Mi mescio

Il post del venerdì sera non è così comune eh…
E’ che non so dove cazzo andare. O meglio, ci sarebbero dei posti ma non me la sento e poi fa anche freddo.
Sono qui a casa che monto un DVD sul coast to coast e leggo i blog degli altri. E sai che ti dico? Quasi quasi mi mescio un bel Jameson on the rocks.

Va beh… intanto ho ordinato tre libri dall’Italia. Essi sono:

Adesso basta. Filosofia e strategia di chi ce l’ha fatta – Simone Perotti – ISBN 9788861900851

Ne abbiamo abbastanza. Lavorare per consumare non rende felici. Lo sappiamo tutti, ma come uscirne? Cambiare vita da soli sembra una scelta troppo faticosa. Addirittura impossibile. Invece no. Il downshifting (“scalare marcia, rallentare il ritmo”) è un fenomeno sociale che interessa milioni di persone nel mondo (complice anche la crisi). Ma non si tratta solo di ridurre il salario per avere più tempo libero. Simone Perotti propone qui un cambio di vita netto, verso se stessi, il mondo che ci circonda, le abitudini, gli obblighi, il consumo. La rivoluzione dobbiamo farla a partire da noi, riprendendoci la nostra vita per essere finalmente liberi. Come ha fatto l’autore, che racconta la sua esperienza entrando nel merito delle conseguenze economiche, psicologiche, esistenziali, logistiche. Dire no non basta per essere felici. L’insicurezza economica cui andiamo incontro è anche un’occasione per ripensarci.


Lettere dalla Kirghisia due anni dopo – Silvano Agosti – ISBN 9788817017022

La Kirghisia è il paese dell’utopia realizzata: qui i desideri e le necessità degli esseri umani vengono messi al primo posto, qui gli adulti lavorano non più di tre o quattro ore al giorno (per avere abbstanza tempo a disposizione per vivere) e i bambini e i ragazzi crescono giocando e apprendendo senza sforzo e senza scuole tutto ciò che attira il loro interesse. Da questo luogo del cuore nel centro dell’Asia, il narratore invia messaggi agli amici, raccontando una vita più serena e una saggezza profondamente umana che solo per viltà ci ostiniamo a considerare irraggiungibile. La Kirghisia è vicina: basta volerla costruire

Scappo via! Paradisi esotici dove vivere alla grande con meno di 1000 euro … – Attilio Wanderlingh – ISBN 9788895178684

Chi non sogna di fuggire dall’Italia da solo o con la propria famiglia? Ognuno pensa alla propria fuga, per sempre o solo per qualche mese all’anno, apinto da tanti e diversi motivi. Perché anche con mille euro al mese qui non ce la si fa più; perché l’età avanza e bisogna godersela; perché, all’opposto, si è troppo giovani per arrendersi ad una vita piatta e di sacrifici.

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8 Responses to “Mi mescio”

  1. pluto says:

    ho letto quello di silvano agosti, e’ bello fa sognare per un po

  2. cesare says:

    Domani mi compero questo!
    Scappo via! Paradisi esotici dove vivere alla grande con meno di 1000 euro

  3. Giovanni says:

    Scusa, ho letto da qualche parte che poi torni in Italia? Ho capito bene? Hai preso forse l’influenza e deliri?

  4. Giovanni: non essendo titolare di carta verde e non essendoci nessun modo praticamente possibile per ottenerne una il fatto di dover tornare non è questione di “se”, ma questione di “quando”.

  5. Giovanni says:

    Non lo sapevo. ma come mai mi hanno inseguito su internet per mesi volendomi dare la carta verde e poi invece chi già ci lavora non la danno? Non riesco a capire. Avevo letto che gli USA incentivano l’immigrazione, specialmente quella di qualità.

  6. Giovanni:
    nessuno ti ha mai rincorso per darti la green card… credimi. Quelle che ricevi sono e-mail di spam che ti offrino un servizio a pagamento che invece è normalmente gratuito per tutti (diversity visa, cioè la famosa lotteria).
    Il mio status attuale è di non-migrant, cioè lavoratore non migrante. Per gli USA sono qui temporaneamente, in altre circortanse potrei anche arrivare a stare in questo status 10 o 15 anni ma non cambierebbe nulla ai fini della carta verde.
    E’ vero che gli USA incentivano l’immigrazione di qualità (altri miei amici hanno avuto la carta in 6 mesi) ma questo non è certo il mio caso. Io non sono di qualità sufficente.
    Infine, per quanto riguarda i lavoratori generici senza nessuna specializzazione non esiste nessun modo di entrare in america e lavorare legalmente. L’unica opportunità è quella di farlo illegalmente diventando clandestini. Questo fenomeno dei clandestini è molto diffuso ed è tollerato dal governo solo perchè fonte inesauribile di manodopera operosa e silenziosa che lavora senza fare domande o reclamare diritti elementari.
    Questa non è l’italia. Qualsiasi raffronto tra le due nazioni non ha nessun senso.
    Ciao

  7. Giovanni says:

    Alain. Mi ricordo di avere compilato un modulo, proprio per la Green Card. Avevo dato tutti i miei dati, nome, cognome, luogo di lavoro, professione, email ecc ecc. Questo è quello che ricordo. Beh comunque posso dirlo che mi spiace che una persona come te non abbia tutte le porte aperte negli USA? Ciao e buon week end. Qui sono le 9 del mattino di una consueta giornata di merda milanese. Però è Venerdì e noi assicuratori possiamo smammare già a mezzogiorno…………..

  8. Giovanni says:

    Guada che adesso quando apro il Tuo sito arriva anche la pubblicità della Green Card. Tra le altre cose recita (me lo sono segnato aspetta che vado a vedere):

    “un richiedente deve possedere O un diploma di scuola secondaria superiore – o suo equipollente -, definito negli Stati Uniti come il completamento di un corso di studi di 12 anni di istruzione elementare e secondaria; OPPURE due anni di esperienza lavorativa nell’ambito degli ultimi cinque anni in una professione che richiede almeno due anni di formazione professionale o di tirocinio per poter esercitare. O*net OnLine la base dati del Ministero del Lavoro statunitense, determinerà le professioni che richiedono almeno due anni di formazione professionale o di tirocinio per esercitare. ”

    quindi TU rientri nei parametri. Credo

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