Per diventare santi c’è sempre tempo
L'America è allo sbando e i vari stati sono costretti a ripiegare sul gettito fiscale garantito dal gioco d'azzardo che sta diventando un pò ovunque un male necessario. Si sa bene infatti quali nefandezze esso comporti: delinquenza, prostituzione, famiglie che ci si rovinano ecc. ma, perdio, siamo alla canna del gas e tutto fra brodo per cui ben vengano puttane, magnacci, gente che dorme in macchina, strozzini e quant'altro.
L'altra sera (siccome l'ambiente mi piace) ero in uno di questi piccoli casinò improvvisati. Intendiamoci, il casinò è piccolo ma non si fanno mancare nulla: dalla roulette al blackjack, dai dadi al poker, dalle slot alle corse dei cavalli. C'è tutto e sembra di stare a Las Vegas anche se in realtà ti trovi in un oscuro ed anonimo paesino della Pennsylvania.
A me interessa solo il Poker ed il motivo è semplice: non capisco che gusto ci possa essere nel fare giochi basati esclusivamente sulla fortuna. Mi piace avere un opponente, creare l'atmosfera, la sfida, mi piace il ragionamento. Insomma mi piace il Poker.
Ho perso? Ho perso si!... Che palle… ma possibile che solo questo vi interessa? Quanto non ve lo voglio dire… vi basti sapere che ho fatto (e lasciato) piatti da 3, 4 o anche 500 dollari, il che vi assicuro è divertente per un dilettante come me che siede ad un 1-2 No Limits.
E ho anche dato spettacolo! Come quel giro in cui dopo aver giocato passivamente per oltre un'ora lasciando sul tavolo almeno 30-40 dollari senza nemmeno vedere mai tutte le carte mi è entrata una coppia di 2. Dalla parte opposta del tavolo un nero dal torace imponente. Uno di quelli rumorosi, plateali, di quelli che cacano il cazzo in dialetto dicendo un mare di stronzate. Diceva di fare lo spacciatore, poi si è scoperto che era un poliziotto.
Insomma avevo questa coppia in mano, nessuno rilancia e al flop entra il terzo 2, assieme ad un asso. Calma. Calma. Calma.
Su 9 giocatori è quasi sicuro che qualcun altro abbia il secondo asso, c'era solo da stabilire chi fosse. Era il nero spacciatore/poliziotto/cacacazzo.
Io che ero di mano faccio un check timidissimo, mentre lui, lo sparone, butta dentro 40 dollari di rilancio. Sapevo di averlo in pugno ma non volevo farglielo capire e così facendo la faccia da via crucis ho impiegato almeno mezzo minuto per vedere i suoi 40. Entra dentro anche un altro giocatore (uno di quelli pericolosissimi, che parlano poco e menano molto).
Al turn esce un J. Bene. Molto bene. Check (io), check (il pericoloso). Il nero sparone butta dentro altri 30 dollari. Mi asciugo la fronte, soffro visibilmente. Ci penso… ci ripenso… tutto il tavolo aspetta la mia mossa. Metto dentro i 30. Il pericoloso intuisce che qualcosa non torna e scappa via.
Siamo io, timido e bianco come la carta, e lui, la pantera nera. L'ultima carta è un 7. Impossibile una scala, impossibile un colore. Molto improbabili un altri tris o cose migliori. E' mio. Questa volta lui inspiegabilmente fa un check. Io vado ALL IN mettendo dentro gli ultimi 40 dollari che avevo sul tavolo. Lui ovviamente non aspettava altro e nello scoprire anzitempo una doppia (A7) sorridendo mi fa: "You got an ace, right?". Io: "no chief, I got pocket deuces!"
E' rimasto di sasso, poi raddrizzando a mitraglietta gli indici verso me ha sorriso amichevolmente commentando come solo un nero può saper fare. I borbottii sono andati per un'ora.
Gli altri piatti che ho perso non ve li voglio raccontare ma vi assicuro sono stati forse anche più vissuti di questo. Mettiamoci anche che ho voluto strafare, ho voluto esagerare, ho voluto l'adrenalina a tutti i costi ed è mancato quel pizzico di fortuna in più. La mia filosofia era: gioco talmente di rado che è il caso di farlo audacemente perdendo divertendosi piuttosto che giocare con calma e vincere (poco) annoiandosi. L'altra sera mi sono divertito parecchio e quindi ho raggiunto il mio scopo.
Ciao carissimi
p.s.
Siate clementi, io sono un cittadino modello: pratico solo vizi ai sensi di legge, pagandoci anche le tasse. Per diventare santi c'è sempre tempo
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Tags: alain, pennsylvania, poker
settembre 8th, 2010 at 5:20 am
Mi chiedo quando anche in Italia potro aprire un casino in garage....pagando le tasse ovvio.....e strizzando l'occhio alla vicina che si integrerà il magro stipendio intrattenendo i miei clienti vincenti........
Il poker è adrenalina.....on line è gestibile....ma dal vivo.....non importa per quanto stia giacando, il girare delle carte è emeozionante. Stop.
Io sono per il poco ma costante...però ogni tanto un giro nei tavoli alti incolla alla sedia
settembre 8th, 2010 at 5:41 am
Ciao Alain,
nel tuo ultimo check dopo il turn hai rischiato. Come facevi a sapere che altri tris erano impossibili? E se uno aveva due 7 in mano? Dovevi fare un bel bet di 40 per spaventare possibili brutte sorprese...menomale che ti e' andata bene almeno quella mano!
Faccio solo per romperti le palle
P.S. vivo all'estero anche io (in germania) e gioco a texas online...ultimamente mi sono iscritto al bavarian poker tour...c'e' della gente! Parecchie vecchie grassone con un culo (non solo in senso fisico) che porta via. Non ti dico come ho perso al final table giovedi scorso...
Un saluto da Monaco di Baviera
settembre 10th, 2010 at 12:58 am
Ciao io ti scrivo da Martinsicuro qui noi non sappiamo nemmeno che cosa sia ancora il Poker noi giochiamo a Scopa o al massimo a Briscola.
Ma sto Poker si gioca con i soldi veri......................??
Mo' che lo racconto ai miei amici sai che figura faccio dico di aver inventato un gioco nuovo ............................IL POKER......!!!!
CHEK.....TURN....BET......ma chi sono i protagonisti di una Soapopera....?