Archive for the ‘Italiano’ Category

Leggi il blog per 3 anni e vinci una cena con l’Autore (ma se sei una bella figa bastano 3 minuti)

lunedì, maggio 20th, 2013

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Ragazzi sto facendo strada eh... mi invitano alle cene anche i lettori! Incredibile...

Ieri sono stato a farmi una pizza con Paolo Dal Gallo, un ardito che dopo essere sopravvissuto a ben 3 anni delle mie stronzate ha avuto anche il coraggio di invitarmi per ascoltare una sessione "live" delle stesse.

Devo dire che fa una certa impressione incontrare una persona che per pur essendo a te completamente sconosciuta sa già dei tuoi viaggi, dei tuoi pensieri, delle tue antenne. Ma addirittura i post sulle antenne leggete? Io rimango senza parole!
Eravamo da Basil (la meglio pizza del Queens di cui scrissi qualche tempo fa) che Paolo conobbe proprio grazie al blog. Assieme a noi c'erano anche altri due suoi amici: Andrea e la sua ragazza. Lui di Alba (in Piemonte) e lei di Milano.

Parlando del più e del meno sono venute fuori un mare di conoscenze in comune. E' assurda la facilità con cui si conoscono tra loro gli Italiani a Manhattan; lo scrissi già in passato e ne sono convinto più che mai: La New York degli Italiani-Italiani (per intenderci no fettuccini Alfredo) é un paesotto, anzi un paesino che probabilmente non arriva a contare 5000 abitanti.

Paolo ed Andrea sono due rappresentanti di vino. A New York ne ho conosciuti diversi di questi rappresentanti Italiani (in tutto 5, tra cui di vino, birra o liquori) e mi sono accorto che rispecchiano tutti un certo cliché... pensate che uno di questi (a cui vomitai dentro casa perché si beveva troppo bene) era addirittura un ex-tronista di Canale 5. Insomma, gente tosta: un conto é vendere la Peroni o il Montepulciano d'Abruzzo a Martinsicuro, un altro a Manhattan.
Ho promesso ad entrambi di citare queste due bottiglie che mi dicono essere il top del top: Prosecco ZoninBarolo Brunate Ceretto.

La serata si é conclusa al Katch, un locale fighissimo appena aperto e si sono aggregati il proprietario di Basil e la ragazza di Paolo, Italianissima pure lei.
Io quando incontro Italiani come questi, ragazzi così giovani preparati e determinati (Andrea é del 1988!) che fieramente esportano nel mondo i valori ed i sapori della nostra cultura un pò mi rincuoro.  Per un attimo penso che  non tutto é perduto, che forse qualcosa in Italia si può ancora salvare. Ma in genere dura molto poco per cui non ho fatto certo mancare i classici del mio repertorio come le invettive sul sistema Italia e sulla necessità assoluta di fuggire. Na bomba, na roba sado-maso... ma tant'é: chi mi legge conosce il genere e se vengo invitato a cena non posso certo deludere le aspettative.

Colgo l'occasione per salutare tutti i lettori che a differenza di Paolo ancora non ho avuto il piacere di conoscere e che pazientemente dopo così tanto tempo mi leggono ancora. Se vi mancano le mie stupidaggini tenete duro perché non é escluso che molto presto ricominci a scrivere tutti i giorni (non é assolutamente una promessa).

Ciao!

Life in the hood

sabato, aprile 27th, 2013

Un piccolo chiarimento per i miei lettori delusi dalla mancanza di post

Non é che mi mancano gli argomenti, o che mi sono innamorato, o che non ho tempo. E' che non ho voglia, non ho più quell'urgenza di scrivere che qualche anno fa mi spingeva a farlo continuamente.
All'inizio scrivevo per tenermi in contatto con l'Italia, successivamente per protesta nei confronti delle storture della nazione. Oggi entrambe queste ragioni hanno perso completamente la loro efficacia. Perdo contatto con la madrepatria? E sticazzi! L'Italia va a puttane? E chissenefrega! Per quanto mi riguarda può andare tutto in malora: sono ormai consapevole del fatto che qualsiasi sforzo di evitare la catastrofe é vano. Unica soluzione possibile la fuga.
E' questa l'unica cosa che mi interessa attualmente: fuggire dal gulag, ricrearmi una vita fuori dalla prigione ed é per questo che ormai quando scrivo tratto solo di immigrazione.
Mi si potrebbe obiettare il fatto che ancora scrivo in Italiano. A che pro? Giusta osservazione. Scrivo in Italiano perché é la mia lingua madre, perché ancora non sono ufficialmente un residente Americano, perché sono abituato a farlo e soprattutto perché i miei lettori (credo) siano altri Italiani animati dalla mia stessa voglia di evasione. Qualora (un beato giorno) riuscissi a prendere la cittadinanza Americana probabilmente mi imporrei di abbandonare la lingua completamente.

Veniamo al dunque: ormai si può dire che vivo in the hood. La traduzione di questo slang non é letterale. Chi dice "To live in the hood" intende invece "neighborhood", cioè borgo popolare, quartiere, strada.
Manhattan mi ha rotto il cazzo ufficialmente. C'é un solo motivo - ed uno solo al mondo - per frequentare Manhattan e questo é la figa. Si i musei, si l'architettura, si i ristoranti. Tutto vero, ma é altrettanto vero che a Manhattan si va per andare a figa. Se sei sposato o fidanzato non é il caso di stare a Manhattan perché é inutile, anzi controproducente.

A me piace la vita in the hood: etnie, razze, lingue to' ci voglio mettere anche religioni. Oggi per esempio per la prima volta dopo anni e anni sono tornato a giocare a tennis. Vi farei vedere che bel parco che abbiamo ad Astoria. Na roba incredibile: bello bello bello bello. Ci fosse una sola persona a cacare il cazzo, uno solo che fa lo stronzo, uno che fa casino. Niente. Tutto pulito, tutto funziona, tutto idilliaco. In estate c'é anche la piscina pubblica gratuita!

Comunque - come dicevo - ero andato per il Tennis col mio permessino fresco di stampa (praticamente paghi 200 dollari e giochi quanto vuoi da Aprile a Novembre in qualsiasi campo tra le centinaia a disposizione).
Il problema é che si ora ho il permit per giocare, ma giocare con chi? Mica posso fare un solitario con la racchetta in mano! Allora oggi mi sono presentato ai campi di persona. Ad Astoria ce ne sono una quindicina... erano tutti pieni. In uno di questi ho visto un maestro che faceva una lezione di gruppo e mi sono avvicinato: Maestro possiamo giocare oggi? E lui: e certo, alle 15.30 va bene? Alla grande.
Torno all'orario pattuito. Lui si presenta, che fai che non fai... E' Croato e parla un pò di Italiano perché nel 1983 assieme alla famiglia visse per 9 mesi a Pescara. Al che io faccio notate che "alcune cose sono cambiate da allora". Per il meglio o per il peggio? E io: per il peggio, molto peggio. Vai, si comincia a giocare.

Il maestro rimane subito colpito dalla forza del mio swing e dalla pulizia dello stile. Ma dove hai imparato a giocare? A Tortoreto! Ah che bravo... vai benone. Come da me richiesto mi valuta attorno al livello USTA 3.5 (gli Americani standardizzano e valutano qualsiasi cosa). Saperlo mi servirà per cercare online altri giocatori con cui confrontarmi.
La lezione dura un'oretta. Porco boia che fatica che si fa! Me l'ero quasi dimenticato... Il colpo di scena viene alla fine quando parlando dico che lavoro nell'informatica. Apriti cielo: l'istruttore Croato é un ex professionista dell'IT, un veterano degli anni 80 e 90. Attacca a raccontare, é un fiume in piena. Mi racconta degli anni del boom, dei soldi a palate, della facilità con cui si riusciva a cambiare lavoro qualora l'attuale risultasse noioso o non ben retribuito. Non fa nessuna fatica ad ammetterlo: quello si che era vero sogno americano. Oggi é uno scherzo al confronto (meicojoni!).

Saremo rimasti almeno un'altra mezz'ora a conversare dopo la lezione, poi sono tornato verso casa.
Ero in bici. Prima giornata di sole dopo tanto tempo. Per strada ragazzini, gente col cane, passeggini, chi corre, chi legge il giornale, chi fuma la pipa. The hood, gente vera, il nerbo della città New York (e poi nonostante non siamo a Manhattan ogni tanto anche certi culi! Porco zio che robba... ! Ma robba vera eh, no silicone. Carni scure, incroci improbabili. Da vedere)

Comunque, tornando a bomba, verso casa mi é venuta una fame killer e allora mi sono fermato davanti ad un ben noto supermercato sulla trentesima avenue. Problema: come faccio ad andare dentro per comprarmi pane e prosciutto se non ho la chiave del lucchetto per attaccare la bici al palo? Mi guardo attorno. La soluzione é ovvia ed immediata: davanti al supermercato c'é una protesta sindacale contro l'utilizzo di lavoratori non sindacalizzati da parte della struttura. Mi faccio largo tra i sindacalisti e mi fingo interessato alla loro causa. Leggo un paio di cartelli, faccio domande su cosa non va. Poi alla fine, "fratello mi faresti una cortesia? mi tieni la bici 5 minuti che devo andare a fare spesa AL SUPERMERCATO?" E lui (un tipo dalla faccia tutta butterata, pieno di sfregi) certo non ti preoccupare ci penso io. Il colmo!... hahaha
Prendo il prosciuttino di Parma pagato a peso d'oro ed una baguette da mezzo metro, forse 75 cm. A casa poi ho finito tutto per la fame e la stanchezza.

Prima di arrivare però un pulmino pubblico di quelli "ACCESS A RIDE" mi taglia la strada. Intendiamoci, na cosa leggera eh... in Italia non se ne sarebbe certo accorto nessuno. Per qui però la cosa era decisamente eccessiva e così dopo che si era fermato a far scendere gli anziani e gli invalidi mi affianco e gli faccio: "Sir please pay more attention to bicycles, you cut me off!". L'Autista - un nero alto forse 2 metri - fosse stato un padroncino probabilmente mi avrebbe mandato pure affanculo ma invece si trattava di un dipendente pubblico MTA a cui basta un non nulla per giocarsi patente e stipendio e così prontamente risponde: "please pardon me". Sorrido, lo saluto e me ne vado, fine della storia.

Domani mattina ritorno a giocare. Spero di trovare qualcuno altrimenti farò un'altra lezioncina... Dopo tutto questo tempo fermo male non fa.
Ieri pesciolino dai Greci, stamane colazioncina dal forno, Tennis, Poker a volontà, Culi meticci... Non si sta affatto male in the Hood! A Manhattan non ci vivrei neanche se te la dessero per strada senza fare domande (Oddio... in quel caso chissà forse si)

Un grosso saluto ed un abbraccio a tutti e some sempre - Viva il turpiloquio! -

Ciao

Il grande Maurizio (Mike Nancy / WQU) non c’é più

sabato, aprile 20th, 2013

Ho appreso la notizia poco fa: il grande Maurizio ci ha lasciato.

Era un lupo di mare vecchio stampo: forte, diretto, vero. Quante storie ci ha raccontato, quante risate mi ha fatto fare. Lo ascoltavo parlare sempre con grande ammirazione e grandissimo rispetto.

Grande Radioamatore, grande motociclista, grande DJ: una persona sempre giovane e nonostante le difficoltà della vita sempre allegra.

Durante la mia ultima fugace visita in Italia incredibilmente lo incontrai per strada. Lui molto dimagrito, visibilmente provato da qualche problema di salute. Sapevo che non poteva più andare per mare e così evitai accuratamente l'argomento ma nonostante tutto fu lui a metter me di buon umore, anziché il contrario.

Non sarà dimenticato: rimarrà sempre un caro ricordo della mia infanzia e della mia adolescenza

Ciao Maurizio!

Uscita la proposta ufficiale di riforma dell’immigrazone. Ecco i punti salienti

martedì, aprile 16th, 2013

Ecco a voi i punti salienti della tanto attesa riforma dell'immigrazione che (si spera) presto verrà tramutata in legge.
Mi limito ad elencare i punti relativi alle carte verdi (CV) omettendo quelli sui clandestini perché non li ritengo interessanti. Il programma H1B rimane fondamentalmente inalterato nella sua essenza anche se vengono introdotte quote più alte per le applicazioni e sanzioni peggiori per chi imbroglia. Questo il link al testo completo.

Ma veniamo al dunque:

The bill repeals the availability of immigrant visas for siblings of U.S. citizens once 18 months have elapsed since the date of enactment

Niente più carte verdi per fratelli e sorelle a partire da 18 mesi dopo l’entrata in vigore

The bill amends the definition of “immediate relative” to include a child or spouse of an alien admitted for lawful permanent residence.

Niente più carte verdi per i parenti di chi ha già la carta verde

The bill repeals the Diversity Visa Program. Aliens who were or are selected for diversity immigrant visas for fiscal years 2013 or 2014 will be eligible to receive them.

Niente più lotteria. Chi ha vinto nel 2013 o nel 2014 la riceverà ugualmente

On the employment green card categories, the bill exempts the following categories from the annual numerical limits on employment-based immigrants: derivative beneficiaries of employment-based immigrants; aliens of extraordinary ability in the sciences, arts, education, business or athletics; outstanding professors and researchers; multinational executives and managers; doctoral degree holders in any field; and certain physicians..

Non ci saranno limiti applicati a chi prende la CV per via di un parente che viene a lavorare negli USA, stranieri con abilità  eccezionali nelle scienze arte educazione business o sport, professoroni e ricercatori, dirigenti e manager di multinazionali, titolari di dottorato in qualsiasi campo e qualche medico

The bill then allocates 40 percent of the worldwide level of employment-based visas to : 1) members of the professions holding advanced degrees or their equivalent whose services are sought in the sciences, arts, professions, or business by an employer in the United States (including certain aliens with foreign medical degrees) and 2) aliens who have earned a master’s degree or higher in a field of science, technology, engineering or mathematics from an accredited U.S. institution of higher education and have an offer of employment in a related field and the qualifying degree was earned in the five years immediately before the petition was filed.

40% delle CV lavorative per 1) professionisti, artisti, uomini d'affari che hanno una offerta di lavoro o che sono in forte richiesta (poco chiaro...) 2) stranieri che hanno conseguito un master o phd in materie tecniche o scientifiche presso facoltà americane.

The bill creates a startup visa for foreign entrepreneurs who seek to emigrate to the United States to startup their own companies.

Porte aperte agli Startupper (Clausola ribatezzata "Go Ciociola Go!")

Merit Based Visa: The merit based visa, created in the fifth year after enactment, awards points to individuals based on their education, employment, length of residence in the US and other considerations. Those individuals with the most points earn the visas. Those who access the merit based pathway to earn their visa are expected to be talented individuals, individuals in our worker programs and individuals with family here. 120,000 visas will be available per year based on merit. The number would increase by 5% per year if demand exceeds supply in any year where unemployment is under 8.5%. There will be a maximum cap of 250,000 visas.

Dopo cinque anni dall'entrata in vigore della legge (porco %%#!) verrà introdotto un nuovo tipo di CV "a punti". I punti sono assegnati in base ai titoli di studio, ai vari impieghi, alla  lunghezza del periodo di residenza legale negli USA oltre ad "altre" considerazioni. Chi ha più punti vince (come alla Coop!).
Si parte da 120.000 vincitori fino ad arrivare (bassa disoccupazione permettendo) a 250.000

Under one component of this merit based system the Secretary will allocate merit-based immigrant visas beginning on October 1, 2014 for employment-based visas that have been pending for three years

Chi é in attesa da oltre tre anni viene accontentato ad Ottobre 2014 (preparare spumante ed anche cerini per vecchi passaporti)

Long –term alien workers and other merit based immigrant workers includes those who have been lawfully present in the United States for not less than ten years and who are not admitted as a W visa under section 101(a)(15)(W) of the Act

Chi é sopravvissuto legalmente ma senza CV per 10 anni vince il bonus (e ci mancherebbe altro!)

Between fiscal years 2015 and 2021, the Secretary shall allocate a seventh of the total number of those with employment based visas that have been pending on the date of enactment.

Chi ha fatto già domanda riceverà la CV tra il 2015 ed il 2021 (campa cavallo)

Eppur si muove: imminente la riforma dell’immigrazione USA

lunedì, aprile 15th, 2013

Approfitto della pausa pranzo per scrivere questo pezzetto perché l'argomento é succulento e non resisto: al quanto pare la riforma dell'immigrazione si farà presto, anzi prestissimo. Già la prossima settimana infatti se ne potrebbe conoscere il contenuto integrale che per il momento é disponibile soltanto tra i banchi della politica e delle lobbies a Washington.

Il contenuto in linea di massima era chiaro già da mesi e si può riassumere in alcuni punti chiave. Essi sono:

1) Gli 11 milioni di illegali ci hanno fregato ed i loro parenti (che ormai votano) sono diventati talmente tanti che non possiamo più continuare ad ignorare il problema. Bisogna legalizzarli. Prima però possono comodamente continuare a lavorare come schiavi per almeno altri 8-10 anni (nel 2023 poi si vedrà come fare per consegnare le pizze a domicilio o falciare l'erba dei prati nelle villette)

2) Tutti gli altri (quelli che per capirci non sono Messicani e quindi sono venuti qui in aereo anziché a piedi) si attaccheranno al cazzo. Di più: verranno adottate misure fantascientifiche per tenere sotto controllo la forza lavoro. Chi assume un lavoratore illegale non-Messicano verrà mandato a Guantanamo.

3) Siccome ci siamo rotti il cazzo della concorrenza (che cresce sempre di più) degli Atenei stranieri da ora in poi la carta verde la prende soltanto chi studia nelle Università Americani (quindi pagando il doppio degli altri). Non ci importa un cazzo se sei uno scienziato con 3 dottorati che parla 5 lingue: sarai trattato come tutti gli altri. Se invece hai preso un Master online del cazzo alla Phoenix University allora non facciamo domande e sei dei nostri.

Comunque... scherzi a parte... si parla di 350.000 carte verdi all'anno. Numeri importanti insomma... Speriamo bene!

Se Obama mi da la CV mi faccio tatuare il suo volto sul petto. Mi faccio anche il catenazzo d'oro con la sua testa appesa. Eddai Barack e fammi sto regalo *** ****... dai!

Scotland Run 2013

domenica, aprile 7th, 2013

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Avrei dovuto fare la "NYC Half" (la bellissima mezza Maratona di New York) ma ho avuto dei problemi diciamo "tecnici" e così ho ripiegato sulla Scotland Run, una diecimila a Central Park.

Io non avendo mai partecipato ad una cosa del genere ingenuamente pensavo si trattasse di una corsetta casereccia tra quattro gatti e non capivo neanche perché mai si chiamasse "Scotland Run"... Che c'entra la Scozia visto che siamo a New York? Boh...

Poi però quando mi hanno dato il numero ho cominciato a capire. Prima di tutto mi hanno dato il numero (quindi si trattava di una corsa a tutti gli effetti ed non di una scampagnata!), poi i gadget sulla Scozia: la maglietta Scozzese, il cappellino Blu col bandierone, l'opuscoletto plastificato fatto coi controcazzi con foto di bellissimi paesaggi Scozzesi in cui si corrono gare podistiche o di bicicletta ed infine il loro sito stampato dappertutto: www.scotland.org

Praticamente la NYRR (l'associazione dei podisti di NY) in collaborazione con le autorità Scozzesi dedica uno dei suoi tanti eventi al quel paese allo scopo di pubblicizzarlo. Ma una cosa grossa eh... (queste le foto) ci saranno state almeno diecimila persone molte delle quali con in testa i cappellini in regalo, Cornamuse a strafottere, corridori in gonnellina a scacchi, inno Nazionale Scozzese seguito da quello Americano prima della partenza, tombolata gigante tra tutti i partecipanti con in premio viaggi in Scozia. Ma poi l'organizzazione -- impeccabile -- di NYRR. Ragazzi qui c'é l'America no pizza e fichi. Ci torno a correre sicuro al 100%.

Insomma, uno spot colossale per la Scozia. E che spot! Io prima di ieri non sapevo neanche dove fosse sulla mappa e tantomento che avessero una loro bandiera. Ora invece lo so molto bene e anzi, quasi quasi mi é venuta anche voglia di farci un salto a vederla.

Dal punto di vista sportivo invece il risultato é stato almeno per quanto mi riguada deludente: tempo ufficiale 1:00:34. (questi invece i dettagli del mio GPS). Eh si... deludente perché avevo scommesso con altre 3 persone che chi faceva ultimo pagava a bere ed il penultimo ha fatto 0:56:30 00:59:50. Merda! Comunque potevo fare molto di meglio in quanto sono stato per quasi tutto il percorso molto sul "frenato" in quanto essendo la prima volta non sapevo regolarmi e non volevo farmi del male. La prossima volta medaglia d'oro.

Ciao!

Dove Emigrare? Le difficoltà delle varie opzioni a confronto (Infografica)

giovedì, marzo 28th, 2013

Guardo i ragazzi che arrivano a New York. Chi ci sta da un mese, chi é arrivato da un anno. Che fai torni? Non so se torno, non so se mi piace, mi manca la famiglia, mi manca il mangiare. Io li guardo come si fa con un film già visto: ricordo infatti che dopo appena sei mesi da qui avrei voluto andarmene mentre ora dopo quasi sei anni non riesco ad immaginare nessun'alternativa di vita possibile. E' la sindrome di New York...

Il presupposto dal quale io normalmente parto nel tipo di discussioni come quella che sto per intraprendere per questo post é che l'Italia é impresentabile. L'Italia é la palla che porti incatenata al piede mentre cerchi di nuotare in un Oceano infestato dagli squali. Tornerei in Italia solo ed esclusivamente per gravissimi motivi di salute o gravi motivi familiari. Insomma ci tornerei da "captive" non certo da "willing", come uno che non ha altra scelta, uno col coltello in mezzo ai denti.

Ma dicevo, l'Italia é impresentabile, improponibile. Vivere a Roma? Fatemi il piacere: tacete.
Bisogna uscirne a tutti costi, bisogna fuggire dal gulag, dalla Repubblica dei vecchi rincoglioniti. Va bene, siamo d'accordo, uscire si ma per andare dove? Emigrare é sempre difficile, ma in alcuni posti é più difficile che in altri. E' ovvio che si cerca di farlo verso luoghi in cui si sta meglio, altrimenti saremmo già tutti in Nord Africa a mangiare banane sulle sponde del Mediterraneo. Detto ciò le scelte che hanno senso sono: Nord America (cioé Stati Uniti e Stati Uniti del Nord  cioé Canada), parte del Sud America (ma anche no), Nord Europa (cioé Europa), Australia ed Asia (cioé Giappone, Hong Kong, Singapore e forse - ma anche no - Cina).

Le difficoltà pratiche e culturali che si incontrano nell'emigrare nei posti suddetti sono ben diverse e da quanto ho avuto modo di sentire esse sono rappresentabili nella seguente infografica:

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Come si evince in maniera inequivocabile dai dati rappresentati qui sopra New York City risulta essere la destinazione che offre meno difficoltà di adattamento in assoluto. Seguono gli Stati Uniti poi l'Europa (imparatevelo voi il Tedesco o il Danese!) poi il Brasile (che si salva solo per via dei culi leggendari) ed infine - quasi inaccessibile - l'Asia.

Vediamo ora sempre grazie ad una infografica le difficoltà legali che i migranti, Italiani o meno che siano, devono necessariamente affrontare per poter venire accolti nella terra che li dovrebbe ospitare

infografica2I dati sulle difficoltà legali rendono immediatamente disponibile un concetto molto semplice: ai due estremi ci sono Milano e New York. Mentre in Italia non esistono problemi per ottenere un permesso di soggiorno senza limitazioni (basta infatti un qualsiasi lavoro part-time in una fabbrica che non esiste) negli USA volano calci nel culo a tutt'andare  con 400.000 deportazioni all'anno e visti rilasciati col contagocce solo agli scienziati o ai fuoriclasse.
Leggermente più stringente é la legge in vigore in Europa (che non c'entra niente con l'Italia), a crescere c'é poi il Brasile (che si salva solo per via dei culi) seguito dalle repressive e dittatoriali leggi Asiatiche. Infine il Canada che é uno step sotto gli USA in quanto ultimamente ha "aperto" anche ad alcuni operai specializzati che possono entrare solo dopo essere passati ai raggi X (altro che fabbriche finte).

Insomma, regolatevi voi: se pensate che andare a Berlino sia tutto rose e fiori o che sia più facile di venire a New York solo perché non vi serve il visto e perché avete il volo low cost beh... potreste trovare delle sorprese. Londra già é meglio ma mi dicono che c'é un problema da non sottovalutare: é pieno di Italiani.

Buona fortuna e buon viaggio

Alain

L’America vista dalla Korea del Nord

martedì, marzo 19th, 2013

Quello che vedete é un video della TV Nord Koreana in cui vengono mostrate le condizioni di vita negli Stati Uniti d'America. E' un'opera d'arte, un lavoro fantastico e del tutto veritiero: proprio stasera ha nevicato e così ho fatto cena con un bel bicchierone pieno di neve.

In realtà ci sarebbe poco da ridere... La Korea del Nord vive in un universo parallelo di cazzate colossali che - ne sono fermamente convinto - molti dei suoi abitanti ormai considerano come verità. Del resto come potrebbe essere diversamente? Una nazione che viene sottoposta per decenni alla TV di regime sviluppa inevitabilmente orde di rincoglioniti capaci di credere ciecamente a qualsiasi cosa. Perché questo avvenga é necessario disporre di un sistema dell'informazione non libero (o semi-libero) ed ovviamente di una scarsissima diffusione di Internet.

Un pò come l'Italia insomma... (e se non siete d'accordo non vi preoccupate, dopo decenni é normale)

Ciao

Il Poliziotto in pensione

giovedì, marzo 14th, 2013

Ho un amico poco più che quarantenne che fa il poliziotto a Manhattan da 24 anni. Ne racconta di tutti i colori... arresti, pistolettate, scandali: ne ha viste di tutti i colori ed ormai é anche un pò stanco.
Fino a poco fa era sposato con una agente dell'FBI ma poi il matrimonio è finito male perché a detta sua "Lei aveva la pistola più grossa". Una tipa un pò autoritaria insomma... troppo per i suoi gusti e così pacificamente si sono separati.
Lui non é dato per vinto, tutt'altro! Da Long Island si é trasferito nel Queens e tempo 6 mesi ha trovato una nuova compagna. Stavolta é andato sul sicuro: anziché FBI ha optato per una latina quarantenne tutto pepe (tenuta bene) che fa la massaggiatrice. Non solo, dice che gli cucina, gli pulisce casa, e poi ha la massaggiatrice oh!... Lui contentissimo, ringiovanito di 10 anni.
Ora ha deciso che l'anno prossimo andrà in pensione. Io non ho potuto resistere a chiedergli quanto prenderà e lui me lo ha detto senza problemi (del resto é una informazione pubblica): attualmente prende 4 o 5 mila dollari netti al mese e la pensione sarà quasi altrettanto! Non solo: ha un contatto in North Carolina e gli é stato garantito un posto nell'ufficio dello Sceriffo di un paesino di provincia il che vuol dire altri 3 o 4 mila dollari di stipendio da sommare alla pensione e all'incasso del centro massaggi della futura moglie. Di recente é andato giù a visitare la zona ed ha già addocchiato un lotto da 750 mq con dentro una casa nuova di zecca, mi pare ci sia anche una piscina. Il tutto al costo di 1500 dollari mensili di mutuo (un affitto nel Queens praticamente).

Hai capito sti Americani come sono organizzati o no? Questo qui si fa la sua carriera in una polizia municipale (tra l'altro una delle più dure e delle meno pagate in assoluto) ed a quarant'anni già pensa alla casetta con la piscina. Prima ancora di andare in pensione ha già il secondo lavoretto per arrotondare, la massaggiatrice, la consapevolezza della vecchiaia spesa in un luogo tranquillo e dal clima mite. Non male dai...

Sarà anche vero che negli USA la ricchezza é ormai ripartita tutta a favore dei super ricchi, che l'1% della popolazione si prende tutti i soldi, che la classe media é sparita, tutto vero.... Però che cazzo: io lavoro da 13 anni, altri 10 e sarò come lui. Una volta chiesi ai sindacati quale sarebbe stata la mia pensione (tipo a 65 o 70 anni). Risposta: 600 Euro e due figure. Ci sarà per me una North Carolina? Non so... mi sa di no. Spero almeno la massaggiatrice!

Ciao

Sulla questione dei due Marò

lunedì, marzo 11th, 2013

Ve lo ricordate quando i piloti di un caccia Americano nel fare una bravata causarono la morte di 20 persone tra cui 3 Italiani? Secondo i trattati NATO i due responsabili vennero processati negli Stati Uniti e per questo in Italia successe uno scandalo. Ma come? - si disse - gli Americani vengono qui ammazzano la gente e noi non li possiamo neanche processare a casa nostra? Scandaloso! ingiusto! Ci trattano come fossimo una loro colonia!

La vicenda dei due Marò porta inevitabilmente alla memoria il Cermis. Le due storie hanno moltissimo in comune: i due militari in un paese lontano, i civili ammazzati per negligenza o noncuranza, la reazione indignata dei paesi che subiscono l'incidente, le manovre più o meno occulte che i paesi in torto effettuano nel tentativo di annebbiare l'amara verità ed infine i colpevoli che - contrariamente a quanto desiderato dalla controparte - vengono processati a casa loro. Scommetto che alla fine si risolverà anche per i Marò come si risolse per i piloti della Marina Americana: un buffetto sulla nuca ed una nota di demerito che dice qualcosa come "la prossima volta state più attenti".

Oltre alle similitudini c'é però anche una differenza sostanziale: mente gli Stati Uniti portarono a casa i loro miliari in maniera perfettamente legale e senza contravvenire a nessuna regola l'Italia ha fatto altrettanto come solo una nazione c******a avrebbe potuto, violando cioè un accordo internazionale e tradendo apertamente la fiducia reciproca che dovrebbe sempre e comunque essere preservata tra nazioni importanti, moderne e sovrane (e l'India, é bene ricordarlo, é una superpotenza Economico / Nucleare destinata a dominare il mondo per i prossimi 50 anni).

Ora chi volete che in futuro, quando forse  in ballo ci saranno questioni ancor più gravi, ci accorderà la propria fiducia? Dobbiamo esserne consapevoli: da oggi in poi diplomaticamente l'Italia viene declassata ben al di sotto del misero "BBB" che essa merita a livello economico/finanziario.