Il Colonnello e la spiaggetta a Vernon Boulevard
Sta cosa del parlare con gli Astronauti è vecchia come il cucco e la faccio da una quindicina d'anni eppure ogni volta l'entusiasmo è sempre lo stesso ed ogni scusa è buona per riprovarci.
Oggi per esempio tornavo dall'ufficio e attorno alle 19 sapevo che ci sarebbe stato un passaggio della Stazione Spaziale proprio sulla verticale di New York.
Considerato che il Colonnello Doug Wheelock è uno di quelli infoiatissimi con la radio e che praticamente tutti i giorni te lo ritrovi a chiacchierare con la gente o a cantare le canzoncine di auguri dallo spazio, vista la bella giornata e conscio del fatto che dall'Italia l'ho fatto mille volte ma che dall'America mai, ho preso la bici e me ne sono andato al fiume con antenne, radio, cavi e accessori vari.
Arrivo sul posto in cinque minuti e proprio all'angolo tra Vernon Boulevard e la 31esima Avenue trovo una sorpresa inaspettata. Sotto il livello della strada c'è infatti una piccola spiaggetta di una bellezza particolare. Ma come ho fatto a non accorgermene prima? (Quella volta non era un sogno... la spiaggia vicino casa c'è veramente!)
Non c'è comunque tempo di contemplare e quindi in fretta e furia monto il tutto e mi rivolgo verso sud ovest in attesa che la stazione faccia il suo ingresso proprio sopra i cieli di Manhattan. Passano le 19.00 ma niente, silenzio assoluto. Cazzo... dopo tutta sta corsa almeno un qualcosina in digitale? Zero.
Passa allora uno dei guerrieri della notte e si ferma. "Wassup bro? What is that thing?" Spiego che sto aspettando di parlare con gli astronauti, e lui rispettosissimo: "That's pretty cool shit man..." e se ne va.
Va beh, siamo a 25 gradi di elevazione e visto l'andazzo già che ci siamo provo a chiamare in maniera preventiva: "NA1SS this is WW3WW portable New York City please copy?". Dopo un paio di botte alla terza esce fuori il Colonnello Wheloock! Non parlava con me, stava rispondendo ad altri, ma c'era!
Si passa dalla calma alla frenesia. Comincio a saltellare nel verificare il puntamento azimutale/zenitale. L'antenna è si d'alluminio ma a forza di tenerla per la coda pesa lo stesso un bel pò. Con l'altra mano reggo la radio e non so come accendo il registratore dell'iphone. Mi abbasso per fare in modo che l'audio proveniente dalla radio si senta nel telefono. Immagino sembrassi uno sciamano ubriaco che con antenne e cavi fa riti woodo a New York City quando con la coda dell'occhio vedo passare la polizia. Mi guardano incuriositi e se ne vanno. E' andata bene perchè avrei potuto avere bel pò da stare a spiegare (e avevo lasciato la licenza a casa!).
Chiamo diverse volte. Niente... Ha risposto a mezza America ma non a me. Poi quando sono cominciati a venir fuori i Canadesi del nord-est (che palle sti Canadesi) ho capito che ero fuori gioco. Ho osservato così il segnale del Colonnello svanire dietro le case popolari della ventisettesima mentre io, a bordo spiaggia, reggevo l'antenna e la radio circondato da cagnolini e rispettivi padroni. Il tutto sarà durato al massimo tre minuti. La delusione di non essere riuscito a comunicare invece durerà molto di più.
Ma tanto lo ripiglio eh... Lo ripiglio lo ripiglio...
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agosto 31st, 2010 at 3:06 pm
Ciao Alain. Effettivamente gli auguri fatti dall colonnello al collega CT7 e veramente spassoso, (spero non lo abbia pagato...)
La prossima volta ci riuscirai sicuramente a collegare la ISS, c'è troppa concorrenza attorno a te, e tanti watt.
Vedi passo quasi sempre anche io a leggere le tue "avventure" a New York.
Ciao 73. Luigi
settembre 2nd, 2010 at 8:06 pm
Ho ma ti ricordi i mitici collegamenti che facevamo dentro il 127 con il CB in spagna........................madoooooooooooooooooooo!!
settembre 5th, 2010 at 11:42 am
E casualmente mentre postavi questo la striscia di xkcd era questa:
http://xkcd.com/787/
Magari leggono il tuo blog....
Matteo
settembre 10th, 2010 at 9:02 am
Ciao Alain, certo che quella sera a Berlino nel 2001 penso sia difficile da replicare jajaja. Quando l'astronauta tedesco Ulf Merbold diceva che non era la ISS visibile a passare sopra di noi e lo sosteneva con insistenza e poi Sergei Krikalev "IL GRANDE" che ci da ragione eh eh eh non ha prezzo
Ricordo ancora il casino per far passare le batterie al controllo prima dell'imbarco aereo. Siamo stati grandi Alain !!!