Napoli
venerdì, dicembre 31st, 2010Dopo Roma sto visitando Napoli.
Devo ammetterlo, avendo fatto appello a tutta la mia calma ero pronto a qualsiasi tipo di problema: dalla monnezza agli scippi, dalle pistolettate in mezzo alla strada ai mariuoli che ti vendono l'autoradio rubata.
Ed invece, con mia grande sorpresa, ho trovato una realtà eccezionale.
La stazione FS me la avevano descritta come una zona di guerra, al punto che mi sono raccomandato coi miei amici di farmi venire a prendere direttamente al binario. Nulla di tutto ciò! E' anzi tra le migliori che ho visto in Italia. Per non parlare della metropolitana: decisamente imbattibile, con opere d'arte ad ogni fermata, treni nuovissimi ed una pulizia che Roma o New York se la sognano.
Gli unici cartelloni per turisti che ho trovato in perfetta efficienza (e devo dire anche i più belli) tra Roma, Firenze e Napoli sono quelli di Napoli. Per parcheggiare di sera abbiamo comperato il tagliandino come si fa in tutto il resto del mondo anche se, a onor del vero, davanti alla stazione FS c'era il parcheggiatore abusivo.
E' nei vicoletti del centro che si ritrova la Napoli degli stereotipi, quella che ti aspetti di trovare. La bellezza di questa gente è qualcosa di immediatamente percettibile che è però difficile da spiegare a parole.
Traspare la fierezza di un glorioso passato il cui ricordo resiste alla tragedia del presente e all'incertezza del futuro. In uno di questi strettissimi vicoli, proprio davanti alla pizzetteria/fritteria "del Presidente" (ribattezzata in quel modo dopo che ci si fermò a prendere la pizzatta Bill Clinton) c'erano dei ragazzetti che si divertivano a sparare petardi letteralmente in mezzo ai piedi dei passanti. I locali, in questi giorni più che mai avvezzi a qualsiasi tipo di esplosione, non ci facevano nemmeno caso. Io invece saltavo mezzo metro da terra ogni volta. A quel punto un signore molto distinto si ribella: "Vi pare il caso di farci fare queste figure di mmmmerda davanti alle persone che vengono da fuuuuori???"... si aggrega un'altra signora sui cinquanta, ancor meno clemente: "Sono le persone di mmmmerda com'a vuuuuoije che ci fanno uscire in coppa ai giornali tutti i giuorneeeee. Fate schiiifo!". I ragazzi, rassegnati, hanno smesso di sparare.
Si mangia alla grandissima. Il caffè, i dolci, la pizza, il gelato, la mozzarella di bufala. Tutto superiore. Il prossimo che in America mi dice che a New York si mangia bene come il Italia gli rido in faccia: ormai ho capito che è semplicemente inutile affrontare certi temi con chi non capisce (o chi non capisce più) la differenza che c'è tra mangiare e sfamarsi...
E' presto per dirlo ma credo che Marina aveva proprio ragione nel dire che a Napoli mi sarei trovato bene. Mi hanno anche detto che sarei il benvenuto perchè c'è sempre posto per un Masaniello come me.
Nonostante i problemi, nonostante lo stato coi suoi danni ed i suoi fallimenti, nonostante tutto è questa l'Italia. Anzi, è questa l'Italia migliore.
Domani Venezia

