New York in pillole

Un Coyote viene avvistato in giro per lower Manhattan. Sembra incredibile eppure non è un cane ma veramente un Coyote.
Essendo ovviamente esclusa l'ipotesi di abbatterlo, dopo diversi tentativi della polizia l'animale sfugge alla cattura.
Come possa essere arrivato a Manhattan nessuno lo sa.

Una signora di mezza età probabilmente Koreana piange disperata sulle scale dell'ingresso della Penn Station. E' seduta per terra contro un muro per cui inizialmente si pensa ad una aggressione o ad un atto di violenza. Poi però arriva la spiegazione: ha ricevuto brutte notizie dai suoi parenti all'estero.
Sul volto di chi la assiste lo sguardo imbarazzato di chi ha esaurito le parole di conforto e non sa più cos'altro dire o fare.

Sulla prima carrozza della linea N a Herald Square un uomo è faccia a terra nel bel mezzo del vagone e si è già pisciato addosso. Segno brutto... Le altre persone presenti tutte indifferenti o prese nelle loro cose. E' evidente che nessuno ha ancora fatto nulla.
La porta si sta per chiudere e così scendo al volo dal treno per avvisare l'MTA in modo da far soccorrere il malcapitato alla stazione successiva.

Un sergente sui quaranta dei Marines, veterano pluridecorato, passa a Time Square proprio davanti al baracchino dove le forze armate reclutano nuove leve.
Indossa la divisa dalla delle grandi occasioni con uno stile e una classe impareggiabili.
Due giovani agenti della NYPD lo vedono arrivare da lontano e nel momento in cui questo gli passa davanti gli fanno il saluto militare.
Il Marine, compiaciuto, con la stessa classe con cui indossa la divisa ricambia facendo roteare il braccio verso la fronte e parte del busto verso i poliziotti. "Thank you guys", e va via sorridendo senza fermarsi.

All'incrocio tra quarantaduesima e settima evenue il brusio e le luci della sera vengono interrotte da un gran numero di sirene.
All'improvviso compaiono le Harley Davidson della Polizia che facendo la staffetta bloccano sequenzialmente tutte le avuenue permettendo così ad un convoglio di auto blindate di procedere senza doversi mai fermare.
Passano prima due o tre auto coi lampeggianti, poi altrettante nere e coi finestrini oscrurati. Una di queste ha il vetro posteriore rimosso per permettere ad un osservatore di tenere immediatamente sotto tiro chiunque si avvicinasse troppo alla successiva, quella con dentro Michelle Obama e le sue bambine.
Michelle osserva incuriosita e sorride. Con la stessa velocità con cui è comparsa sparisce e la città ritorna immediatamente al suo caotico livello di normalità.

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2 Responses to “New York in pillole”

  1. PICCHU Says:

    Un film. Figo.

  2. Luca Says:

    Bellissimo questo post!

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