Poker Nights
Allora ragazzi
scusatemi se scrivo veramente poco ma ultimamente non trovo più l'ispirazione. La città mi è diventata consueta: l'incredibile è di serie. Non bevo più per niente... tipo che in casa non ho neanche una bottiglietta di amaro, neanche un martini... solo coca cola, e senza rum! Sono definitivamente finiti i tempi dei Jameson ad oltranza, delle nottate al Poker online (quando andava bene...), dei festini a Manhattan, dei film in bianco e nero di Kurosawa... La vita coniugale - perché di questo si tratta - é bella ma ragazzi per carità non vi affrettate! Almeno almeno fino a 30 anni dovete aspettare. O qualcuno forse aveva detto 40? Mi viene il dubbio ma lasciamo stare...
Parliamo piuttosto di carte. Ormai è ufficiale: sono entrato nel giro del Poker Newyorchese. Il Poker quello alla luce del sole eh... non quello underground (date tempo al tempo!). Ormai arrivo e mi chiamano per nome, si ricordano delle mani che ho giocato, sanno della mia vita familiare. Insomma, ho un volto ed anche un nome dopo che per due volte sono arrivato al tavolo finale.
Credo che il massimo sia il torneo al Beer Garden, la prima storica birreria all'aperto di New York. Immaginate la situazione: entri in un locale come mille altri e trovi un bar col bancone, le TV sulle pareti, qualche tavolo ecc. Tutti si recano in fondo sulla sinistra per accedere all'enorme cortile sul retro (penso sia grande quanto mezzo campo da calcio) pieno di tavolini e banchi in mezzo agli alberi. Intorno si arrostiscono salsicce, hamburger, wurstel... spesso si suona musica dal vivo. Cose consuete in Europa ma non molto negli USA. Birra a fiumi... ci si diverte al Beer Garden. A migliaia ci vanno per tutta la durata dell'Estate.
Non tutti sanno però che di Sabato sera, salendo lungo una scaletta sulla destra si accede ad una specie di casa comune Cecoslovacca in disuso. Si chiama Bohemian Hall ed è tipo un ostello... una casa del popolo... non so bene a cosa servisse quando l'hanno costruita. Arredo anni 60, un pianoforte a coda del 900, sui muri locandine di improbabili gruppi musicali Praghesi che suonarono in quel posto trent'anni fa. A inizio serata ti immergi in questo ambiente da "Forgotten New York" e da lontano senti già l'inconfondibile ticchettio nervoso delle chips sui tavoli da gioco, i dealers che mescolano i mazzi e separano gli stacks, i giocatori che registrarsi sul manifest, qualcuno beve un sorso, altri fanno una partitella di riscaldamento, le ragazze che anziché cianciare delle solite cazzate si consultano sul punteggio reciproco del torneo precedente.
E' un mondo a se stante, un universo parallelo: fuori da quelle quattro mura migliaia di persone bevono e si divertono completamente ignare di ciò che accade a poche decine di metri di distanza. Dentro invece si è completamente immersi nel gioco. Solite facce, solite battutacce dopo un piatto fatto o uno mancato: "Don't worry Neil, you're gonna go down anyways!" - "Just if she's beautiful, really beautiful!..."
I personaggi sono indescrivibili. Una roba talmente variopinta che Fellini se avesse giocato in quel posto di sicuro sarebbe rimasto incantato e ci avrebbe girato un bel film. C'è l'anziana signora Cinese - decana del poker - che ti insegna le regole filosofiche di vita del vero giocatore, ci sono le sue due figlie anche loro giocatrici, 250 Kg in due e stranamente latine anzichè Cinesi. Una gentilissima e delicatissima l'altra invece che impreca bevendo e battendo i pugni sul tavolo. C'è la MILF quarantacinquenne teutonica alta 2 metri con la quinta artificiale, il trucco ed i vestiti sempre tiratissimi che flirta col giovanotto motociclista nerboruto e stempiato. C'è quello che parla da solo, c'è il nero che fa battute a nastro come fosse Eddie Murphy, c'è il tipo super incattivito con l'ipod e gli occhiali da sole come fossimo al 200/400 a Las Vegas, c'è il sordomuto che poi ho scoperto che non è sordomuto ma semplicemente non parla mai neanche per dire ciao. Ci sono poi i giocatori in gamba, quelli che ti accorgi subito che sono lì solo per tenersi allenati, quelli che mangiano bevono e respirano solo Poker. E che vincono sempre loro. Il capo assoluto è uno sui quaranta vestito sempre precisino, il capello rileccato, gli occhialoni ed il faccione da intellettuale. E' un mostro, un genio del tavolo verde. Potrebbe entrare nello script di "Rounders 2" senza neanche cambiare una virgola del suo personaggio reale.
Insomma, un mondo nuovo tutto da vivere e tutto da scoprire. E' questa la New York che piace a me. La vera città, il vero popolo. Mi piace un casino mescolarmici, diventare parte della moltitudine e della diversità. Chissà cosa diranno di me, che impressione avrò fatto. Probabilmente avranno imparato a le bestemmie a forza di sentirmele dire... questo è sicuro. Ora hanno al tavolo un Italiano dall'Italia, uno straniero, quasi un turista di questa immensa città. Giuro che passerei ore ed ore ad intervistarli uno per uno: mi piacerebbe conoscere la loro storia, ascoltare la descrizione della loro New York. Ovviamente non è possibile farlo eppure tra un giro ed un altro, tra un check ed un raise, all'interno dei confini striminziti di una conversazione tra giocatori mi piace cercare di carpire la realtà incredibile delle persone che ho di fronte.
Finita la partita difficilmente ci si rivede - anche soltanto per un minuto - senza tenere le carte in mano. L'universo del gioco è fine a se stesso e non ha modo né motivo di espandersi alla realtà circostante. Lungo il tragitto della metro sopraelevata osservo la notte circostante: le abitazioni basse, le luci rosse dei lampioni, i ristorantini di pesce sempre aperti. Qualche volta mi confondo e ho mi viene la sensazione che questa qui sia diventata la mia casa.
E chissà che un giorno non lo diventi davvero. Del resto - come il Poker insegna - tutto può succedere: basta poter reggere le carte in mano.
luglio 31st, 2012 at 4:25 am
Bravo Alain. salutoni.
agosto 2nd, 2012 at 2:07 pm
scusa ma non capisco se queste partite sono legali o illegali...Se sono legali non sono a soldi e quindi che gusto c'e'?! Se sono illegali, bene...
agosto 2nd, 2012 at 6:13 pm
I don't engage in illegal activities... Ovviamente é tutto legale!
La domanda é comunque legittima e anche io avevo inizialmente lo stesso dubbio: come si fa a giocare a Poker senza soldi? Teoricamente non ha senso, eppure si gioca bene ugualmente ed il motivo è facile da intuire: si gioca (ovviamente) solo Tournament e NON ci sono re-buy. Questo vuol dire che se hai voglia di giocare (e ce l'hai altrimenti non saresti li...) se fai l'imbecille e vieni eliminato rimani a piedi tutta la sera. Gli altri giocano e tu no. C'è poi il fattore del prestigio. A tutti piace vincere, specie nel gioco del Poker.
Infine c'è il premio che per legge non può essere di natura economica e quindi si vince un posto ad un torneo a Las Vegas in cui si possono vincere 160.000 dollari.
Credimi si gioca bene. Ma chi sei? Non sapevo di avere lettori medici dell'NYU appassionati di Poker
agosto 2nd, 2012 at 6:15 pm
Comunque tutte le info sono qui: http://www.newyorkfreepoker.com
C'è anche il mio nome in classifica. Ora sono 94esimo