E’ l’insensatezza della vita che obbliga l’uomo a crearsi un proprio senso. I bambini iniziano a vivere con un senso immacolato di stupore, la capacità di provare felicità assoluta di fronte a qualcosa di così semplice come il verde di una foglia, ma quando crescono la consapevolezza della morte e della dissoluzione inizia ad incidere sulla loro coscienza, ad erodere piano piano la loro gioia di vivere. Quando un bambino diventa adulto inizia a vedere ovunque morte e dolore ed inizia a perdere la fede nella fede e nella bontà instrinseca dell’uomo. Ma se è abbastanza forte – e fortunato – egli potrà emergere da questo crepuscono dell’anima nonostante l’insensatezza della vita. Potrà forgiarsi un nuovo modo di vedere il mondo: non tornerà mai puro e stupito come quando era bambino, ma darà forma a qualcosa in grado di sostenerlo.
Stanley Kubrick
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