In attesa che qualcosa abbocchi alla canna

Venerdì sera è passato a trovarmi un vecchio amico di Università che non vedevo da otto anni che era qui in vacanza assieme ad altri quattro amici. Contemporaneamente, per coincidenza, sono capitati qui un altro paesano in viaggio di nozze, un collega in trasferta ed una amica giornalista di passaggio. Si è così creata l'occasione ideale per delle belle seratone in compagnia come solo tra Italiani è possibile fare.

Li ho portati in diversi locali, abbiamo fatto il giro completo di Manhattan col traghetto e stasera in pizzeria abbiamo incontrato per caso Patrizio il romano (aka "noi je damo de ceppa") con la fidanzata. Insomma uno squadrone. Sembrava di stare in Italia!
Mi sono divertito un casino poi però alla fine i cinque sono ripartiti ed io sono rimasto solo dentro la metro. Tutti che rientravano alle loro vite, alle loro abitudini consolidate, alle loro origini. Tutti tranne me che imperterrito persevero nello starmene in questa grande città dei balocchi, per quale motivo (e a fare cosa) non si sa.

Allego la foto della capo Nord di Manhattan (il punto grograficamente più a Nord di tutta l'isola) in cui è stata eretta una piccola tettoia abusiva per giocare a carte nell'attesa che qualcosa abbocchi alla canna.

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17 Responses to “In attesa che qualcosa abbocchi alla canna”

  1. paolochenontirivuolequi Says:

    Tutto il mondo è paese. La foto documenta come l'inciviltà sia ormai consuetudine nella cultura occidentale. Evidenziandone l'inarrestabile decadenza.

  2. Dom Says:

    ma non stai lì per lavorà?

  3. cesare Says:

    Stai in quella grande metropoli con la consapevolezza che quando deciderai di tornare in questo piccolo paese della costa adriatica avrai tanti amici che ti aspettano a braccia aperte....................!!!

  4. cesare Says:

    PS: a dicembre nasce Sofia ti aspetto per il battesiamo a Giugno non puoi mancare deve conoscere lo ZIO D'AMERICA.................!!!!

  5. Matteo Says:

    Deve essere periodo migratorio; anch'io sono in attesa di ex-compagni di universita' e coppia in viaggio di nozze. Da NYchese piu' navigato (e non lo dico perche' hai circunnavigato Mahnattan) qual' e' il tuo giro locali standard che offri ai turisti italiani? A parte della mia ancora limita esperienza nell' isola (4 mesi) c'e' pure il fatto che questi sono di solito basati a Midtown...

    Apropo, sono molto affascinato dal dibattito che sta nascendo dai tuoi post sulle tue avventure ortopediche...saro' anch'io "comunista" ma il doverla vedere con la mia assicurazione sanitaria mi terrorizza piu' dell' idea di ammalarmi.

    Intanto, break a leg! (si dice anche nel caso di operazioni al ginocchio?)

  6. Alain De Carolis Says:

    paolochenontirivuolequi: hai ragione... la foto l'ho mandata anche al consiglio di sicurezza dell'ONU. I caschi blu si stanno già paracadutando nella zona.

    Cesare: ma che fine hai fatto? Ti ho chiamato diverse volte senza riuscire

    Matteo: ma ora sei qui! Non lo sapevo mica. Il discorso è complesso... Midtown?? Midtown no dai! Eccoti un elenco preliminare:
    Rooftop: 230 fifth avenue - Hotel Gansevoort
    Pizza: Kestè - Luzzo's - Number 28
    Ristorante Italiano: Giano
    Gelato: Grom

  7. paolochenontirivuolequi Says:

    ...hanno cambiato la sigla da UN a NU? Non lo sapevo! Magari faranno qualcosa di finalmente utile.

  8. Alain De Carolis Says:

    Non hanno cambiato nulla, la sigla era ed è rimasta ONU. In Italiano si scrive così, in padano non lo so.

  9. paolochenontirivuolequi Says:

    In padano non lo so nemmeno io.
    In italiano c'è chi dice ONU e chi dice NOM.
    Sui loro caschi c'è scritto UN.
    Da quello che avevi scritto mi era parso di capire che volessero raccogliere l'immondizia che si vede nella foto proposta. Manhattan, poi, val pure la pena di un temporaneo passaggio da United Nations a Nettezza Urbana...

  10. cesare Says:

    Caro Alain sono come al solito impegnatissimo la stagione qui da noi sai come' 3 mesi di pura sofferenza fisica e mentale.
    A settembre ferie e relax .
    Comunque tutto bene dopo la botta che ho fatto a giugno mi sono ripreso, e' rimasto qualche piccolo segno e cicatrice ma tutto apposto.
    Piuttosto tu quando torni a CASA...........?
    Ciao a presto..............!

  11. Matteo Says:

    In padano ONU non si scrive ÖNÜ, con le umblaut, come Cöm e Bergüm?

    Mi sa che mi hai scambiato per un altro Matteo, a proposito...io sono il Matteo che...non conosci :-) Pero' ogni tanto scrive sul blog per correggerti il nome del Pier di Hoboken da cui hai visto i fuochi. Insomma, gentalia..

  12. Reina Says:

    Sempre bello vedere un bandierone a stellestriscie che sventola sopra qualche beone

  13. Alain De Carolis Says:

    Cesare: mi fa piacere che è tutto a posto. Appena possibile ci sentiamo
    Matteo: avevo capito chi eri... mi ricordavo l'indirizzo del tuo blog
    Reina: guarda bene perche la bandiera che non è quella che pensi!

  14. delia Says:

    ma eri con antonietta!! quanto avrei voluto esserci anch'io!! mi manchi un sacco! sai che io e lei saremo colleghe? mi trasferisco a milano!!!! mihai lavora lì da due mesetti.

  15. delia Says:

    ah, dimenticavo: ma agli italiani che vengono a NY fai fare il giro di ristoranti/pizzerie/gelaterie italiani???!!!! ma sii propriu 'n italian'!!!! (a proposito, sai che lo sono anch'io?)

  16. Giò Says:

    Carissimo..... ci siamo divertiti davvero tanto a NY in tua compagnia, qualcuno medita già di tornare a breve, insomma non sarà l'ultima serata in compagnia di Italiani quella passa a NY insieme.
    La pizza..... unica cosa decente, anzi buona, mangiata in 15 giorni tra USA e Canada, che dire W l'Italia x il cibo e gli USA per la mossa!

    Un abbraccio

  17. Alex Says:

    Cazzo Alain dobbiamo sempre metterci alla prova per sentirci vivi ... in fondo le cose che riempiono una vita sono gli amici e quanto hai ciullato e che il resto si fotta. Ma che topa ci siamo fatti scappare quella sera e! A presto bruciato :D

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