L’oceano in una stanza

Non ricordo bene dove o come mai ma mi trovo in strada, ed apro una porta per poi entrare in una grossa stanza.
Nella stanza è sera, quasi notte, e dentro c'è una spiaggia enorme!
Il mare non è ancora in tempesta ma è minaccioso e molto molto scuro. La sabbia sotto i piedi quasi nera.

Mi guardo intorno pensando come sia possibile avere una spiaggia intera in una stanza. Poi noto un rumore, un rombo cupissimo.
Non è il mare, ma allora cos'è? Viene da sopra e allora rivolgo lo sguardo al cielo, anzi, al tetto di quella stanza incredibile.
Per via del buio il tetto non è visibile, ma si intravede un enorme, gigantesco, mastodontico ventilatore che aspira aria verso l'alto.

A quel punto mi spavento: solo in una stanza su una spiaggia di sabbia nera, col mare quasi in burrasca e con sto ventilatore sopra la testa che non vedo ma che fa un rumore angoscioso, una specie di ululato spettrale.
Mi spavento così tanto da svegliarmi. Sono le sei e trenta del mattino e dormo appena da tre ore.
E' ufficiale ormai: dormo poco. E male. Devo fare più sport.

Benvenuto a New York.

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