Di recente mi è tornata in mente l'incredibile storia di Valerio Viccei, il rapinatore playboy di Ascoli Piceno e così ho comperato i tre libri che parlano della sua vita tra cui l'autobiografico "Live by the Gun, Die by the Gun".
Viccei è un personaggio insolito dal carattere decisamente cinematrografico che nel 1987 mise a segno senza ferire nessuno un colpo da 100 milioni di Euro (attuali) al Knightsbridge Security Deposit di Londra. Dopo la rapina riuscì a scappare in Sud America ma lo catturarono qualche mese dopo quando sciaguratamente tornò indietro per prelevare la sua Ferrari Testarossa. Dicono sia il rapinatore più noto di sempre.
Più volte ho scritto che dalle mie parti tutti conoscono tutti. Ora, non che io conosca Viccei (ci mancherebbe) eppure col senno del poi mi rendo conto di aver partecipato alla festa per i quarant'anni di una persona a lui molto vicina e che addirittura venne arrestata per un reato connesso alla famosa rapina di Londra. Nel 1994 lavorai infatti come cameriere in un Hotel il cui neo-proprietario (neo-proprietario guardacaso...) pare avesse avuto un ruolo in quella storia.
Vero o non vero che fosse (lui negava categoricamente) noi del personale venimmo invitati alla festa e così raccolte diecimila lire a testa gli comprammo un accappatoio per regalo. Era cosa misera rispetto al resto dei doni ma l'importante fu il gesto. Io avevo quattordici anni o poco più e quella serata me la ricordo vagamente: il cuoco che consegnava il nostro dono, la villa che aveva che mi pareva abusiva, i prati con le sculture e gli invitati stravaganti, la band di grido, le bellissime ragazze dell'Est intrattenute a suon di Tequila Bum-Bum dal figlio del festeggiato. Gli altri camerieri erano più grandi di me e si divertirono io invece ad un certo punto - era notte inoltrata - andai a dormire in macchina e mi svegliai in Hotel solo la mattina dopo quando era ormai ora di servire le colazioni.
Sono passati vent'anni. Il famoso rapinatore è morto in una sparatoria nel 2000 e di quegli anni non resta che un vago ricordo, qualche foto sbiadita, il cartellino dell'hotel con sopra stampato il nome ed il cognome. Il libro però lo leggo ugualmente con gusto.
E' perfetto per queste giornate - oziose - di ferie Newyorchesi.