Archive for the ‘Italiano’ Category

Pistola e macchina fotografica: la storia di Antonio Bolfo

sabato, febbraio 4th, 2012

Antonio Bolfo è un Newyorchese nato e cresciuto in città e laureato alla Rhode Island School of Design.
Ad un certo punto della vita capisce che si annoia e che ha bisogno di fare qualcosa che faccia la differenza. Vuol fare esperienza di strada, rendersi utile agli altri.
Si arruola così nella Polizia di New York e viene assegnato alla Police Service Area numero 7 che si trova nella parte Sud del Bronx, quella più violenta e pericolosa.
Passa le giornate su e giù per le scale dei Project, le pericolossime case popolari in cui spaccio e sparatorie sono all'ordine del giorno. Un lavoro faticoso e stressante che Antonio, data la sua vocazione artistica, decide di immortalare la sua fotocamera.
Crea così una collezione fotografica affasciante ed unica nel suo genere che svela momenti di quotidianetà nella vita di poliziotti alle prese con una delle zone più problematiche d'America.
Dopo un pò Bolfo si stufa della Polizia e decide di dedicarsi alla fotografia a tempo pieno. Ieri è stato recensito dal New York Times. Ha appena 30 anni.

La cosa che più invidio agli Americani è la possibilità che hanno di cambiare e di  reinventarsi continuamente. Ma ci pensate? Uno che prima fa il designer, poi basta chiude tutto e fa il poliziotto... poi si licenzia dalla polizia e fa il fotografo. Il tutto avendo la stessa età di molti che in Italia devono ancora finire di studiare!
E' il paese delle opportunità, del reinventarsi, del non è mai troppo tardi. Su questo sono imbattibili... c'è poco da fare.

Flying People in New York City

venerdì, febbraio 3rd, 2012

Nuovo Mac su Craigslist

giovedì, febbraio 2nd, 2012

Craigslist è una sorta di bacheca annunci in cui si trova tutto. Anzi, è LA bacheca annunci Americana per eccellenza. Ci trovi le cose più impensabili. Ma tipo che ne so, vuoi un appartamento a Manhattan da 650 metri quadri e 6 camere da letto a 34500 dollari al mese di affitto? Su craigslist c'è. Oppure volete lavorare come "assistente personale" in casa di uno a cui dovrete camminare sulla schiena dopo avergli fatto mangiare i vostri avanzi? Eccovi servite. O magari siete interessati a fare una esperienza decisamente diversa dal normale? Le possibilità si sprecano. Insomma, per capire il polvernone che gira attorno a questa città basta farsi un giro su Craigslist. E' un tritacarne infernale, un macello. Da uscirne pazzi. (Io per fortuna che mi sono fatto la ragazza e ormai vivo una vita monacale altrimenti visto l'andazzo di un paio d'anni fa penso che a quest'ora forse sarei già morto...)

Il vecchio Macbook è ormai arrivato a fine carriera e mi sono quindi deciso di prendere un altro. Siccome la mia religione mi impedisce di acquistare computer, telefoni o automobili che si siano nuovi mi sono messo a cercare il mio "nuovo Mac usato" su craigslist. Badate bene, non è che io non spendo soldi eh... non mi prendete per un tirchio. Anzi, chi mi conosce sa che ho le mani bucate. E' che non riesco proprio a digerire la componente che il marketing impone nell'acquisto di certi aggeggi e quindi per principio mi diverto a cancellare più che posso i ricavi dei pubblicitari. 750 dollari per un Macbook Pro di un anno fa sono secondo me più che abbastanza... e così ne ho scelto uno in quella fascia.

Contatto il venditore via email e ci mettiamo d'accordo per incontrarci nell'Upper East Side in uno dei tanti Caffè lungo Lexington Avenue. Arrivo verso le 21.20 con in tasca una busta di contanti appena prelevati. Della persona che mi aspettava sapevo solo che aveva una giacca di pelle nera e che era seduta non distante dall'ingresso ed in effetti appena arrivo mi fa cenno un ragazzo vestito di nero.
Gli stringo la mano, mi siedo, avrà avuto qualche anno meno di me. Immediatamente non posso non notare la quantità di vistosissimi tatuaggi che aveva addosso. Erano sui lati del collo, sulle dita delle mani, sui polsi... dappertutto. Erano poi tatuaggi cattivi da gangster, non quelli bellini da fighetto che vanno ora. Roba tosta insomma.
Per un attimo, lo confesso, mi sono preoccupato. Non tanto perchè il Mac magari era rotto o qualcosa del genere, ma perchè potesse essere rubato. Sapete no, qui la legge è legge e "possession of stolen goods" (cioè ricettazione) è un crimine per cui si possono passare guai seri.
Poi però il Martinsicuro che è in me si è fatto un attimo da parte ed è subentrata la parte un pò più aperta: ma possibile che solo perchè uno ha 4 tatuaggi lo si deve classificare come un potenziale pericolo? Assolutamente no!

Ed infatti in qualche minuto il ragazzo si rivela di una modestà e di una tranquillità assoluta. Mi dice di essere un musicista di un genere che neanche conosco (figurati, un nerd come me...) e di essere cresciuto a Miami. Quando spiego da dove vengo salta dalla sedia e attacca a parlarmi in Italiano. Suo padre, mi dice, è di Trieste! Del Mac ha conservato tutti i manuali, le plastichine e addirittura anche la scatola. Tutto immacolato. Il rocchettaro mi ha fatto a livello personale una impressione talmente buona che non ho effettuato nessuno dei controlli capillari che avevo pensato. Lui, da parte sua, ha preso la busta coi soldi senza neanche contarli. Una stretta di mano, un sorriso, ed in poco meno di 5 minuti l'affare era fatto.

Oh, vi sembrerà una cazzata ma a me queste cose fanno riflettere. Tutto questo incrocio di storie, di razze, di realtà diverse, di esperienze, di vite che si incrociano anche solo per un istante e che poi proseguono ognuna per la sua strada. E' un trip mentale che vedi e rivedi ogni volta che a bordo di un Taxi osservi le fiancate dei palazzi, i volti dei passeggeri nella subway, le frotte di pedoni che attraversano agli incroci.
Questa sensazione continua di mescolarsi agli altri pur rimanendone sempre distanti e distinti è la differenza che c'è tra vivere in una grande città e vivere in un posto qualsiasi. Non si può tornare indietro.  Perlomeno non in maniera indolore.

Buona notte

JetBlue vs Ryanair 3 – 0

martedì, gennaio 31st, 2012

Ho volato un paio di volte con Ryanair e non ne sono per niente entusiasta: ti devi stampare il biglietto da solo se no ti danno una multa (!!!), i sedili di plastica non reclinabili con le ginocchia che ti puntano sul sedile davanti, se non ricordo male non ti danno neanche da mangiare. Addirittura la trombetta quando atterri, tipo cartone animato. Una esperienza da vomito. Poi c'è la moltitudine di persone che sono convinte di poter per pochi spiccioli... da matti veramente.

In America la compagnia economica più famosa si chiama Jetblue ed anche con questa ho volato in qualche occasione. Ebbene, nonostante sia low cost la qualità del servizio è altissima. A JFK hanno un intero terminal, il Comandante viene a parlare ai passeggeri di persona in cabina prima di ogni volo, non fanno storie coi bagagli, i sedili (comodissimi) sono spaziati talmente larghi che si fa fatica a credere di essere in economy, dopo l'atterraggio non suonano la trombetta e ovviamente non ti devi stampare i bilietti a casa. Ah, dimenticavo, vengono a servirti al sedile individualmente e puoi prendere quello che vuoi tipo fossi al ristorante ed hanno pure la TV satellitare!

Capito come si fa il Lowcost? Ryanair prendi nota!

Jus Soli

domenica, gennaio 29th, 2012

E' innegabile che per tutti o quasi la persona nata in Italia rimanga a vita legata alla madrepatria a prescindere da cosa pensi, da cosa desideri o da cosa succeda dopo.
Già Renato Carosone nello sbeffeggiare gli emigranti Italo-Americani, che vivendo una vita al di fuori dei confini nazionali avevano acquisito abitudini e gusti diversi dal consueto, nella sua celebre canzone diceva "tu vuoi fa l'Americano ma sei nato in Italy".
Ma allora come mai centiaia di migliaia di ragazzi nati in Italia non vengono considerati Italiani e di fatto non lo sono? Personalmente mi ritrovo nella canzone di Gaber per cui delle due l'una: o loro sono Italiani come me, oppure io non lo sono come loro.

Sirius XM, la Radio Satellitare Americana

venerdì, gennaio 27th, 2012

Durante la recente vacanzina avevo in affitto una Hyundai Sonata (gran bella macchina) munita di XM Radio, una sistema satellitare che ti permette di ricevere centiaia e centiaia di canali tematici ad alta qualità.
E' praticamente l'equivalente della pay TV applicato al mondo della radio, senza però la piaga della pubblicità.

Scegli un canale e immediatamente vedi il titolo della canzone ed il gruppo, oltre ovviamente al nome del canale che stai ascoltando. Tecnicamente il prodotto è valido nelle zone suburbane ma ha dei problemi seri nelle grandi città per via dell'ostacolo rappresentato dai palazzi alti e vicini e così in molte di queste zone hanno provveduto ad istallare dei ripetitori terrestri.

Ah, ovviamente come la pay TV si paga eh... non è mica gratis: costa circa 15 dollari al mese. Se avessi la macchina e viaggiassi molto in giro per gli Stati Uniti credo che lo farei. Per il resto, se viaggio mi piace ascoltare i talk show delle radio in AM.

Il Cambio Automatico

giovedì, gennaio 26th, 2012

Uno dei simboli Americani è stato sicuramente il cambio automatico. Lo avete mai provato?

All'inizio è un pò un casino e da anche un pò fastidio. La prima volta per me fu a Varese: ero in trasferta con una auto a noleggio quando ad un semaforo rosso scesi dalla macchina lasciandola in "Drive". L'auto subito partì senza che nessuno fosse al volante e quasi andò a sbattere contro una Mercedes che avevamo ferma davanti. Salvò la situazione il mio collega che stando seduto sul sedile del passeggero ebbe la prontezza di riflessi di tirare il freno a mano.

Comunque... una volta che ci si è abituati ad usarlo poi diventa impossibile farne a meno. Che palle quando sei nel traffico cambiare marcia ogni 10 secondi... e la frizione? A che serve avere la frizione? Boh... Ogni volta che guido penso sempre la stessa cosa: ma perchè in alcuni paesi (Italia compresa) la gente si ostina ad usare il cambio manuale? Credo che l'unica spiegazione possibile sia l'abitudine.

E si perchè se proprio devi fare la guida Formula 1 con freno motore e tirate a 12000 giri basta passare alla modalità semi-automatica e facendo + / - sulla levetta puoi dare sfogo alle tue pulsioni. Del resto, le auto di Formula 1 (quelle vere) hanno il cambio semi-automatico, mica manuale! Non c'è quindi motivo al mondo per farne a meno. Provare per credere.

Da una lettrice del blog

giovedì, gennaio 26th, 2012

Sono una lettrice del tuo blog da poco più di un mese ...
Ha attratto la mia cuoriosità la foto con "i tubi ed i gancetti per appendere
al muro le pentole"!
Come ci sono finita? non lo so! Sono mesi che cerco un modo per portare mai
figlia e mio marito via dall'Italia!
Una ricerca qua e una ricerca lì ... e sono finita sul tuo blog.

Mio marito è un'ingegnere ... viene da una terribile esperienza lavorativa. La
sua carriera si è interrotta. Sono mesi di inferno. E' in gamba, preparato ...
ma l'Italia non è il suo posto. Ed in certe parti d'Italia si lavora solo "per
conoscenza"!

Non sono matta, non cerco da te una soluzione! Però una luce sì.

Secondo te, che sei lì, che respiri quell'aria, che frequenti quell'ambiente
... dimmi la realtà come la vedi tu!
...è vero che lì, se vali, c'è un posto e un pò d'aria da respirare per tutti
coloro che voglio DAVVERO LAVORARE?

Complimenti per il blog.
Buona America
Ludovica

Cara Ludovica,

ogni volta che leggo e-mail come la tua è come se un mattone mi cadesse sopra al cuore. Ormai arrivano sempre più di frequente richieste del genere e sembra che in molti non vedano alternativa possibile alla fuga.
Sono convinto che il problema da noi non sia soltanto legato alla maniera in cui si può riuscire a trovare un lavoro, il problema è che ormai non ci sono più lavori da trovare! Non c'è lavoro per tutti, punto e basta.

Paradossalmente, quel che di più apprezzo del mondo del lavoro Americano è la flessibilità. Qui si è tutti precari vita natural durante ed in una condizione del genere la "selezione naturale" è fisiologica ed inevitabile. Chiunque si troverà prima o poi - per scelta o per necessità - a dover cambiare lavoro o carriera ed il sistema lo permette senza difficoltà.

Si sta meglio in America? Io sono convinto di si. Perlomeno, io mi trovo meglio qui. Certo se si è malati e non si riesce a lavorare normalmente le cose cambiano ma è un caso che per ora fortunatamente non mi riguarda.
E' difficile entrare? In genere molto, anzi moltissimo... esiste comunque la scappatoia Europea che potresti adottare senza troppi impicci anche domattina volendo. Prendi un aereo e via!
Penso alla Germania, al Regno Unito, alla Scandinavia e magari anche alla Francia. Sono posti in cui a detta di persone che hanno fatto esperienze analoghe alla mia si sta in ogni caso molto meglio che in Italia e purtroppo la cosa non è difficile da credere.

Lo so, è facile pensarlo ma poi farlo è un'altra cosa. Bisogna fare un passo alla volta: un corso di lingue, un percorso di aggiornamento professionale, cominciare a capire cosa fare e dove farlo. Tutto fino al momento della partenza. Magari all'inizio si può cominciare facendo un lavoro qualsiasi per poi svivolare verso le proprie più alte aspirazioni. Non so, io la vedo così. Sono pensieri che faccio anche io perchè di tornare in Italia non mi va assolutamente.

Ti mando un abbraccio ed un in bocca al lupo.

Alain

California d’America e California d’Europa

giovedì, gennaio 26th, 2012

Allora,

scrivo solo oggi perchè sono stato per un un weekend lungo nella zona di San Francisco per una breve vacanza in occasione del Capodanno Cinese e di altre ricorrenze da festeggiare.

In California ci sono stato in tutto tre volte e solo per brevi permanenze e nonostante abbia visto poco ogni volta sono andato via con una sensazione decisamente positiva. Che posto ragazzi: sole, oceano, surf, aria fresca, vino, cultura, tecnologia, hollywood... ma che volete di più?

Ci sarebbe stato molto da scrivere ma non mi sono portato il PC proprio perchè sapevo che se lo avessi fatto avrei passato tutto il tempo sul blog. Giusto qualche flash:

Il Primo giorno ero nella parte turistica di San Francisco. Il tempo non è stato molto clemente ma questo alla fine è stato anche meglio perchè ci ha dato la possibilità di vivere il luogo con maggiore intimità.
Appena arrivo noto che i tram usati in città sono d'epoca. Alcuni addirittura presi dalla città di Milano! Che idea geniale: spendi quattro soldi e hai una linea di tram affidabile ed anche di classe.
Come se non bastassero i tram d'epoca in servizio effettivo, San Francisco ha anche una linea che adopera ancora dei tram trainati da cavo sotterraneo. E' la famosissima Cable Car con le persone appese ai lati che andando su e giù per le tipiche collinette della città raggiunge inclinazioni da urlo. Una esperienza interessante ma a mio avviso oltre qualsiasi misura di sicurezza. Credo che altrove non sarebbe mai consentito ai passeggeri di stare appesi fuori. Gli incidenti infatti abbondano...
San Francisco: una città colorata, vivace, gente educata e cordiale. Ho pensato al vero sogno Americano.

Il secondo giorno ho visitato il Castello di Amorosa che è una vineria della Napa Vallery, la zona da cui vengono tutti i vini Americani.
Io vengo da una zona in cui le vigne le vedi un pò ovunque e sono cresciuto con una Vite in giardino eppure cose del genere non le avevo mai viste. Lungo la strada per centiaia di chilometri vedi solo vigne organizzate con una perfezione maniacale. La cosa che però ti uccide mentre ripensi all'Italia è la maniera in cui vengono attratti i turisti del vino. Ogni vineria dispone infatti di centri di accoglienza perfetti e luccicanti in cui si possono assaggiare i prodotti locali e fare visite guidate alla struttura.
Pensate che nel posto dove sono stato io il proprietario (di origini Italiane) ha costruito un castello medioevale da 107 stanze con tanto di pietre ed oggetti antichi provenienti dall'Italia. Ma fatto bene eh... al punto che non era facile capire che si trattasse di una copia e non di un castello vero e proprio. Dentro orde di visitatori, molta gente dal palato fine che si lascia consigliare dal personale (Italiano) e alla fine compra la bottiglietta da $100 da riportare a casa a San Francisco, oltre al resto anche prodotti artigianali tipici in vendita. Tutto molto curato... tempo 30 anni e questi ci passano sopra anche col vino. State a vedere.

Passata la notte presso la città termale di Calistoga siamo scesi giù fino a Monterey, la ex capitale della Alta California prima che gli Stati Uniti la fregassero al Messico.
Per arrivarci siamo passati sulla US 1, una strada molto molto bella con spiagge e costoni a picco sull'Oceano. Mezz'ora a Sud di San Francisco sei già tutto solo e completamente immerso nella natura. Uno spettacolo...
A Monterey poi c'è la la ben nota "17 Mile Drive", una zona in cui vivono solo ultra miliardari in cui si paga anche il biglietto per accedere perchè tra l'altro è un parco naturale. Livelli di benessere mai visti, spiagge incontaminate con tanto di balene, foche, pellicani enormi e foreste in riva al mare.
Monterey offre mille altre attrazioni per i turisti ma visti i tempi ristretti ho potuto visitare solo l'acquario. Inutile specificare: enorme, moderno, tutto alla grande.

Il finale che ve lo dico a fare...

Vedo tutte queste cose e nel ripensare all'Italia ci rimango male perchè pur sapendo di essere nato nella California d'Europa so anche che ormai la abbiamo rovinata. Pensate ad esempio a quante "17 Mile"  del sud sono state sfregiate dalle costruzioni abusive, pensate a Pompei, alle centiaia di castelli (veri!) che cascano a pezzi o che non vengono valorizzati. Guardando la puntata della Gabanelli (santa Subito!) sui beni culturali ci sarebbe da piangere. La California d'Europa? Ma che dico?!? A noi la California ci farebbe una s*ga se solo fossimo meno "Italiani" di quello che siamo.

Adios amigos

Le mie considerazioni sulla tragedia della nave Concordia

mercoledì, gennaio 18th, 2012

E' evidente che il Comandate Schettino ha manovrato la nave in maniera assurda e dilettantistica causando un disastro che rimarrà nella storia. Le sua responsabilità sono innegabili e per questo egli risponderà dinanzi alla legge.

Ma lo Stato Italiano, da parte sua, ha fatto di meglio? Davvero - come è stato detto - l'esempio della Capitaneria di Porto di Livorno rappresenta l'Italia migliore, quella da cui dovremmo tutti prendere esempio?

Analizziamo le operazioni di soccorso e guardiamo innanzitutto ai precedenti. Lo sapete per cosa è famosa la Capitaneria di Porto di Livorno? Guardatevi questi due minuti di video per farvene un'idea. Nel 1991 a Livorno la Capitaneria lasciò bruciare per ore ed ore 140 passeggeri della nave Moby Prince (che si trovava ad un tiro di schioppo) dando esempio al mondo intero di tragica inefficienza ed inadeguatezza. La ricostruzione di Minoli di quell'evento fa letteralmente venire i brividi.

E stavolta invece? Come se la sono cavata? Diamo un'occhiata al loro brogliaccio:

22.29 Dichiarato l'Emergenza del Concordia
22.39 Motovedetta Guardia di Finanza arriva in zona
22.55 Disposta Uscita Elicottero MM Sarzana
23.06 Koala 6 (RIMA) 15 minuti dal decollo
23.36 RIMA comunica di essere decollato alle 23.20 e di poter raggiungere il Task in 50 minuti
23.46 C/TE Di Falco cercherà di impiegare ulteriori mezzi aeronavali nella zona
23.49 CO.CA comunica che altri due elicotteri decolleranno "prima possibile"
23.50 Contattiamo pratica di mare per approntamento elicottero AAMM
23.53 NEMO 01 decollato ore 23.50 da Sarzana chiede se ci sono persone in mare o feriti
00.02 Koala 901 decollato ore 23.35 attualmente su Viareggio arriverà in 50 minuti
00.17 RIMA a 3 minuti dal punto
00.17 RIMD sorvola Vada e procede per Grosseto
00.19 RIMB sorvola Piombino e procede per Grosseto
00.21 RIMA controlla il lato SX della nave e verifica che la presenza di persone in acqua

Avete capito che efficienza che dimostra l'Italia migliore? L'SOS di una nave da quattromila passeggeri viene lanciato alle 22.29 e prima ancora di decidere di chiamare un solo elicottero passano 26 minuti. L'Aeronaurica Militare viene interpellata solo dopo un'ora e venti ed il primo velivolo arriverà sul posto solo alle 00.21 e cioè dopo la bellezza di quasi due ore.

Ma come è possibile tutto ciò? L'isola del Giglio non è mica Diego Garcia! Guardate questa mappa che mostra lo spazio percorribile in un'ora di volo da un elicottero dal Giglio. Non è difficile stimare che i soccorsi sarebbero potuti arrivare addirittura da Pescara, da Ravenna o da Sassari impiegando la metà del tempo. Ma poi, visto e considerato che siamo a pochissimi chilometri da Grosseto, a 150 Km da Roma (capitale d'Italia) e a poche miglia dalla Corsica perchè l'elicottero deve partire da Sarzana che sta vicino La Spezia? E' chiaro che arrivando dopo tutto quel tempo non si può far altro che contare i cadaveri... Ma di questo scempio chi è responsabile? Schettino?!?

Parliamo poi della prevenzione, compito che come il soccorso spetta alle autorità. Immaginiamo per un attimo che non fosse accaduto nulla di male e poniamoci questa domanda: se la manovra fosse riuscita e non ci fosse stato nessun incidente, cosa sarebbe successo? Se come previsto la Concordia fosse transitata indenne a poche centiaia di metri dal Giglio pensate che qualcuno avrebbe protestato? Secondo voi l'armatore o la Capitaneria di Porto avrebbero telefonato a bordo per dire: "Schettino ma che fa è impazzito?!? Come le salta in mente di passare così vicino alla terra ferma? Mica è a bordo di un pedalò! Si trovi un buon avvocato al suo ritorno...".
Ovviamente non sarebbe successo nulla di tutto ciò perchè  fare queste manovre in realtà è cosa normale al punto che nell'ambiente esse vengono definite in maniera gergale come "fare l'inchino". Altro che bravata! L'inchino lo si fa in tutta Italia! Cosa hanno fatto sinora le autorità per impedirlo?

Infine la ciliegina sulla torta, l'apoteosi dell'ipocrisia dello Stato: la telefonata registrata durante i soccorsi. Il Comandante Schettino è un uomo che temendo per la propria vita ha preferito mettersi in salvo piuttosto che compiere fino in fondo il proprio dovere. Tutto questo è riprovevole e non gli fa certo onore ma dovremmo scandalizzarci pittosto che soprenderci perchè chiunque - in preda all'istinto di sopravvivenza - potrebbe cadere in certe debolezze. Schettino anche per questo verrà chiamato a rispondere nelle sedi opportune. Il suo non è il primo caso del genere e non sarà certo l'ultimo.
Dall'altra parte del telefono invece c'è De Falco, l'attuale Comandante Ufficiale in Comando per questo soccorso nella tristemente nota Capitaneria di Livorno che ha su un piatto d'argento l'occasione irripetibile per riscattare l'immagine devastata dell'ente e - perchè no? - magari fare anche lui personalmente una bella figura dinanzi alla stampa. La telefonata è registrata e volutamente hollywodiana e volano parole grosse, addirittura minacce: "lei si sarà salvato dal mare, ma io...", come se uno in preda al panico ed in fuga dalla morte si possa lasciar intimidire dall'idea di un tribunale (perdipiù Italiano!).

E così la farsa è completa: al grido di "Armiamoci e partite" dal calduccio della propria poltrona un Ufficiale dello Stato ordina ad un superstite di imbarcarsi al buio su una nave che affonda mentre a bordo ci sono (finalmente!) i soccorritori venuti dal cielo.
Il giorno dopo il caso diventa di una semplicità lampante: da un lato il mostro sul quale lo Stato può scaricare tutte le sue responsabilità, dall'altro l'eroe da imitare col quale riempire vuoti che in altre realtà risulterebbero immensi.

Come sempre, viva l'Italia.

Ciao!


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