Il negozio dei trenini a Midtown

Allora senti questa:

Manhattan è un luogo quasi interamente sintetico, artificiale, per molti versi anche finto. E' un luogo dell'immaginario popolato da personaggi che svolgono un ruolo, non da persone. Una volta un ragazzo del Bronx mi spiegò che Manhattan aveva ormai perso il suo vero "taste".  E aveva ragione...

Ogni tanto però, accidentalmente, ti può capitare di riassaporarlo quel suo vecchio sapore. A me è successo oggi.
Avevo appena finito di pranzare da goodburger (dove due vecchissime canzoni che mi hanno un pò messo malinconia) quando uscendo abbiamo notato una strana insegna di un negozio di treni giocattolo. Ce ne siamo accorti perchè il cartello imitava un pò grottescamente  il suono di una locomotiva a vapore: "ciu-ciuuu ciu-ciuuu ciu-ciuuu".  Trenini giocattolo??? Abbastanza insolito per un posto come la quarantacinquestima strada nel bel mezzo dei grattacieli di midtown. Incuriositi siamo entrati.

Fatti due piani di scale verso il basso ci siamo ritrovati in un sotterraneo locato sei metri sotto terra e almeno trent'anni nel passato: macchinine, soldatini, aeroplanini e trenini appesi sulle pareti anguste. Spazi ridottissimi, scaffali disordinati e polvere ovunque. Ho capito subito di trovarmi in uno dei posti più genuini della città, un sito archeologico, uno stargate per viaggiare indietro nel tempo. Hanno anche un sito web che però non rende l'idea: Il posto è magico e per capirlo bisogna solo entrarci.

Il proprietario, cordialissimo, indossava due enormi occhiali con lenti ad ingrandimento. Davanti a lui sul bancone riposava indistrurbato il suo bellissimo gattone rosso. Come garzone un signore ancora più anziano (avrà avuto sessant'anni) coi capelli bianchi. Il proprietario lo chiamava sempre "Professor".
Cosa ancora più incredibile, c'erano anche dei clienti! Un uomo di mezza età ha comprato tre piccoli vagoni merce, una coppia di signori distinti invece dei soldatini impolverati. Ritmi lentissimi. Maniere fuori dal tempo. Ma eravamo ancora a Manhattan? Di sicuro non eravamo nel 2010.

Che piacere vivere uno scorcio del passato proprio dove e quando meno te lo aspetti.

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