Flash di un weekend Newyorchese

Flash n.1: sono seduto su una vespa originale del 1964, tenuta come se fossimo nel 1965. La sella con le molle. Fumo una sigaretta sbuffando verso l'alto. La vespa è uno dei due proprietari di Giano, il bel ristorantino italiano tra Alphabet City e l'East Village. Ogni tanto esce qualcuno a parlare, ogni tanto una battuta, una risata... tutti Italiani. Sembra di stare a casa. Arriva un taxi giallo e prima che si fermi il proprietario della vespa si precipita per aprire la portiera alle due giovani ragazze dell'Est, che scendendo ridono a crepapelle compiaciute dal galante gesto.
Tre femminoni sudamericani, uno vestito di giallo, uno di blu, uno di bianco, cianciano in spagnolo su come e dove proseguire la serata. La gialla si avvicina alla vespa per chiedere un accendino. Ottiene la "minerva" (come mi piacciono questi termini italiani dialettali/arcaici). Qualcuno mi domanda con quale colore mi sarebbe piacuto terminare la serata. Tough call! Ci penso un attimo e rispondo: "verde!".
Poco dopo siamo al Nikki Beach, musica a tutto volume e bicchiere in mano: My dream is to fly over the rainbow, so high...

Flash n.2: Con altri amici a central park trovo per caso lo spazio allestito dalla "Central Park Dance Skaters Association".
Una roba fuori dal tempo. Siamo negli anni '80. Musica anni '80. Pattini anni '80. Vestiti anni '80. Sotto gli occhi estasiati di passanti e turisti si balla e si gira...  ho visto fare delle cose coi pattini che non pensavo fossero possibili. C'era gente brava davvero... La musica trasmessa artigianalmente sui 107.9 MHz Stereo.
Bellissimo il vintage ma c'è un problema: erano vintage anche le donne. La più giovane avrà avuto 45 anni, ma c'erano anche delle 65enni sui pattini. Il leader dell'organizzatore ne avrà avuti anche di più: credo 70 anni suonati e codino lungo, 4 orecchini, anelli su tutte le dita e pattini viola in tinta con maglietta e cintura dei pantaloni.
Mi sono infilato i miei skates senza aspettare un secondo ho ballato per oltre un'ora. E' stato un viaggio nel tempo. Quei ragazzi (ex-ragazzi) hanno visto e fatto quello che noi oggi possiamo solo immaginare: la new york vera degli anni '70.

Flash n.3
: Siamo al 230 Fifth Avenue (tanto per cambiare).
Due nepalesine, due koreane, una turca, una taiwanese. Dopodichè un indiano, un koreano, un romano e un martinsicurese (io). Cicchettini e drinchettini vari. Il romanaccio è un personaggio incredibile che ho conosciuto per caso ad astoria. Ha la mia età ma frequenta le università per cui dispone di un giro sempre rinnovato di studentesse di ogni dove.
Dopo il 230 si va al Green House.
Entrare al Green House è stato come entrare all'inferno, mancava solo Satanasso in persona. Aria di perdizione. Femmine bone che pomiciano tra loro, maschi vestiti da femmina, moltissimi ragazzi a petto nudo, atteggiamenti espliciti in mezzo alla pista da ballo. Musica cattivissima.
A fine serata la musica si addolcisce un attimo ed il romano (ex maestro di ballo) assieme alla turca si esibisce in una performance facendo il largo sulla pista da ballo come neanche John Travolta.
Le nepalesine, abituate ai climi rigidi dell'Himalaya, si scatenano e tanto per non sentirsi a disagio si mettono anche loro a pomiciare. Bene così.
Mi giunge notizia che una delle due nel tornare a casa ha successivamente causato il rallentamento di un treno della linea 7 perchè è inciampata nel gap! Fortunatamente illesa.

Flash n.4: Giretto a Roosevelt Island in bicicletta e pranzo a base di Sushi con una amica dottoressa che riferendosi all'Italia fa: "certo che sarà difficile riadattarsi...".  Eh già, sarà difficile si! L'isola bella come sempre. Clima ideale.
Di rientro nel Queens guardo la gente. The people.
A Long Island City quasi tutti ispanici o neri e nonostante la mia diversità mi sento a casa, come se un posto del genere fosse stato pensato apposta per me.
Ma che palle una nazione in cui siamo tutti uguali! Una nazione senza nepalesine.

Un lettore di qui (incredibilmente c'è anche gente che mi legge da new york) mi ha chiesto a chi mi rivolgo in questi miei post discorsivi. La mia risposta: boh!

Ciao belli. Chiunque voi siate

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2 Responses to “Flash di un weekend Newyorchese”

  1. jhon Says:

    ciao!!

  2. Patrix Says:

    ahah... fantastico! :)

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