Charles Bukowski – Jack Kerouac de noiartri
Beccatevi un altro post psichedelico/introspettivo. E zitti eh! Non sono ammessi commenti moralisti, critiche o buoni consigli.
Scusate... scusate se non scrivo con la necessaria assiduità ma torno tardi e non riesco proprio.
Durante il giorno non ho la stessa ispirazione che ho la sera o meglio di notte. Se scrivo di giorno escono solo post troppo lucidi, puritani ed obiettivi. Due palle sul marcio della politica italiana o sull'inevitabile doloroso destino che ci attende tutti.
I post migliori, quelli notturni, sono truccati dall'alcool, mossi dalla solutidine, coloriti da quelle pulsioni animalesche che ci rendono umani (non uomini!) e che ci accomunano tutti (tutti tutti... anche te che leggi storcendo il naso e che non ammetterai mai che in fondo ho ragione).
Capita a volte che durante la serata mi venga voglia di scrivere. Può succedere mentre cammino senza meta per tutta lower Manhattan, mentre assisto ad un concertino Blues, mentre vedo salire (e poi scendere) una giapponesina alta dentro la metro.
Capita di voler scrivere senza poi poterlo fare, e allora ti sforzi di memorizzare quella frase, quello spunto, quella sensazione. Ovviamente non ci riesci perchè quando è ora e ti siedi per farlo è svanito tutto nel nulla: lower Manhattan è solo un luogo geografico come tanti, quel Blues era soltanto musichetta come se ne può sentire in ogni dove, la giapponesina in fondo non era poi così alta e nemmeno così bella.
In questi giorni (incerti) passo nel giro di poco da "The Köln Concert" di Keith Jarret (parte I, minuti 4:00 - 10:00) a "Smack My Bitch Up" dei Prodigy (tutta la canzone).
Ho cominciato a sfumacchiare Marlboro a 27 anni. A bere Irish Whiskey (con la E!) a 30. Presto il primo tatuaggio e se tutto va bene (o male) potrei sperimentare anche qualche altra esperienza seria... una di quelle usate nelle cerimonie religiose Messicane degli ultimi 3000 anni. Qualche cinquantenne nostalgico alzi la mano per favore, mi piacerebbe diventare il Charles Bukowski / Jack Kerouac de noiartri.
Ma veramente sto viaggio Newyorchese è un viaggio di sola andata? Mi sa di si, e bisogna arrivare fino all'ultima stazione.
Ovunque essa sia.
Buona notte a tutti. Anzi no.
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Tags: alain
settembre 6th, 2009 at 11:18 am
Che lavoro fai a New York?
settembre 7th, 2009 at 7:07 am
Quale sara sto tattoo? Dove lo farai?
settembre 7th, 2009 at 5:48 pm
Bello il tuo blog,davvero bello,non me lo aspettavo!
Beh sei un creativo...questo si percepiva!
Baci dalla Cia !!!!!!!!!!!!
settembre 7th, 2009 at 5:50 pm
ps:avrei voluto salutarti...ma tanto torno...kisses
settembre 7th, 2009 at 11:30 pm
giancarlo: programmatore
marina: ci penso da mesi. Per ora penso alla parte interna dell'avambraccio sinistro. Cosa tatuare è ancora fonte di discussione tra le varie componenti della mia psiche
Joseph: salutami chi sai tu