La Sindrome di New York

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Allora, questo è un bell'articolo per farvi capire che aria tira nei paesi civilizzati.
Succede che nella Silicon Valley, ragazzi a cui fumicano i coglioni che si sono laureati nella Università più prestigiose se ne stanno andando via.

E perchè mai?!?
- Per l'economia che è in crisi? Noooooooo!
- Perchè si mangia male? Nooooooo!
- Perchè non ci sono abbastanza belle fighe? Noooooooooo!

mmmmmmmm e allora perchè???
il motivo è semplicissimo: PERCHE' NON HANNO LA CARTA VERDE!

Mannaggia tutti i sabbati... porco dinna....  che tragedia esistenziale. Americani e fate una cazzo di legge no? Per 5 anni ci fate pagare il triplo delle tasse, ci fare fare i volontari in Afghanistan senza fucile, ci fate spalare la merda con le mani... ma a frustate perdio! Noi ci facciamo, io ci farei perlomeno! E invece niente da fare porco zio...  ci toccherà la sorte peggiore che possa capitare a chi riesce ad allontanarsi da un paese di ***** (1) come l'Italia: quella di dover tornare indietro.

Per farvi capire come mi sento, e a che livello di considerazione tengo l'America e le sue Istituzioni, vi voglio spiegare un fenomeno del tutto nuovo e tutt'ora credo sconosciuto che ho ribattezzando "Sindrome di New York".
Così come nella "Sindrome di Stoccolma" la vittima di un rapimento tende a difendere o addirittura ad innamorarsi del proprio rapitore, in quella di New York la persona oggetto di un rifiuto o di una delusione da parte delle Istituzioni tende a diventare un cultore delle stesse.

Io potrei stare qui a dirvi che nonostante ho pagato le tasse per quasi 4 anni, nonostante sono stato un cittadino modello, nonostante mi sono impegnato nel "sociale", nonostante sarei disposto anche a pagare... niente da fare! questi qua mi manderanno via. Potrei sostenere di essere vittima di una ingiustizia, potrei accusarli di essere degli sfruttatori, ed invece no: più passa il tempo e più la sindrome di New York mi porta a pensare che non sono all'altezza, che se non mi ci vogliono la colpa è solo e soltanto mia, che sono talmente superiori da non aver nessun bisogno di me e che anzi mi hanno fatto un grosso favore nel farmi assaporare la civiltà ed il progresso.

Ed è proprio così! Forse tra 50 anni l'America sarà solo un ricordo ma oggi, che vi piaccia o no (o voi col calendario di Che Guevara in camera da letto) questo è il posto più auspicabile in vi possa capitare di vivere: New York City, il centro della civiltà moderna, il cuore dell'impero economico e culturale, la Roma dei giorni nostri.

(1) La censura, in un paese di ***** come l'Italia è obbligatoria a causa di una serie di leggi in vigore fin dai tempi del fascismo

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