Neanche per scherzo
Ieri incontro per strada un mio ex collega che conobbi la bellezza di cinque anni fa. Saluti, strette di mano... dopo meno di tre minuti eravamo lì che parlavamo di immigrazione.
Lui è un informatico, uno bravo con delle pubblicazioni. Non ha faticato affatto trovare diversi lavori a Manhattan. La moglie invece è uno scienziato che si occupa di biologia molecolare: cose da fantascienza... tipo che fai un copia e incolla con pezzi di DNA. Hanno fatto domanda per la carta verde e tra avvocato e tasse hanno speso 12.000 dollari.
Risultato? La pratica è ferma al primo step da mesi e non c'è verso di sbloccarla. L'ufficio preposto spiega che stanno effettuando una "extended review" del loro caso ed il tempo necessario per completarlo non è definito. Forse un anno, forse due, forse dieci. Non c'è limite. Nel frattempo però i due coniugi devono rinnovare anno per anno lo speciale permesso di lavoro che gli consente di restare mentre questa pratica va avanti (per modo di dire) alla modica cifra di 2000 dollari all'anno.
Il mio amico non si da per vinto: dicono che interessando il Governatore dello Stato di New York forse la situazione si può sbloccare. E così due persone altamente specializzate nei settori dell'informatica e della biologia molecolare, entrambe con lavori stabili a Manhattan e che in cinque anni di permanenza hanno già versato tasse per una cifra che in Italia basterebbe ad acquistare un piccolo appartamento devono sperare nella clemenza di un Governatore per poter restare negli Stati Uniti.
Male che vada, mi dice l'amico, se ne andranno in Canada. Al limite a Singapore oppure ad Hong Kong. Io allora ricordo l'Australia ma lui mi blocca subito: "ma scherzi? l'Australia è ancora più selettiva dell'America!".
L'ipotesi di tornare non è stata neanche considerata. Neanche per scherzo.
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Tags: amici, immigrazione, usa
febbraio 7th, 2012 at 10:39 pm
Quando si leggono queste email, c'e' sempre una sorta di tristezza...
Sarebbe bello se l'italia fosse un Paese delle opportunita' e magari anche della meritocrazia...
Sole, arte, cibo, opportunita' e meritocrazia...insomma un Paese perfetto...ed invece continuamo a leggere storie ed esperienze cosi...l'unica cosa che in Italia (nel settore dell'emigrazione) e' cambiata e' che la maggior parte della gente che decide di espatriare ha un titolo di studio...tutto il resto e' simile...la gente si lamenta degli immigrati in Italia, ma molti italiani lo sono all'estero...ancora! Perche' un conto e' emigrare per piacere, un conto per necessita'.
febbraio 8th, 2012 at 8:41 am
Romney for President ! un Mormone in questi tempi di perdizione è la grazia di Dio.
negli USA di guadagna bene, molto meglio di the little italy. Diciamo che loro finanziano anche la ricerca sul pelino dell' uovo,
cosa che in altri paesi, sulla soglia della bancarotta, non si possono neanche sognare.
febbraio 8th, 2012 at 8:57 am
Mi occupo degli italiani laureati (e della "fuga dei cervelli") proprio in un pezzo che andrà in onda domani sera...
P.S.: RESISTERE! RESISTERE! RESISTERE!
febbraio 8th, 2012 at 11:21 am
@Hugo
tu credi che tutto questo sia dovuto alle difficolta' di farlo per la bancarotta (ed in conseguenza per la situazione vigente?)?
Io credo sia una questione interna, di pensiero e di comportamento costante che si manifesta nella realta' attuale.
La mentalita' americana e' completamente diversa...e questo si evince dal fatto che anche nella crisi, nonostante la perdita di posti di lavoro c'e' un ricambio continuo..puoi sempre sperare in qualcosa anche se non e' lo stesso lavoro.
Mi dispiace che questa coppia stia avendo tutti questi problemi e l'idea che l'Italia nn venga presa in considerazione "la dice lunga" su come vanno ed andranno le cose.
febbraio 8th, 2012 at 2:22 pm
I tempi sembrano davvero cambiati, conosco un signore ancora giovane che è stato con la famiglia negli USA per diversi anni durante i quali, sponsorizzato, ha preso prima la carta verde e poi per non farsi mancare nulla anche la cittadinanza assieme alla moglie e ai figli nel frattempo nati e che cosa ha fatto?
E' tornato a vivere in Italie con tutta la famiglia, solo che quando si torna in USA lui passa a sinistra senza lasciare impronte.
E non pulisce nemmeno il water proprio come Luisa.
febbraio 8th, 2012 at 4:04 pm
@ Nora, Solo un paio di considerazioni : Italia 1960 Olivetti progettava e costruiva mainframe Elea,
il CNEN era il comitato per l'energia nucleare nazionale, erano gli anni del "miracolo economico Italiano".
Oggi il miracolo economico è passato ai nuovi emergenti. (insieme all'inquinamento !)
Non è questione di mentalita', gli USA resistono bene e fanno affari perchè sono una superpotenza nucleare, noi no.
(anche se sicuramente molta gente è scappata dall' europa perchè stufa di Nobili, Re, Papi, Principesse e Reggine )
febbraio 8th, 2012 at 4:17 pm
@Walter
Dal punto di vista del miracolo economico non ci sono dubbi. Potrei aggiungere che la FIAT faceva invidia a tutti come sistema, tanto da accogliere professionisti americani che andavano in Italia per studiare come funzionasse (nulla togliendo al grande signor Ford) e anche il cinema era un punto di riferimento per gli americani dell'epoca. Il migliore al mondo.
Quando parlo di mentalita', non prendo in considerazione il nucleare o la questione del grado di potenze mondiali, prendo in considerazione proprio la "mentalita' " , mentalita' della gente, del sistema in riferimento al lavoro ecc ecc.
In America c'e' un costante cambio, ricambio, rREINVENTARSI. Anche negli Stati Uniti c'e' la crisi e molti settori hanno deciso di espatriare in lidi "piu' conomici" per la produzione, ma qui qualcosa da fare lo trovi sempre, anche se perdi il lavoro.. Probabilmente sara' piu' difficile nelle zone come NY o il altri centri fortemente "agglomerati", ma ci si puo' reinventare. C'e' una possibilita' per tutti.
Ed il fatto che l'Italia non sia una potenza, ripeto la dice lunga...pensa alla Germania...divisa in due e nel giro di pochi anni diventata un simbolo...
E' il mio umile e semplice punto di vista.
febbraio 9th, 2012 at 3:20 am
in Italia non sono stati sviluppati social network concorrenti a Facebook. Nemmeno le macchine da soldi abbiamo piu voglia di fare....
febbraio 9th, 2012 at 6:01 am
ma non se ne dovrebbe occupare l'azienda delle pratiche? così mi sembra che stiano buttando i soldi, non é meglio andare in canada e irprovarci più in là?
febbraio 9th, 2012 at 6:54 am
Purtroppo questo genere di visto, basato sulla professionalita' della persona, va veloce solo se hai veramente un premio Nobel. Il fatto e' che decine di migliaia di indiani hanno inquinato l'atmosfera complice aziende conniventi...risultato netto ora ogni application e' passata ai raggi x...
febbraio 9th, 2012 at 11:04 am
Rob, la green card non e' un visto sul passaporto che ti permette di lavorare, e' una permanent residency card.
febbraio 9th, 2012 at 5:46 pm
Il problema Italico è uno solo, stiamo affogando in un mare di burocrazia e leggi assolutamente inutili !
nel 1960 per aprire un attivita' c'erano relativamente poche leggi, lo scontrino non esisteva, ecc. ecc. era un sistema piu' snello e piu' efficente.
Con il tempo e l'incremento della ricchezza sono arrivati "i fantasisti" ad imporre millemila nuove leggi e nuovi tributi inopportuni.
ma ora che la ricchezza decresce, non si pensa neache lontanamente a semplificare tutto.
Un giovane o meno giovane che vuole aprire una ditta, ha bisogno di un capitale e una serie di "avvoltoi"
gia' pronti a dirigere e lucrare sul lavoro degli altri ! e allora chi non fa' non sbaglia !