Facebook: siamo alla follia
lunedì, novembre 30th, 2009Ormai se si deve fare qualcosa di politico su Internet è inevitabile dover ricorrere a Facebook per cui mi sono fatto un account apposta per l'evento del No B. Day usando lo pseudonimo "Remo La Barca".
Niente amici, niente foto, niente cazzate, niente di niente... mi serviva solamente creare un evento al quale gli altri utenti di facebook potessero iscriversi.
E' andato tutto bene per un pò, ma da qualche giorno a questa parte ho dei problemi nell'aggiungere dei commenti in bacheca.
Mi viene chiesto di risolvere un capcha e, pur risolvendolo con assoluta certezza, me ne vengono riproposti altri all'infinito. Dopo decine di tentativi rinuncio e passo all'alternativa del capcha audio (prima volta in vita mia).
Da un sottofondo di voci francamente abbastanza inquietanti escono fuori dei numeri. Se pur con qualche dubbio li inserisco ma niente, non va bene. Il commento rimane ancora interdetto.
Disperato noto un ultimo suggerimento: "vuoi sbarazzartene? verifica il tuo account!"
Voglio sbarazzarmene si! Clicco e indovina cosa mi propongono? Di mandarmi un SMS al mio numero di cellulare per verificare la mia identità!!!
Ma queste sono estersioni vere e proprie. Siamo arrivati alla follia pura. Ma dico, ci rendiamo conto di cosa stiamo facendo??? "O mi dici chi sei o non puoi fare una protesta!..." I rapporti sociali (e addirittura quelli politici) regolati e monitorati da terzi.
Orwell non se lo sarebbe mai immaginato che per imbrigliare un popolo, anzi una civiltà, sarebbero bastati quattro indovinelli del cazzo e le foto del mare della vicina di casa.


