Stamattina ho fatto tardi perchè mi è arrivata una raccomandata che dovevo ritirare alle poste. Potrei raccontarvi della decadenza dell’ufficio postale 11106 ma non è questo il punto per cui lo risparmio per la prossima volta. Il punto è che la raccomandata viene dal mio landlord (l’azienda proprietaria dell’appartamento) e serve a comunicarmi che il 30 Aprile mi scade il contratto. In allegato c’è il contratto di rinnovo da eventualmente firmare e rispedire al mittente.
Mentre mi allontanavo dall’ufficio postale con il contratto in mano mi è venuta un’ansia bestiale. Sarà questo qui l’ultimo contratto che firmo? O forse il successivo? Chissà…
La prospettiva di rientrare in Italia è poco incoraggiante. Anzi, sono forse più agitato ora che ormai si vede all’orizzonte l’idea di dover tornare indietro di quanto non lo fossi tre anni fa nel momento di partire alla volta degli USA.
Abbiate pazienza ma questa fase di precariato esistenziale la somatizzo molto. Lo so non ci devo pensare perche più ci penso più è peggio. Siete tutti bravi a ripetere le stessa cosa ma io non ci riesco, o perlomeno non riesco a non pensarci senza neanche un aiutino.
L’aiutino sono i “passatempi forti” di questi ultimi giorni. Il Poker ad oltranza, la Marlborina ogni tanto, il vino Irlandese (porca puttana era una battuta! possibile nessuno abbia intuito che un vino triple distilled irlandese è semplicemente un WHISKEY?!?), il corteggiamento della Brasiliana tutta tana e gli altri passatempi irripetibili che lascio alla vostra fervida immaginazione.
Va beh vediamo un pò quel che succede… per ora vi saluto ma mi raccomando niente domande del tipo: “ma scusa se hai un lavoro non puoi restare?” oppure “visto che paghi le tasse non puoi richiedere la cittadinanza?” o ancora “possibile che non riesci a trovare una moglie?“. Risposte: NO – NO – COL CAZZO!
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Tags: alain

1-Si, sono il coglione che ti ha chiesto il nome del vino irlandese. Sono io in carne e ossa.
2-Questa mattina non vado al lavoro ma a Niguarda a fare la prova della coagulazione del sangue. Mi tocca farla ogni 15 giorni e lo farò finchè campo. Questo da quando mi hanno operato al cuore (3 volte). Evita quindi di somatizzare, te lo dice uno da da queste cose ci è già passato. Adesso non toccarti i coglioni, non serve a nulla. Serve molto invece avere fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità. E se gli USA non ti vogliono, cazzo Alain, il mondo è grande………..
http://www.sambenedettoggi.it/2010/02/01/86751/di-pietro-a-roma-leone-nel-piceno-poltrone/
Ma si ritornatene in Italia che ti insegno a fare le pizze…………..!!!
oltre agli usa ci sono :
canada
gran bretagna
francia
germania
australia
spagna
austria
norvegia
svezia
danimarca
olanda
irlanda
e come vedi nessuna di queste è la schifosissima italia
quindi sta sereno e felice che comunque vada ci guadagni !
credo che hai bisogno di uno psicologo…bravo !
non donna e fortemente deciso….
Scusa, mi permetti una domanda? Cosa intendi nello specifico per “precariato esistenziale”?
Grazie.
PS: il vino irlandese mi aveva insospettito nonostante http://www.eurobacco.eu/EUROBACCO/ViniEUROPEI/Vini_Irlanda.htm
Bellissimi i commenti qui sopra
Dalla mia ti dico che, se davvero vuoi stabilirti a NY, il passo successivo è l’evoluzione da visitor a resident. Insomma smetti di vivere accampato a NY e metti lì le tue radici (no, non quelle che hai appena pensato – ho già letto la risposta n. 3). Coraggio, costruisci qualcosa che ti leghi fortemente al luogo, rendi NY il tuo “posto in cui tornare”
Alain, sono Gilioli de L’espresso e di Piovono rane. mi puoi contattare urgentemente per favore alla mail che ti ho inserito nella form?
Grazie
quanto mi fanno girare i coglioni quelli che ti guardano scettici e ti fanno quelle domande, come a dire che sei scemo te perche’ hai problemi col visto!
Li possino!
palbi
PS: questo comunque da un po’ la misura di che roba straordinaria sia stata la nascita della UE. Cara ci costo’…ma se pensi che uno praticamente si puo’ trasferire alle Baleari o nella Foresta Nera con poca + fatica che se cambiasse comune!!
sono vent’anni che vivo in una condizione di precariato esistenziale….
heheheheh
aniela
Ciao Alain, ti capisco bene purtroppo!
“E’ difficile spiegare” come dice la Mannoia…che ci vuoi fare?