Nel weekend sarei voluto andare nella Repubblica Dominicana ma dopo tutto quello che è successo ad Haiti non mi pare proprio il caso per cui nonostante il weekend lungo (eventualità rara) credo che rimarrò in città. Anzi se vi viene in mente qualche idea suggeritela pure… Una qualsiasi cosa che vi piarebbe fare nel raggio di 2500 Km se foste al posto mio. Oh, però non ve ne uscite con le cascate del Niagara o Washington!… che sia qualcosa di adatto ad un maschio single trentenne (anzi ormai 31enne… porco zio)
Già che ci siete colgo l’occasione per fare insieme due considerazioni. Fatemi fare un pò il discorso/sogno di quello che dice: “chiudo tutto e apro un chiosco di gelati in riva al mare in Brasile”…
Solo per l’automobile in Italia sostenevo le seguenti spese mensili fisse:
- Euro 250 di Benzina
- Euro 100 di Bollo/Assicurazione più qualche eventuale multa
- Euro 150 di manutenzione ordinaria, materiali di consumo più bottarelle occasionali (le bottarelle che fai CON la macchina, non quelle che fai IN macchina che sono un capitolo di spesa a parte)
- Euro 100 di ammortamento del mezzo (in 10 anni ti ci compri una Panda nuova o una Golf usata senza considerare gli interessi)
in tutto fanno 600 Euro al mese spesi solo ed esclusivamente per l’automobile.
Se a questo aggiungiamo le marlboro, il telefonino (che costa quasi come mantenere un motorino), i vestiti firmati e le altre spese superflue si arriva paurosamente a sfiorare la cifra che mensilmente si guadagna PRIMA ANCORA di affrontare i capitoli di spesa indispensabili e primari e cioè: vitto, alloggio, salute ecc.
Allora chiedo io: se invece di lavorare sempre di più uno volesse cercare di spendere sempre di meno? Vale la pena di ammazzarsi di lavoro una vita intera? A cosa serve guadagnare molto se poi non si ha il tempo per vivere?
La mia non è la generazione dei miei nonni che si è liberata e riscattata grazie al lavoro. La mia generazione è schiava di se stessa e lavora solo per inseguire lo stile di vita farlocco imposto da 20 anni di televisione.
Silvano Agosti, il poeta ideologo della giornata lavorativa di 3 ore, mi ha colpito nel profondo e così ho voluto coniare un motto che sinteticamente descrive il mio obiettivo: Guadagnare poco, lavorare pochissimo.
Pensate ad una vita in cui c’è il tempo per leggere, per imparare a suonare uno strumento, per prendersi cura di se stessi, per studiare una nuova lingua… Certo non avremo i pantaloni D&G o il giubottino Moncler, ma volete mettere?
So che detto da uno che vive a New York suona strano… ma se dovessi tornare in Italia questo motto diventerebbe un mantra, uno slogan che rappresenta un obiettivo di vita.
Del resto non vedo per me (e forse anche per noi tutti!) altra alternativa plausibile.
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Tags: alain, riflessioni
Un giretto in Canada non sarebbe male, potresti andare in Florida ma non fa troppo caldo in questo periodo
Un mio vecchio obiettivo erano le Maldive (volo diretto da NY) ma non saprei com’e’ adesso e poi non e’ di sicuro economico.
Altrimenti New Orleans deve essere interessante (ma forse sfori i 2500km … non so).
Comunque incomincia a studiare qualcosa di carino da fare sull’asse Torino-Martinsicuro …. del tipo “internet-soldi pochi-lavoro anche meno”
PENSA CHE E’ SEMPRE STATO IL MIO MOTTO (O FORSE MI HANNO EDUCATA COSI’), SPENDERE POCO! SE 6 PARSIMONIOSO RIESCI A FARE MOLTE PIU’ COSE.
INOLTRE NON HO MAI AVUTO VESTITI DI MARCA, NON MI E’ MAI IMPORTATO, CHE POI MICA SONO PIU’ BELLI DEGLI ALTRI!
QUANTE VOLTE, SENTENDO I DISCORSI (E I LAMENTI) DELLA GENTE MI SONO CHIESTA: MA NON SI ACCORGE CHE SPENDE + DI QUEL CHE GUADAGNA? TANTO VALE STARE A CASA CON I GENITORI, PIUTTOSTO CHE ANDARSENE E FAR PAGARE L’AFFITTO A LORO, MENTRE TU SPENDI TUTTO QUEL CHE GUADAGNI X LE BOLLETTE E IL CIBO…BOH
Ok io sto tentando di metterlo in pratica da un po’. Ho tagliato ad esempio le cose firmate e ho ampliato le spese per libri,dvd, e le cose che mi piacciono. Il problema principale è che siamo all’interno di un mercato. Mi spiego meglio. Devi lavorare anche per pagare quelle cazzo di spese di riscaldamento, le spese condominiali ecc. Tutte cosa di cui uno farebbe volentieri a meno (anche perchè la metà di quello che una paga finisce nelle tasche dell’amministratore). E scatta la domanda: ma vale la pena vivere in una grande, costosa, inquinata città come Milano? Ho letto di un inglese che ha lasciato Londra, ha preso casa nelle Shetland (isole Inglesi a nord della scozia) e campa ritoccando foto (con il pc). Un grande!!!
Ogni tanto mi chiedo, ma qual’è la differenza tra noi e i polli in batteria? I polli in batteria mangiano, producono (uova e cacca che adesso viene utilizzata come combustibile) e devono mangiare sempre di più per produrre sempre di più. Poi quando smettono di produrre uova e cacca, non servono più. Arriva un’altra generazione ed il ciclo ricomincia……….. Noi invece? Utili doppiamente, come lavoratori e come consumatori. Se non lavori e non consumi sei cacca. Non servi a nessuno…………….
M’hanno riferito che quella Stefania è proprio bona.
250 euro di benzina almese?!?!
Ma che avevi l’Hummer?
Spia: buono a sapersi.
Gianni: non capisco il tuo stupore. Ecco i numeri:
250 Euro a settimana = 185 litri (1.35 euro/litro)
185 litri = 2775 km/mese = 33.300 km/anno (15 km/litro su percorrenze miste)
Tutti i numeri di questo post sono conservativi… avrebbero potuto essere anche peggio.
La macchina è una 1600 cc 110CV dai consumi paragonabili a tutte le altre della stessa categoria: (Mazda MX5).
In genere il discorso è questo: chi guadagna un pò di più prende una macchina un pò più grossa, chi guadagna meno la prende un pò più piccolina ma alla fine spendono tutti il 50% dello stipendio.