo/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 06:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi piacciono quei commenti in cui scrivete "blog veramente piacevole", oppure "ti ho aggiunto tra i preferiti", o ancora "ti leggo tutti i giorni" ecc... Ma si perchè stai solo qui nel Queens, sudarelle, serate passate a giocare a Poker, rumori del piano di sopra, nuvole sul domani odierno, bisogni fisiologici inespletati... almeno pensi alle [...]
No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacciono quei commenti in cui scrivete "blog veramente piacevole", oppure "ti ho aggiunto tra i preferiti", o ancora "ti leggo tutti i giorni" ecc...</p>
<p>Ma si perchè stai solo qui nel Queens, sudarelle, serate passate a giocare a Poker, rumori del piano di sopra, nuvole sul domani odierno, bisogni fisiologici inespletati... almeno pensi alle 2-300 persone che domani leggeranno le stronzate che scrivi e ti senti allietato!</p>
<p>Certo che sto vino Irlandese Triple Distilled è bello tosto eh... tosto come questa città.<br />
Comunque me lo avevano detto che prima o poi sarei rimasto "sucked in".<br />
Mi dissero anche che per diventare New Yorker servono 5 anni. Io passo più o meno a 3. Ehhhhh...... E' dura.</p>
<p>Va beh va. Me ne vado a dormire che è ora. E lasciatemi un cazzo di commento! Che vi costa? L'email la potete mettere finta... Dai su. Forza. Commentate! Fatemi un regalo!</p>
<p><em>Aggiornamento:<br />
Questo post in un momento di ravvedimento lo avevo cancellato dopo che l'XML-RPC lo aveva fatto girare. A grande richiesta lo ripubblico!</em></p>
<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Guadagnare poco, lavorare pochissimo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 05:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel weekend sarei voluto andare nella Repubblica Dominicana ma dopo tutto quello che è successo ad Haiti non mi pare proprio il caso per cui nonostante il weekend lungo (eventualità rara) credo che rimarrò in città. Anzi se vi viene in mente qualche idea suggeritela pure... Una qualsiasi cosa che vi piarebbe fare nel raggio [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel weekend sarei voluto andare nella Repubblica Dominicana ma dopo tutto quello che è successo ad Haiti non mi pare proprio il caso per cui nonostante il weekend lungo (eventualità rara) credo che rimarrò in città. Anzi se vi viene in mente qualche idea suggeritela pure... Una qualsiasi cosa che vi piarebbe fare nel raggio di 2500 Km se foste al posto mio. Oh, però non ve ne uscite con le cascate del Niagara o Washington!... che sia qualcosa di adatto ad un maschio single trentenne (anzi ormai 31enne... porco zio)</p>
<p>Già che ci siete colgo l'occasione per fare insieme due considerazioni. Fatemi fare un pò il discorso/sogno di quello che dice: "chiudo tutto e apro un chiosco di gelati in riva al mare in Brasile"...</p>
<p>Solo per l'automobile in Italia sostenevo le seguenti spese mensili fisse:<br />
- Euro 250 di Benzina<br />
- Euro 100 di Bollo/Assicurazione più qualche eventuale multa<br />
- Euro 150 di manutenzione ordinaria, materiali di consumo più bottarelle occasionali (le bottarelle che fai CON la macchina, non quelle che fai IN macchina che sono un capitolo di spesa a parte)<br />
- Euro 100 di ammortamento del mezzo (in 10 anni ti ci compri una Panda nuova o una Golf usata senza considerare gli interessi)</p>
<p>in tutto fanno 600 Euro al mese spesi solo ed esclusivamente per l'automobile.<br />
Se a questo aggiungiamo le marlboro, il telefonino (che costa quasi come mantenere un motorino), i vestiti firmati e le altre spese superflue si arriva paurosamente a sfiorare la cifra che mensilmente si guadagna PRIMA ANCORA di affrontare i capitoli di spesa indispensabili e primari e cioè: vitto, alloggio, salute ecc.</p>
<p>Allora chiedo io: se invece di lavorare sempre di più uno volesse cercare di spendere sempre di meno? Vale la pena di ammazzarsi di lavoro una vita intera? A cosa serve guadagnare molto se poi non si ha il tempo per vivere?</p>
<p>La mia non è la generazione dei miei nonni che si è liberata e riscattata grazie al lavoro. La mia generazione è schiava di se stessa e lavora solo per inseguire lo stile di vita farlocco imposto da 20 anni di televisione.<br />
<a href="../2009/03/16/silvano-agosti/" target="_blank">Silvano Agosti</a>, il poeta ideologo della giornata lavorativa di 3 ore, mi ha colpito nel profondo e così ho voluto coniare un motto che sinteticamente descrive il mio obiettivo: <strong>Guadagnare poco, lavorare pochissimo</strong>.</p>
<p>Pensate ad una vita in cui c'è il tempo per leggere, per imparare a suonare uno strumento, per prendersi cura di se stessi, per studiare una nuova lingua... Certo non avremo i pantaloni D&amp;G o il giubottino Moncler, ma volete mettere?<br />
So che detto da uno che vive a New York suona strano... ma se dovessi tornare in Italia questo motto diventerebbe un mantra, uno slogan che rappresenta un obiettivo di vita.</p>
<p>Del resto non vedo per me (e forse anche per noi tutti!) altra alternativa plausibile.</p>
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		<title>L&#8217;incredibile storia di Centralia, PA</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 04:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo voi quanto può durare un incendio? Forse un'ora? Una settimana? Un mese? No, può durare molto molto di più. Esiste in Pennsylvania una città che una volta contava oltre 2000 abitanti, sette chiese, cinque hotel, ventisette bar, due teatri, una banca, un ufficio postale e quattordici alimentari. Quella città, oggi abbandonata, è stata completamente [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="600" height="485" src="http://www.youtube.com/embed/ZjtmaCI9_wM" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>Secondo voi quanto può durare un incendio?<br />
Forse un'ora? Una settimana? Un mese? No, può durare molto molto di più.</p>
<p>Esiste in Pennsylvania una città che una volta contava oltre 2000 abitanti, sette chiese, cinque hotel, ventisette bar, due teatri, una banca, un ufficio postale e quattordici alimentari. Quella città, oggi abbandonata, è stata completamente distrutta a causa di <strong>un incendio che dura da ben 48 anni</strong>.</p>
<p>Si tratta di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Centralia,_Pennsylvania" target="_blank">Centralia</a>, una città la cui storia è senz'altro la più bizzarra che abbia mai sentito.</p>
<p>Siamo nel 1962 e cinque vigili del fuoco volontari della locale stazione vengono incaricati di ripulire la piccola discarica del paese appiccando il fuoco a dei cumuli di rifiuti incendiabili.<br />
L'operazione era stata compiuta in precedenza altre volte senza incidenti. In quell'occasione però le ceneri ardenti furono ingenuamente depositate dai pompieri nell'apertura di una vecchia miniera a cielo aperto. <strong>Una miniera di carbone</strong>.<br />
Le ceneri, penetrate in profondità, hanno dato origine ad <strong>un lento ma inesorabile incendio sotterraneo che dura ancora oggi</strong>.<br />
I pompieri, che ebbero gran successo nell'appiccare le fiamme, fallirono poi nello spegnerle e decisero di rinunciare pensando che di li a poco si sarebbero estinte spontaneamente. Purtroppo così non fu.</p>
<p>Inizialmente nessuno si rese conto della gravità del problema che nei primi dieci anni si limitò alle emissioni di fumo e gas dal sottosuolo e alle consugenti ripercussioni sulla salute e sulla qualità dell'aria.<strong><br />
Le cose però cominciarono a peggiorare nel 1979</strong> quando il benzinaio di Centralia si accorse che le sonde sotterranee inserite per misurare la quantità di benzina nelle taniche risultavano "calde". Applicato un termomentro in una di queste la temperatura misurata risultò essere di quasi 80 gradi centigradi!<br />
L'incendio sotterraneo diventava sempre più minaccioso soprattutto perchè in tutti quegli anni aveva lentamente eroso dall'interno il sottosuolo e quindi compromesso le strade e le case. <strong>Nel 1981 un cratere largo un metro e profono trenta si aprì improvvisamente sotto i piedi di un bambino che giocava in giardino</strong>.<br />
La strada statale 61 che attraversava la città fu più volte distrutta e ricostruita fino al punto di deciderne l'interruzione e poi la deviazione.</p>
<p>Il governo decise di intervenire nel 1984 stanziando 42 milioni di dollari per trasferire tutta la popolazione ma diverse famiglie decisero di restare. Nel 1992 si procedette all'esproprio dell'intera città e nel 2002 le poste americane revocarono il codice di avviamento postale di Centralia, il 17927.<br />
Oggi Centralia brucia ancora ed è diventata una città fantasma che conta solo 9 irriducibili abitanti. In alcuni punti (come vedete nel video) il suolo è caldo abbastanza da accendere un fiammifero al solo contatto. <strong>Alcune stime prevedono lo spegnimento dell'incendio tra 250 anni. Altre tra 1000</strong>.</p>
<p>Imperdibile <a href="http://www.flickr.com/photos/rlaramee/236958714/" target="_blank">la scritta "SHIT HAPPENS"</a> che qualche genio ha scritto con la bomboletta lungo statale 61. Direi che appena finisce l'inverno un bel giretto in moto in Pennsylvania con sosta a Centralia è quantomeno obbligatorio.</p>
<p>Updates:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=zIkt-47ZHkc" target="_blank">Centralia vista in un film del 1988 (molte delle case erano ancora in piedi)</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lettere di carta</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 04:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccomi qui con un altro post della serie "si stava meglio quando si stava peggio". Stasera ho incontrato una vecchia amica che mi conosce dai tempi in cui la caricavo sul motorino. Non ci si vedeva da quattro anni. Lei ora vive in Svizzera e nonostante sia solo una una immigrata Italiana con permesso di [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qui con un altro post della serie "si stava meglio quando si stava peggio".</p>
<p>Stasera ho incontrato una vecchia amica che mi conosce dai tempi in cui la caricavo sul motorino.<br />
Non ci si vedeva da quattro anni. Lei ora vive in Svizzera e nonostante sia solo una una immigrata Italiana con permesso di soggiorno da studente l'hanno presa ad insegnare in una scuola media pubblica. Cose 'i pacci... ma non divaghiamo, devo raccontare un'altra storia.</p>
<p>Tornato a casa, in ricordo dei vecchi tempi, mi sono deciso ad aprire una scatola che non toccavo da almeno un decennio.<br />
Al suo interno c'è la mia storia passata raccontata in diari di viaggi (dettagliatissimi e già in stile blog), lettere di sbarbine nostrane ed estere (ce ne sono circa mezzo chilo solo dalla Germania), dozzine di fotografie dimenticate ma fondamentali, cartoline di auguri (la più vecchia viene dagli amici in Pennsylvania, anno 1991), testimonianze ed indirizzi di persone di cui ho perso ogni contatto, musicassette epiche, il testo della mia prima chat testuale di tutti i tempi col sysop di una BBS di Milano (1995).<br />
Tutta sta roba è per me un vero e proprio tesoro rimasto intatto dentro una scatola. Odori, colori, handwritings. Il passato che torna in un istante.</p>
<p>Se ci pensiamo bene la mia è l'ultima generazione che potrà disporre di memorie fisiche. Quando avevo 16 anni le e-mail prendevano gradualmente il posto delle lettere di carta. I file mp3 avrebbero di li a poco sostituito i supporti classici come cassette e cd. Le macchine fotografiche diventavano digitali.<br />
Io ho sempre conservato tutto (ho tutto il traffico email dal 1996 in poi) ma vuoi mettere l'effetto che fa rileggere una lettera di carta dopo quindici anni? I ragazzi di oggi non lo sapranno mai. E forse non potranno neanche rileggere la corrispondenza elettronica: le e-mail vengono abbandonate solo per via dello spam ed in ogni caso queste stanno per essere definitivamente soppiantate dai sistemi centralizzati come facebook. Sai che pippa accedere a facebook.com nel 2025 (sempre che non abbiate svuotato il cestino prima!).</p>
<p>Le foto di una volta si scattavano per un motivo preciso, e se venivano spedite dentro una busta era perchè ne valeva veramente la pena. Oggi scattiamo migliaia di foto in ogni occasione. Quante di queste saranno disponibili tra vent'anni? Quante avranno un senso? Quelle pubblicate su facebook (la maggior parte) che fine faranno?<br />
Quanto dureranno le conversazioni su msn messenger e su skype? Se pensate che tutti i miei SMS dal 1998 ad oggi sono andati perduti è lecito supporre che potranno essere persi anche i messaggi IM.</p>
<p>Ci sono poi i fattori imprevisti: scoppia una guerra e addio cloud computing, la california sprofonda per via del big one e i server vanno persi, comincia una dittatura e questi vengono volontariamente svuotati per far dimenticare alla gente del passato, Microsoft rilascia Windows 2025 Server SolarPower Edition e un sedicenne scrive un virus che fa una strage...<br />
Certo sono ipotesi remote, ma sai che pugnetta sarebbe se i ricordi di miliardi di utenti venissero per qualche motivo compromessi?</p>
<p>Certo che ormai sto facendo come quelli che si schieravano contro la calcolatrice e a favore del pallottoliere.<br />
Lettere di carta, nastri magnetici, rullini fotografici... ormai è ufficale: sono vecchio anche io.</p>
<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La scolaresca</title>
		<link>http://www.alain.it/2009/12/02/la-scolaresca/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 01:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allora senti. Mi arriva in mente un'altra canzone dal passato. All'improvviso, senza motivo: tre note sole di uno xilofono o qualcosa di simile… e poi qualche parola di cui riesco ad identificare solo "it's no xxxxx, no xxxxx at all". Mi metto alla ricerca. Non è facile ma la identifico. E' Sacrifice di Elton John! [...]
No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora senti.</p>
<p>Mi arriva in mente un'altra canzone dal passato.<br />
All'improvviso, senza motivo: tre note sole di uno xilofono o qualcosa di simile… e poi qualche parola di cui riesco ad identificare solo "it's no xxxxx, no xxxxx at all".<br />
Mi metto alla ricerca. Non è facile ma la identifico. E' Sacrifice di Elton John!<br />
Fine anni ottanta, il muro è appena caduto, speranza, Elton al top. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ndzHqFv9Mdo" target="_blank">Senti che canzone…</a> Bellissima. Sembra un secolo fa.<br />
Mi continuo a chiedere come mai mi vengono in mente ste canzoni senza averle sentite per decenni. Boh...</p>
<p>Stamattina arrivo in stazione. Per la prima volta nel 2009 metto la sciarpa. Musica dall'iphone, borsa col mac a tracolla. Presenza insolita di una scolaresca delle medie sulla piattaforma opposta.<br />
Che scena incredibile: da una parte i lavoratori, forse ancora giovani sulla carta ma ormai spediti sulla via inesorabile del declino, in mezzo i binari, dall'altra i ragazzini che se pur in ordine ed abbigliamento quasi militare sorridono ai meno fortunati dianzi a loro, ed alla vita.<br />
Non scatto una foto (satebbe stata bellissima) perché qualcuno a fianco a me avrebbe potuto pensare male. Tu pensa a che livello ci ha ridotti la televisione…<br />
Arriva il treno. Le tre classi con relative maestre salgono tutte in un vagone verso Ditmars. Passano pochi secondi ed il treno riparte lasciando la piattaforma vuota come è sempre stata e come sempre sarà da domani in poi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Cold cold heart<br />
Hard done by you<br />
Some things look better baby<br />
Just passing through</p>
<p style="text-align: center;">And it's no sacrifice<br />
Just a simple word<br />
It's two hearts living<br />
In two separate worlds<br />
But it's no sacrifice<br />
No sacrifice<br />
It's no sacrifice at all</p>
</blockquote>
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		<title>Giovedì dopo il lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 04:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi un libro seduto in metro, cambi alla solita stazione, riprendi a leggere ma stavolta in piedi perchè non c'è posto a sedere. Vai al supermercato a comprare i tortellini. Le solite cassiere. Qualche volta riconosci anche delle clienti abituali:ahhhh ma la cinesina è sposata con quello che le porta il carrello! Ne approfitti per [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggi un libro seduto in metro, cambi alla solita stazione, riprendi a leggere ma stavolta in piedi perchè non c'è posto a sedere.<br />
Vai al supermercato a comprare i tortellini. Le solite cassiere. Qualche volta riconosci anche delle clienti abituali:ahhhh ma la cinesina è sposata con quello che le porta il carrello! Ne approfitti per comperare qualcosa che ancora non hai cucinato mai.<br />
Torni a casa e siccome è giovedì guardi la puntata di annozero ma su youtube non sul sito della rai (che fa schifo e oltretutto dall'estero neanche funziona). Mentre guardi annozero prima cucini, poi mangi, infine lavi i piatti. Un gelatino.<br />
Scarichi il giornale online (il Fatto Quotiano) e lo leggi fino a verso la decima pagina. Apri le buste di Netflix... cosa c'è oggi? Un film di Truffaut del '68, e due altri classici Americani del '57 e del '58. Scegli Truffaut. Mentre guardi ti misuri la pancia che continua a crescere. E perchè mai dovrebbe diminuire visto che mangi sempre di più e non fai praticamente più nessuno sport? Si fanno le 23.15. Certo che però una sigarettina di quelle da usare in caso di emergenza ci starebbe bene giù in strada, col freddo. E un whiskettino? No quello no, meglio se te lo risparmi per domani sera, quando poi potrai dormire a volontà.<br />
Tutto tace tranne la TV del piano di sopra. Quasi quasi un'altra settimana se ne va. Quasi quasi inverno.</p>
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		<title>Rebus</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 06:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<title>Uomini innocenti dagli istinti un pò bestiali</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 03:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Aveva ragione Franco Battiato: al confronto di  cocaina, minorenni e settantenni, professori e fidanzamenti da quindici minuti in cambio del 30 e lode, ministri ad altissime abilità orali, candidature a sfondo sessuale, andare a trans  a botte da cinquemila euro con tanto di auto blu  ecc. i vecchi puttanieri di una volta - gli "<em>uomini innocenti  dagli istinti un pò bestiali che cercano l'amore dentro i parchi e lungo i viali</em>" - sembrano campioni di moralità e tradizionalismo da prendere come esempio per le generazioni future!</p>
<p>Nei palazzi di Roma molti si drogano e poi proibiscono le sostanze, altri praticano il meretricio (sia come utilizzatori finali che come fornitori) e poi vietano la prostituzione.</p>
<p>Che strana categoria quella dei politicanti Italiani.</p>
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		<title>Robocop??? No, ZED!!!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 02:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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<p>Allora senti qua che serata.</p>
<p>Si va assieme al collega italiano al meetup degli americani che vogliono imparare la nostra lingua.</p>
<p>Come altre volte lo si è fatto da <a href="http://www.alain.it/2009/07/23/piada/" target="_blank">Piada</a>, il fantastico posto delle Piadine Romagnole.<br />
Entro, saluto gli amici, mi avvicino al banco per ordinare una "Amarcord" quando il proprietario mi fa: ma che per caso tu hai un blog?<br />
Capodicazzo! heheehheehehhe ormai ho un nome a Manhattan!</p>
<p>Tutti i partecipanti erano su tavolini singoli separati. Ma daaaaaaaai. Mi siedo e convinco gli altri ad unire  tutti i tavoli formando una bella tavolata unica. Piadine romagnole, risate rumorose, conversazione a volume sempre crescente, salta fuori - immancabilmente - la parola Berlusconi: benvenuti in un piccolo ritaglio di vera Italia nel Lower East Side.</p>
<p>Si conosce gente molto interessante a Manhattan, come in nessun altro luogo.<br />
Riccardo, un ragazzo giovanile sui cinquanta,  capelli lunghi bianchi da intellettuale e occhiale dalla montatura nera con le lenti grandi ci racconta della New York di venticinque anni fa: la New York in cui pagavi cento dollari per una appartamento, quella  in cui si passava più tempo a suonare la chitarra che a lavorare, la città creativa, ribelle, punk.<br />
Si ma il crimine? I problemi? Obietto io. E lui deciso: "ma mica sono così coglione! Ci stavo attento al crimine... ti assicuro ne valeva la pena. Oggi la città non è più così creativa. Come fai ad essere creativo quando devi pagare tremila dollari di affitto???"</p>
<p>A un certo punto uno dei partecipanti ci informa che l'attore di Robocop è passato cinque minuti prima davanti al negozio.<br />
Noooooo dico io! Robocop! Uno dei miei miti dell'infanzia. Quello col cervello che faceva il boot in MS-DOS! Che bello sarebbe farcisi una foto.</p>
<p>Finisce la serata, usciamo fuori e chi ti incontro? LUI. Robocop che porta a spasso il cane. Ero sicuro che fosse Peter Weller. Chiedo di fare una foto ed ottengo risposte scherzosissime. Un tipo veramente spiritoso il nostro attore.<br />
Ebbene, non era Peter Weller.<br />
Seppure si trattava sicuramente di un attore (come ci confermano i suoi vicini di casa che due sere prima avevano  visto passare lì Madonna), seppure somigliava di brutto a Robocop "vivo o morto tu verrai con me", seppure ne ero convinto al 100% non era Peter Weller per il semplice fatto che quello vero ha 62 anni, mentre questo qui sembrava averne di  meno.</p>
<p><strong>Ma allora chi è??? </strong>Ditemelo voi. Se lo riconoscete fatemelo sapere</p>
<p>Ciao</p>
<p><em>aggiornamento del 15 Ottobre<br />
</em>risolto il mistero grazie a Giuseppe Capriotti: <strong>è Peter Greene, o meglio Zed la guardia cattiva di Pulp Fiction!!!</strong> Come cazzo ho fatto a non accorgermene subito. E io che gli ho fatto i complimenti per Robocop! eheheheheheheheh<br />
Comunque è un tipo buono come il pane (molto simpatico) ma che sembra veramente cattivo... ora capisco come mai lo scelgono solo nei ruoli da duro.</p>
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