Morte di un innocente

L'altro giorno ho fatto una battuta sugli sganassoni presi dentro le caserme in Italia e neanche a farlo apposta il giorno dopo salta fuori la tragica storia di Stefano Cucchi. Purtroppo come si è visto c'è poco da scherzare!

Di sicuro lo conoscete un Carabiniere o un Poliziotto. Di sicuro in privato vi avrà raccontato dei giornali arrotolati, degli asciugamani bagnati e di tutti gli altri accorgimenti che si usano nelle caserme per bastonare i detenuti senza lasciare loro addosso i segni.
Quasi certamente da ragazzi voi stessi o qualche compagnetto di banco avrete preso un ceffone da un agente. Io mai (perchè da ragazzo non avevo vizi) ma un mio compagno di classe disabile fu sorpreso da due in borghese mentre fumava una canna e oltre alla denuncia rimediò anche uno schiaffone in faccia. Che vigliaccheria... non me lo dimenticherò mai.

Attenzione non mi fraintendete io non sono anarchico e non ho pregiudizi nei confronti della Polizia.
Dico semplicemente che i comportamenti scellerati e criminali di alcuni non possono infangare il nome delle forze dell'ordine e dello stato. Quanti maltrattamenti, quanti abusi, quanti OMICIDI devono compiersi prima di vedere qualcuno finire in galera?

Un'altra considerazione.

Premesso che anche Bin Laden avrebbe avuto diritto ad un equo processo e ad un trattamento civile, chi era in realtà Stefano Cucchi? Aveva mai fatto del male a qualcuno? Qual'era la sua colpa?
Io non capisco perchè chi decide autonomamente di usare questa sostanza piuttosto che quella debba essere punito dalla legge. A scuola mi hanno insegnato che la libertà di ciascuno finisce dove comincia quella dell'altro: Stefano Cucchi ha mai invaso la libertà di qualcun'altro? Io dico di no. Io dico che per la legge probabilmente era colpevole, ma dico pure che questa legge è sbagliata perchè rende colpevoli dei perfetti innocenti.

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6 Responses to “Morte di un innocente”

  1. ela Says:

    I totally agree!!!!

  2. palbi Says:

    una storia infame. Di quelle per cui magari si trovera' pure un capro espiatorio su cui versare tutta la colpa...ma se ci pensi bene quante persone avrebbero potuto aiutare quel ragazzo? Io dico decine se non addirittura centinaia in qualche modo erano a conoscenza di quanto stava succedendo in quei 6 giorni d'inferno. Colpevoli tutti, gli omertosi quanto le male marce secondo me

  3. Luca Says:

    Completamente d'accordo. Questa storia mi sembra la replica dei fatti accaduti a Federico Aldrovandi.
    Scandaloso!

  4. Paul Says:

    Il giorno che anche tu avrai un familiare ammazzato da qualcuno che prima di mettersi alla guida ha deciso di usare "questa sostanza invece che quella" , perchè la sua libertà iniziava dove finiva quella del tuo familiare allora, e solo allora, potremo riparlarne.

    P.S. tra le sostanze ci metto anche l'alcol!

  5. Dora in USA Says:

    Trovo assurdo che una persona muoia mentre si trova in custodia dello stato e non si possa sapere cosa sia successo, i genitori non lo possano vedere, non gli possano parlare e regga l'omerta' piu' schifosa.
    Una cosa cosi' non si potrebbe tollerare, nemmeno se questa persona avesse commesso reati atroci, e cosi' non e'.

  6. Alain De Carolis Says:

    Paul,
    mi pare che tu ti sia risposto da solo: come mai alcune sostanze sono vietate mentre altre come l'alcool (responsabile di quasi tutti gli incidenti causati da abuso delle stesse) sono vendute liberamente, pubblicizzate se non addirittura idolatrate?
    Potresti rispondere alla mia domanda applicando una logica inversa e dirmi: "il fatto che l'acool sia consentito e che lo stesso causi tanti morti dimostra che è giusto vietare le sostanze e che bisognerebbe vietare anche l'alcool oltre alle altre che già lo sono".

    Ebbene i fatti smentiscono questa seconda ipotesi. Proprio qui negli Stati Uniti è stato effettuato forse l'unico grande esperimento di proibizionismo dell'alcool e i risultati sono stati catastrofici: il consumo è diventato clandestino e quindi ancor più insidioso, è nata la mafia, la piaga sociale creata dall'alcool è cresciuta anzichè scomparire. Risultato? Fine del proibizionismo e ritorno al CONSUMO REGOLATO DALLO STATO di alcool.

    E le altre sostanze? Il proibizionismo vero delle altre sostanze nasce anch'esso qui in America nel 1971. Da allora il consumo è diventato clandestino (lo sapevi che numerosi personaggi importanti - uno per tutti il Dott. Freud - erano dichiaratamente ed apertamente utilizzatori di sostanze stupefacenti?), la mafia ne trae profitti inimmaginabili che poi vengono riciclati in una miriade di altre attività nocive alla collettività, la piaga sociale è cresce anzichè diminuire e continua a farlo anno dopo anno al punto che gli Stati Uniti stessi stanno ritornando sui propri passi dichiarando la politica proibizionista un fallimento totale e cominciando a valutare altre ipotesi.

    Caro Paul, se vuoi contestare efficacemente quello che scrivo devi farlo allargando un pò di più la prospettiva: gli omicidi colposi, qualunque siano causa ed eventuali aggravanti, sono già puniti dalla legge!
    Mi sembri uno di quelli che vuol risolvere il problema della prostituzione mettendo i divieti di fermata lungo le strade.

    Analizziamo piuttosto le cause dei problemi! Cerchiamo di capire che forse è opportuno accettare un male minore per evitarne uno maggiore.
    Io rimango convinto di ciò che dico: chi si droga - pur commettendo un reato - rimane una persona innocente perchè nuoce (eventualmente) soltanto a se stessa.

    P.S.
    Grazie per i graditi auguri. Gran classe!

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