
Ogni volta che un anno finisce con uno zero il Governo Americano emana un censimento. Il primo risale al 1790.
Era da un pezzetto che facevano la pubblicità in televisione e la settimana scorsa mi è arrivata una lettera che mi avvisava del suo arrivo imminente.
Oggi è arrivato e mi sono stupito di quanto sia scarno e superficiale. Chiedono soltanto nome, cognome, data di nascita, se si frequentano altri domicili e soprattutto chiedono l'etnia. Se non sapessi cosa fosse avrei fatto fatica ad immaginare che uno strumento del genere possa avere una qualsiasi utilità per fare statistiche di qualsiasi genere.
Ma al governo che gliene ne frega se uno è bianco oppure è nero? Mica chiedono cittadinanza, titolo di studio, occupazione... Tutto questo non importa. L'etnia invece è vista con la lente ad ingrandimento ed addirittura se sei latino vogliono che specifichi se sei Messicano, Portoricano o Cubano. Altro approfondimento per gli Asiatici: domanda specifica per sapere se sei Indiano, Cinese, Filippino, Giapponese, Coreano, Vietnamita, Hawaiano, Samoano.
Da notare che l'intero modulo, comprese le lettere di accompagnamento, sono scritti in due lingue: una parte azzurrina in Inglese e l'altra verdina in Spagnolo.
Rispondere è obbligatorio per legge e chi non lo fa rischia una multa fino a 5000 dollari.
Ho letto diverse polemiche. Qualcuno ha addirittura proposto di barrare in massa la casella "Altro" e inserire la etnia "AMERICAN" in segno di protesta.
Nonostante le rassicurazioni degli uffici preposti circa la sicurezza dei dati raccolti che in teoria vengono secretati per 72 anni e resi inaccessibili a chiunque (compresi gli altri enti federali) , il Senatore Paul fa notare che durante la seconda guerra mondiale questi dati vennero utilizzati per rintracciare e rinchiudere i Giapponesi-Americani e che durante la guerra del Vietnam servirono per stanare coloro che rifiutavano di andare in guerra.
Pensate che in America non esiste una vera e propria anagrafe e quindi collegare i nomi dei cittadini ai rispettivi indirizzi non è una operazione semplice come da noi. L'unico modo per farlo consiste nell'aggregare i dati delle patenti di guida (non tutti guidano), quelli delle bollette (non tutti le hanno a loro nome) e i certificati elettorali (non tutti sono iscritti alle liste!).
Quella del censimento è quindi l'unica occasione che il governo ha per localizzare fisicamente chiunque.
Se veramente i dati non servono per altri scopi, non bastava chiedere il numero totale delle persone che vivono ad un dato indirizzo piuttosto che chiederne nome e cognome?
Forse forse il Sen. Paul ha ragione!