Uno scopo da raggiungere a tutti i costi

Silvio e Nicolae

Negli anni ho raccolto diverse testimonianze in prima persona su come si stava nei paesi dell'Est: lo stipendio era basso ma c'era, tutti avevano una casa che anche se misera era pur sempre una casa, c'era la scuola e la sanità per tutti,  era garantito l'ordine ed anche una parvenza di normalità in tutte le cose.
Andare via non era una necessità impellente. Era proibito viaggiare liberamente, questo si, ma nonostante ciò quelli che attivamente cercavano di allontanarsi erano una esigua minoranza. Del resto perchè mai rischiare ed andar via quando in fondo a casa, se pur con qualche ristrettezza, non manca niente?
All'improvviso però, dall'oggi al domani, è successo l'impensabile: il comunismo è scoppiato come una bolla di sapone e tutto il blocco filo-sovietico è piombato nel caos. Lo stipendio non bastava più neanche per comperare un paio di scarpe, niente più case, niente più servizi statali, per strada vigeva la legge del più forte. D'improvviso i vari paesi svuotatisi di qualsiasi ricchezza, ma soprattutto da qualsiasi speranza, sono diventati delle vere e proprie prigioni a cielo aperto ed evadere è diventata per tutti una ragione di vita, uno scopo da raggiungere a tutti costi e da barattare eventualmente anche con la propria integrità di persona.

Aggiornamento - Neanche a farlo apposta proprio oggi è uscito un interessantissimo articolo su Linkiesta: "Vicolo cieco Italia: sembriamo un paese socialista dopo la caduta del Muro". Lo sottoscrivo in pieno

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