Perchè Sanremo è Sanremo!

Molti mi chiedono cosa non mi piace dell'Italia.

A farlo sono soprattutto quegli Italiani che non si rendono conto di cosa ci sia fuori o quegli Americani che oltre ai monumenti ed alla pizza non si rendono bene conto di cos'altro ci sia dentro.
Potrei scrivere per mesi su questo argomento ma mi limiterò a prendere spunto dal superbowl all'Italiana, l'evento mediatico dell'anno, il momento in cui tutta la nazione si raduna dinanzi al televisore: il Festival di Sanremo.

Un paese per vecchi

La manifestazione più importante della TV Italiana rispecchia bene la realtà gerontocratica del nostro paese. Una trasmissione dai colori e dalle modalità vecchie. Persino il conduttore è quasi sempre vecchio!
Gianni Morandi ha condotto due volte il festival e mi sta anche simpatico ma è nato nel 1944 ed ha esordito nel 1962. Fatevi questa domanda: se l'Italia fosse un paese gestito da giovani per i giovani secondo voi a presentare il festival avrebbero messo un cantante settantenne? O forse i giovani preferirebbero altri personaggi, altre canzoni, altre modalità per fare spettacolo?
Se poi certi personaggi "stagionati" riescono anche a far bene questa è l'ulteriore dimostrazione della mia ipotesi: l'Italia è purtroppo un paese ostile ai giovani. Un paese in cui stanno bene soprattutto i vecchi.

Un paese maschilista

Spero non pensate che sono un moralista bacchettone perchè sareste fuori strada (mi definisco piuttosto un liberista-libertario-libertino) ma non posso fare a meno di notare che nella TV Italiana - persino in quella pubblica - si vedono da sempre culi e tette a tutte le ore.
Perchè - per esempio - oltre al tatuaggio sul pelo di Belen (Belin!!!) non si è potuto vedere che ne so... un testicolo di Gianni Morandi? Ve lo dico io: perchè il target di questi spettacoli sono - oltre che i vecchi - anche i maschi. Quelli cioè che in un paese antiquato e patriarcale sono gli unici che contano davvero. Le mogli, le figlie, le fidanzate si ci sono... ma contano meno rispetto al maschio dominante. I pubblicitari questa realtà la conoscono bene e sanno che per vendere bisogna mirare alla popolazione maschile. Gli artisti non possono far altro che regolarsi di conseguenza integrando dosi massicce di patata nelle scalette. Del resto i conti tornano: non è questo il paese in cui si diventa ministro facendo soffoconi? Quello in cui si dice che è lecito prostituirsi per fare carriera? Tutto normale... ma solo per le donne resta inteso: siamo Italiani!

E poi Celentano, che fa rima con Vaticano...

Celentano fa leva - esattamente come Morandi - sulla moltitudine di anziani che nostalgicamente lo ascoltano cercando di rievocare emozioni risalenti agli anni '60.
Per carità, ha fatto della bella musica, forse anche la storia della stessa... ma lo avete sentito ultimamente? Dubito che riuscirebbe a vendere qualche cosa se non fosse per la sua (questa si veramente geniale) strategia di marketing degli ultimi anni che consiste nell'ergersi a grande difensore delle balene/profeta/predicatore da strapazzo.
Visto dall'estero la cosa più imbarazzate credo non siano i suoi pezzi cantati in Inglese maccheronico bensì il surreale monologo incentrato su dii, preti, paradisi e riviste di preti.
Torniamo sempre allo stesso discorso: secondo voi sono più interessati a certi argomenti quelli che il paradiso ce l'hanno ormai a portata di mano (Celentano ha 73 anni) oppure i giovani che devono pensare a problemi ben più terreni e concreti? Lo sa Celentano che solo il 30% dei giovani Italiani è credente e che altrettanti sono gli Atei? Lo sa che il 99% della popolazione europea non crede nella resurrezione dei corpi dopo la morte, che il 58,5% degli Italiani non pensa che dopo la morte vi sia un’altra vita, che il 44% non ci crede neanche nel paradiso? A chi parlava quindi Celentano se non al suo pubblico di vecchi infoiati della religione, quelli che forse tra 30 anni faranno la fine dei Dinosauri?
Ma poi, il festival della canzone Italiana non è forse destinato anche ai Cristiani Valdesi, ai Musulmani o agli Illuminati (gli Atei)? Non si potrebbe confinare la religione nell'ambito delle scelte personali di ciascun individuo?

Comunque bello Sanremo. Mi è piaciuto tanto. Mi chiedo se ci sono ancora le canzoni perchè non mi pare di averne vista o sentita neanche una in tutte le discussioni successive all'evento...

Saluti cari dal paradiso della terra promessa

Alain

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6 Responses to “Perchè Sanremo è Sanremo!”

  1. from uk Says:

    a me fa inbestialire la gente che lo guarda sistematicamente ogni anno per criticarlo, non sto parlando di te.

    Già i media tormentano chiunque con sanremo, tanto che é impossibile non sapere cosa é successo, la strategia per porre fine a questa puttanata é non parlarne.

    Ma poi é una manifestazione che non ha proprio senso: come si fa a paragonare in questo modo cantanti e canzoni di generi diversi, escludendo poi varie categorie, facendo poi canzoni apposite(viva la libertà artistica) e facendole cantare in varie prove manco fosse giochi senza frontiere.

    Meglio i grammys che non saranno perfetti ma c'é un abisso.

  2. Alfredo Says:

    ...perchè Sanremo è Sanremo...così dice lo slogan e credo che in fondo con esso si intenda che deve andare bene comuque...io non lo vedo dal '95 e quindi il mio giudizio è poco attendibile...

  3. Giuseppe Says:

    Io pure non lo vedo da quando era ragazzino..
    Poi ormai dovrebbero chiamaro SanMaria de Filippi, altro che SanRemo

  4. i miei primi… quattro anni Says:

    [...] Specialmente quando leggo parole come quelle di Alain De Carolis: [...]

  5. larry Says:

    Larry King ti sembra giovane ?

  6. Alain De Carolis Says:

    @larry: Larry King non è giovane. E' andato in pensione quando ha saputo che lo avrebbero sostituito con uno più giovane di lui. Perchè me lo chiedi?

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