Archive for the ‘Preferiti’ Category

Fatemi un regalo

Tuesday, January 26th, 2010

Mi piacciono quei commenti in cui scrivete “blog veramente piacevole”, oppure “ti ho aggiunto tra i preferiti”, o ancora “ti leggo tutti i giorni” ecc…

Ma si perchè stai solo qui nel Queens, sudarelle, serate passate a giocare a Poker, rumori del piano di sopra, nuvole sul domani odierno, bisogni fisiologici inespletati… almeno pensi alle 2-300 persone che domani leggeranno le stronzate che scrivi e ti senti allietato!

Certo che sto vino Irlandese Triple Distilled è bello tosto eh… tosto come questa città.
Comunque me lo avevano detto che prima o poi sarei rimasto “sucked in”.
Mi dissero anche che per diventare New Yorker servono 5 anni. Io passo più o meno a 3. Ehhhhh…… E’ dura.

Va beh va. Me ne vado a dormire che è ora. E lasciatemi un cazzo di commento! Che vi costa? L’email la potete mettere finta… Dai su. Forza. Commentate! Fatemi un regalo!

Aggiornamento:
Questo post in un momento di ravvedimento lo avevo cancellato dopo che l’XML-RPC lo aveva fatto girare. A grande richiesta lo ripubblico!

Guadagnare poco, lavorare pochissimo

Thursday, January 14th, 2010

Nel weekend sarei voluto andare nella Repubblica Dominicana ma dopo tutto quello che è successo ad Haiti non mi pare proprio il caso per cui nonostante il weekend lungo (eventualità rara) credo che rimarrò in città. Anzi se vi viene in mente qualche idea suggeritela pure… Una qualsiasi cosa che vi piarebbe fare nel raggio di 2500 Km se foste al posto mio. Oh, però non ve ne uscite con le cascate del Niagara o Washington!… che sia qualcosa di adatto ad un maschio single trentenne (anzi ormai 31enne… porco zio)

Già che ci siete colgo l’occasione per fare insieme due considerazioni. Fatemi fare un pò il discorso/sogno di quello che dice: “chiudo tutto e apro un chiosco di gelati in riva al mare in Brasile”…

Solo per l’automobile in Italia sostenevo le seguenti spese mensili fisse:
- Euro 250 di Benzina
- Euro 100 di Bollo/Assicurazione più qualche eventuale multa
- Euro 150 di manutenzione ordinaria, materiali di consumo più bottarelle occasionali (le bottarelle che fai CON la macchina, non quelle che fai IN macchina che sono un capitolo di spesa a parte)
- Euro 100 di ammortamento del mezzo (in 10 anni ti ci compri una Panda nuova o una Golf usata senza considerare gli interessi)

in tutto fanno 600 Euro al mese spesi solo ed esclusivamente per l’automobile.
Se a questo aggiungiamo le marlboro, il telefonino (che costa quasi come mantenere un motorino), i vestiti firmati e le altre spese superflue si arriva paurosamente a sfiorare la cifra che mensilmente si guadagna PRIMA ANCORA di affrontare i capitoli di spesa indispensabili e primari e cioè: vitto, alloggio, salute ecc.

Allora chiedo io: se invece di lavorare sempre di più uno volesse cercare di spendere sempre di meno? Vale la pena di ammazzarsi di lavoro una vita intera? A cosa serve guadagnare molto se poi non si ha il tempo per vivere?

La mia non è la generazione dei miei nonni che si è liberata e riscattata grazie al lavoro. La mia generazione è schiava di se stessa e lavora solo per inseguire lo stile di vita farlocco imposto da 20 anni di televisione.
Silvano Agosti, il poeta ideologo della giornata lavorativa di 3 ore, mi ha colpito nel profondo e così ho voluto coniare un motto che sinteticamente descrive il mio obiettivo: Guadagnare poco, lavorare pochissimo.

Pensate ad una vita in cui c’è il tempo per leggere, per imparare a suonare uno strumento, per prendersi cura di se stessi, per studiare una nuova lingua… Certo non avremo i pantaloni D&G o il giubottino Moncler, ma volete mettere?
So che detto da uno che vive a New York suona strano… ma se dovessi tornare in Italia questo motto diventerebbe un mantra, uno slogan che rappresenta un obiettivo di vita.

Del resto non vedo per me (e forse anche per noi tutti!) altra alternativa plausibile.

L’incredibile storia di Centralia, PA

Sunday, January 10th, 2010

Secondo voi quanto può durare un incendio?
Forse un’ora? Una settimana? Un mese? No, può durare molto molto di più.

Esiste in Pennsylvania una città che una volta contava oltre 2000 abitanti, sette chiese, cinque hotel, ventisette bar, due teatri, una banca, un ufficio postale e quattordici alimentari. Quella città, oggi abbandonata, è stata completamente distrutta a causa di un incendio che dura da ben 48 anni.

Si tratta di Centralia, una città la cui storia è senz’altro la più bizzarra che abbia mai sentito.

Siamo nel 1962 e cinque vigili del fuoco volontari della locale stazione vengono incaricati di ripulire la piccola discarica del paese appiccando il fuoco a dei cumuli di rifiuti incendiabili.
L’operazione era stata compiuta in precedenza altre volte senza incidenti. In quell’occasione però le ceneri ardenti furono ingenuamente depositate dai pompieri nell’apertura di una vecchia miniera a cielo aperto. Una miniera di carbone.
Le ceneri, penetrate in profondità, hanno dato origine ad un lento ma inesorabile incendio sotterraneo che dura ancora oggi.
I pompieri, che ebbero gran successo nell’appiccare le fiamme, fallirono poi nello spegnerle e decisero di rinunciare pensando che di li a poco si sarebbero estinte spontaneamente. Purtroppo così non fu.

Inizialmente nessuno si rese conto della gravità del problema che nei primi dieci anni si limitò alle emissioni di fumo e gas dal sottosuolo e alle consugenti ripercussioni sulla salute e sulla qualità dell’aria.
Le cose però cominciarono a peggiorare nel 1979
quando il benzinaio di Centralia si accorse che le sonde sotterranee inserite per misurare la quantità di benzina nelle taniche risultavano “calde”. Applicato un termomentro in una di queste la temperatura misurata risultò essere di quasi 80 gradi centigradi!
L’incendio sotterraneo diventava sempre più minaccioso soprattutto perchè in tutti quegli anni aveva lentamente eroso dall’interno il sottosuolo e quindi compromesso le strade e le case. Nel 1981 un cratere largo un metro e profono trenta si aprì improvvisamente sotto i piedi di un bambino che giocava in giardino.
La strada statale 61 che attraversava la città fu più volte distrutta e ricostruita fino al punto di deciderne l’interruzione e poi la deviazione.

Il governo decise di intervenire nel 1984 stanziando 42 milioni di dollari per trasferire tutta la popolazione ma diverse famiglie decisero di restare. Nel 1992 si procedette all’esproprio dell’intera città e nel 2002 le poste americane revocarono il codice di avviamento postale di Centralia, il 17927.
Oggi Centralia brucia ancora ed è diventata una città fantasma che conta solo 9 irriducibili abitanti. In alcuni punti (come vedete nel video) il suolo è caldo abbastanza da accendere un fiammifero al solo contatto. Alcune stime prevedono lo spegnimento dell’incendio tra 250 anni. Altre tra 1000.

Imperdibile la scritta “SHIT HAPPENS” che qualche genio ha scritto con la bomboletta lungo statale 61. Direi che appena finisce l’inverno un bel giretto in moto in Pennsylvania con sosta a Centralia è quantomeno obbligatorio.

Updates:
Centralia vista in un film del 1988 (molte delle case erano ancora in piedi)

La scolaresca

Wednesday, December 2nd, 2009

Allora senti.

Mi arriva in mente un’altra canzone dal passato.
All’improvviso, senza motivo: tre note sole di uno xilofono o qualcosa di simile… e poi qualche parola di cui riesco ad identificare solo “it’s no xxxxx, no xxxxx at all”.
Mi metto alla ricerca. Non è facile ma la identifico. E’ Sacrifice di Elton John!
Fine anni ottanta, il muro è appena caduto, speranza, Elton al top. Senti che canzone… Bellissima. Sembra un secolo fa.
Mi continuo a chiedere come mai mi vengono in mente ste canzoni senza averle sentite per decenni. Boh…

Stamattina arrivo in stazione. Per la prima volta nel 2009 metto la sciarpa. Musica dall’iphone, borsa col mac a tracolla. Presenza insolita di una scolaresca delle medie sulla piattaforma opposta.
Che scena incredibile: da una parte i lavoratori, forse ancora giovani sulla carta ma ormai spediti sulla via inesorabile del declino, in mezzo i binari, dall’altra i ragazzini che se pur in ordine ed abbigliamento quasi militare sorridono ai meno fortunati dianzi a loro, ed alla vita.
Non scatto una foto (satebbe stata bellissima) perché qualcuno a fianco a me avrebbe potuto pensare male. Tu pensa a che livello ci ha ridotti la televisione…
Arriva il treno. Le tre classi con relative maestre salgono tutte in un vagone verso Ditmars. Passano pochi secondi ed il treno riparte lasciando la piattaforma vuota come è sempre stata e come sempre sarà da domani in poi.

Cold cold heart
Hard done by you
Some things look better baby
Just passing through

And it’s no sacrifice
Just a simple word
It’s two hearts living
In two separate worlds
But it’s no sacrifice
No sacrifice
It’s no sacrifice at all

Giovedì dopo il lavoro

Thursday, November 12th, 2009

Leggi un libro seduto in metro, cambi alla solita stazione, riprendi a leggere ma stavolta in piedi perchè non c’è posto a sedere.
Vai al supermercato a comprare i tortellini. Le solite cassiere. Qualche volta riconosci anche delle clienti abituali:ahhhh ma la cinesina è sposata con quello che le porta il carrello! Ne approfitti per comperare qualcosa che ancora non hai cucinato mai.
Torni a casa e siccome è giovedì guardi la puntata di annozero ma su youtube non sul sito della rai (che fa schifo e oltretutto dall’estero neanche funziona). Mentre guardi annozero prima cucini, poi mangi, infine lavi i piatti. Un gelatino.
Scarichi il giornale online (il Fatto Quotiano) e lo leggi fino a verso la decima pagina. Apri le buste di Netflix… cosa c’è oggi? Un film di Truffaut del ‘68, e due altri classici Americani del ‘57 e del ‘58. Scegli Truffaut. Mentre guardi ti misuri la pancia che continua a crescere. E perchè mai dovrebbe diminuire visto che mangi sempre di più e non fai praticamente più nessuno sport? Si fanno le 23.15. Certo che però una sigarettina di quelle da usare in caso di emergenza ci starebbe bene giù in strada, col freddo. E un whiskettino? No quello no, meglio se te lo risparmi per domani sera, quando poi potrai dormire a volontà.
Tutto tace tranne la TV del piano di sopra. Quasi quasi un’altra settimana se ne va. Quasi quasi inverno.

Rebus

Wednesday, November 11th, 2009

carfagna-bocchino-berlusconi

Uomini innocenti dagli istinti un pò bestiali

Monday, October 26th, 2009

Aveva ragione Franco Battiato: al confronto di cocaina, minorenni e settantenni, professori e fidanzamenti da quindici minuti in cambio del 30 e lode, ministri ad altissime abilità orali, candidature a sfondo sessuale, andare a trans  a botte da cinquemila euro con tanto di auto blu ecc. i vecchi puttanieri di una volta – gli “uomini innocenti dagli istinti un pò bestiali che cercano l’amore dentro i parchi e lungo i viali” – sembrano campioni di moralità e tradizionalismo da prendere come esempio per le generazioni future!

Nei palazzi di Roma molti si drogano e poi proibiscono le sostanze, altri praticano il meretricio (sia come utilizzatori finali che come fornitori) e poi vietano la prostituzione.

Che strana categoria quella dei politicanti Italiani.

Robocop??? No, ZED!!!

Wednesday, October 14th, 2009

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Allora senti qua che serata.

Si va assieme al collega italiano al meetup degli americani che vogliono imparare la nostra lingua.

Come altre volte lo si è fatto da Piada, il fantastico posto delle Piadine Romagnole.
Entro, saluto gli amici, mi avvicino al banco per ordinare una “Amarcord” quando il proprietario mi fa: ma che per caso tu hai un blog?
Capodicazzo! heheehheehehhe ormai ho un nome a Manhattan!

Tutti i partecipanti erano su tavolini singoli separati. Ma daaaaaaaai. Mi siedo e convinco gli altri ad unire tutti i tavoli formando una bella tavolata unica. Piadine romagnole, risate rumorose, conversazione a volume sempre crescente, salta fuori – immancabilmente – la parola Berlusconi: benvenuti in un piccolo ritaglio di vera Italia nel Lower East Side.

Si conosce gente molto interessante a Manhattan, come in nessun altro luogo.
Riccardo, un ragazzo giovanile sui cinquanta, capelli lunghi bianchi da intellettuale e occhiale dalla montatura nera con le lenti grandi ci racconta della New York di venticinque anni fa: la New York in cui pagavi cento dollari per una appartamento, quella in cui si passava più tempo a suonare la chitarra che a lavorare, la città creativa, ribelle, punk.
Si ma il crimine? I problemi? Obietto io. E lui deciso: “ma mica sono così coglione! Ci stavo attento al crimine… ti assicuro ne valeva la pena. Oggi la città non è più così creativa. Come fai ad essere creativo quando devi pagare tremila dollari di affitto???”

A un certo punto uno dei partecipanti ci informa che l’attore di Robocop è passato cinque minuti prima davanti al negozio.
Noooooo dico io! Robocop! Uno dei miei miti dell’infanzia. Quello col cervello che faceva il boot in MS-DOS! Che bello sarebbe farcisi una foto.

Finisce la serata, usciamo fuori e chi ti incontro? LUI. Robocop che porta a spasso il cane. Ero sicuro che fosse Peter Weller. Chiedo di fare una foto ed ottengo risposte scherzosissime. Un tipo veramente spiritoso il nostro attore.
Ebbene, non era Peter Weller.
Seppure si trattava sicuramente di un attore (come ci confermano i suoi vicini di casa che due sere prima avevano  visto passare lì Madonna), seppure somigliava di brutto a Robocop “vivo o morto tu verrai con me”, seppure ne ero convinto al 100% non era Peter Weller per il semplice fatto che quello vero ha 62 anni, mentre questo qui sembrava averne di meno.

Ma allora chi è??? Ditemelo voi. Se lo riconoscete fatemelo sapere

Ciao

aggiornamento del 15 Ottobre
risolto il mistero grazie a Giuseppe Capriotti: è Peter Greene, o meglio Zed la guardia cattiva di Pulp Fiction!!! Come cazzo ho fatto a non accorgermene subito. E io che gli ho fatto i complimenti per Robocop! eheheheheheheheh
Comunque è un tipo buono come il pane (molto simpatico) ma che sembra veramente cattivo… ora capisco come mai lo scelgono solo nei ruoli da duro.

Non desiderare la donna d’altri

Thursday, September 10th, 2009

Io non sono nato per essere un buon Cristiano. Non c’è niente da fare.
I dieci comandamenti per esempio. Ci ripensavo stasera…
Mi pare di ricordare che da bambino mi forzarono ad imparare che se li violi fai un peccato capitale e quindi sei fottuto.

Voglio dire, mi sta bene di non bestemmiare (uno ci può anche riuscire con un pò di esercizio), mi sta bene di santificare le feste, di onorare il padre e la madre, non rubare, non uccidere, non dire falsa testimonianza (questi utlimi poi ripresi anche dal codice penale), mi sta bene di non avere altri Dii (si sta benissimo senza figuriamoci ad averne più d’uno), mi sta bene di non desiderare la roba d’altri, mi sta bene tutto, ma i comandamenti 6 e 9 non ce la farei mai:

- Non commettere atti impuri
- Non desiderare la donna d’altri

Gli atti impuri.  Alzi la mano chi non fa atti impuri. Ma dai su, che vita sarebbe senza atti impuri???
E poi, la donna d’altri! Io se vedo una donna che mi piace la desidero. Sul fatto che possa essere d’altri non ci penso neanche. Anzi è quasi sempre d’altri, specie a questa età. Avrei capito se avessero scritto di non andarci a letto, di non parlarci addirittura… ma cazzo NON DESIDERARLA E’ UMANAMENTE IMPOSSIBILE.

Io dopo due botte di John Jameson Irish Whiskey la desidero eccome. E per la verità la desidererei anche dopo due botte di acqua liscia (senza però scriverlo sul blog! ehehheheh)

Un saluto dal vostro peccatore preferito

Charles Bukowski – Jack Kerouac de noiartri

Friday, September 4th, 2009

Beccatevi un altro post psichedelico/introspettivo. E zitti eh! Non sono ammessi commenti moralisti, critiche o buoni consigli.

Scusate… scusate se non scrivo con la necessaria assiduità ma torno tardi e non riesco proprio.
Durante il giorno non ho la stessa ispirazione che ho la sera o meglio di notte. Se scrivo di giorno escono solo post troppo lucidi, puritani ed obiettivi. Due palle sul marcio della politica italiana o sull’inevitabile doloroso destino che ci attende tutti.
I post migliori, quelli notturni, sono truccati dall’alcool, mossi  dalla solutidine, coloriti da quelle pulsioni animalesche che ci rendono umani (non uomini!) e che ci accomunano tutti (tutti tutti… anche te che leggi storcendo il naso e che non ammetterai mai che in fondo ho ragione).

Capita a volte che durante la serata mi venga voglia di scrivere. Può succedere mentre cammino senza meta per tutta lower Manhattan, mentre assisto ad un concertino Blues, mentre vedo salire (e poi scendere) una giapponesina alta dentro la metro.
Capita di voler scrivere senza poi poterlo fare, e allora ti sforzi di memorizzare quella frase, quello spunto, quella sensazione. Ovviamente non ci riesci perchè quando è ora e ti siedi per farlo è svanito tutto nel nulla: lower Manhattan è solo un luogo geografico come tanti, quel Blues era soltanto musichetta come se ne può  sentire in ogni dove, la giapponesina in fondo non era poi così alta e nemmeno così bella.

In questi giorni (incerti) passo nel giro di poco da “The Köln Concert” di Keith Jarret (parte I, minuti 4:00 – 10:00) a “Smack My Bitch Up” dei Prodigy (tutta la canzone).
Ho cominciato a sfumacchiare Marlboro a 27 anni. A bere Irish Whiskey (con la E!) a 30. Presto il primo tatuaggio e se tutto va bene (o male) potrei sperimentare anche qualche altra esperienza seria… una di quelle usate nelle cerimonie religiose Messicane degli ultimi 3000 anni. Qualche cinquantenne nostalgico alzi la mano per favore, mi piacerebbe diventare il Charles BukowskiJack Kerouac de noiartri.

Ma veramente sto viaggio Newyorchese è un viaggio di sola andata? Mi sa di si, e bisogna arrivare fino all’ultima stazione.
Ovunque essa sia.

Buona notte a tutti. Anzi no.