Storia di un amore mai nato
martedì, maggio 4th, 2010Verso la quarantaduesima sale sulla N sta ragazza Irlandese con le lentiggini.
Nonostante la scollatura generosa ed il capello rossiccio invitante ha un atteggiamento sobrio, composto, direi anche timido.
Ogni tanto si rimette a posto la camicetta come a cercare di coprire meglio le tette (forse perchè la sto fissando???), unico elemento che segnala una trasgressività latente ma pur sempre viva è un piccolo quadrifoglio verde tatuato e ben nascosto sul collo del piede sinistro.
Alla quarantanovesima sale un Lenny Kravitz dei poveri che pur essendo la brutta copia di quello vero rimane sempre un bel torello: scuretto di pelle, fisico prestante, braccio spavaldo, abbigliamento post-palestra. Ovviamente si mette a sedere vicino alla Irlandese.
Alla cinquantasettesima strada, con la precisione chirurgica di un bombardamento su Bagdad, Kravitz attacca il bottone. Subito sorrisi... Non posso ascoltare le frasi di circostanza perchè sto sentendo un pezzo all'iphone ma tanto il contenuto non importa: quello che mi interessa e mi affascina è la forma, il rito, l'incantesimo.
L'Irlandese ci sta eh. Perdio se ci sta! E' più che evidente.
Stretta di mano. Leggo dal labbiale: "What do you do?" e lei: "I work in a hospital..." lui sorridendo "Are you a doctor???" e lei sarcastica "No I .......".
L'Irlandese non è un dottore, sarà forse una infermiera? Cosa importa? Nulla... a questo punto, caro il mio Lenny, basta dire cazzate. Devi prendere un numero di telefono, una email, un account di facebook... Siamo su una metropolitana mica a bordo di un transatlantico e le fermate corrono veloci, fai qualcosa cazzo!
A Queensboro Plaza il colpo di scena. Il dramma.
Lenny Kravitz (che a questo punto possiamo chiamare per nome: COGLIONE) saluta e scende dal treno.
Ma come? Ma che sei l'Ascolano che tira la pietra e poi nasconde la mano? Ma tu sei veramente un coglione di prima categoria! A che servono le interminabili ore passate in palestra, le sudate, gli integratori proteici, i sacrifici e le diete se poi sul più bello te ne scendi dal treno. Cose da pazzi!
Si chiude la porta e il treno parte alla volta della trentanovesima nel Queens. L'infermiera Irlandese è sconvolta e reclina la testa al cielo per la delusione. La chiara pelle lentigginosa traspare un equivocabile rossore dovuto all'emozione.
Mi è dispiaciuto... già li vedevo davanti al prete e poi davanti ai rispettivi avvocati per il divorzio. Certo, lo sapete anche voi, con questo fisico da lanciatore di coriandoli e con questa Helipad parietale non ero certo adatto per alzarmi ed andare a consolarla perchè sarebbe stato come cercare di dare della merda chi si aspetta cioccolata...
Per ogni porta che si chiude un'altra si apre, qualcuno scende dal treno qualcun'altro sale.
Riuscirà mai l'infermiera a rivedere il suo Lenny Coglione? Chissà forse si rivedranno di nuovo sulla N, o magari sulla W...
Ma, in fondo, in una città alienante come questa poco importa ed infatti due o tre fermate più avanti il rossore svanisce, lei si riaggiusta la camicetta e tutto ritorna come prima. Domani altra giornata in ospedale, altri incontri in metropolitana, altra stazione lasciata alle spalle durante questa velocissima e folle corsa verso il capolinea che ci aspetta tutti.
Buona notte

