Ecco perchè non voto l’Italia dei Valori

seconda parte

Le mie opinioni su Berlusconi e sul Berlusconismo non sono certo un segreto.
Chi mi conosce, o chi legge il blog sa come la penso. La dice lunga solo il fatto che sono stato io quello che in qualche maniera ha fatto riemergere dal nulla le pagine originali de "la Padania" che accusavano Silvio di riciclare i soldi della mafia.
Penso di poter affermare senza il timore di venir contraddetto di NON essere un Berlusconiano.
Questa premessa mi pare indispensabile per ribadire che quanto sto per scrivere non è dettato da ideologismi, antipatie o preconcetti bensì dalla voglia di misurare sulla base dei fatti l'onestà e la coerenza dei nostri onorabili rappresentanti istituzionali.

Vi presento pertanto un video che ho trovato in rete che tratta argomenti di cui si parla troppo poco e da cui Antonio Di Pietro si difende a mio avviso vagamente e senza la dovuta trasparenza che fatti del genere meriterebbero.

Nel documento si spiega come il Sig. Mario Di Domenico, che assieme alla Sig.ra Mura e allo stesso Di Pietro diedero vita al partito dell'IDV, fu estromesso per poi essere sostituito dalla moglie di Di Pietro a causa delle divergenze nate circa la gestione del rimborso elettorale.
Viene inoltre evidenziato il fatto che l'ex PM Molisano sia riuscito in pochi anni ad accaparrarsi le proprietà di numerosi immobili e che due di questi venivano dati in affitto ad inquilini eccellenti: le sedi del suo stesso partito!
Le vicende narrate nel video sono state oggetto di un procedimento Giudiziario che è sfociato in una archiviazione.
Verrebbe da pensare che se la magistratura ha chiuso il caso vuol dire che tutto va bene... ma non si era forse detto che oltre al giudizio della magistratura esiste anche un giudizio politico?
Che giudizio politico possiamo dare ad una persona che affitta al partito che dirige un appartamento di sua proprietà?

Cominciai a sospettare dell'IDV quando seppi che nonostante le perplessità dei militanti Di Pietro decise di imbarcare nel partito Augusto Di Stanislao un politico reduce dall'incarico di Responsabile Regionale dell'UDEUR e capace di cambiare casacca due volte nel giro di pochi mesi.
Non è l'unico caso. Dal video si evince infatti che oltre a Di Stanislao altri fulminati sulla via di Damasco (tra cui qualche soggetto Campano tutt'altro che rassicurante) siano fuoriusciti dall'UDEUR per poi passare all'IDV.

Siccome i miei sospetti invece che attenuarsi si amplificano sempre di più mi piacerebbe ottenere dei chiarimenti dalle persone oneste che formano la base del partito.
Tra questi ricordo il mio amico strettissimo ed ex collega Mirko Amabili, musicista di rango e persona da me stimatissima, di recente candidato alle Comunali con IDV.
Oppure che ne so, Davide Cecchini, semplice conoscente mio compaesano e coetaneo che non ho avuto mai il piacere di conoscere più a fondo, Candidato alle Provinciali con IDV nonchè supporter di Augusto di Stanislao.
Infine, perchè no?, mia madre, che trovo ancora nell'elenco dei coordinatori di zona dell'IDV.

Cari ragazzi, cara mamma, vi chiamo in causa perchè affiliarsi (o candidarsi) ad un partito non vuol dire solamente contare i voti una volta finiti gli scrutini, vuol dire anche metterci il nome, metterci la faccia. E quando sono richieste dare delle spiegazioni.
Per me, cittadino qualunque, l'IDV siete voi  ed è quindi a voi che mi rivolgo.

Spero si riesca ad intavolare una discussione costruttiva su questo argomento che se pur meno scabroso ritengo interessante almeno quanto gli argomeni incentrati sulle vicende personali di Silvio Berlusconi.

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13 Responses to “Ecco perchè non voto l’Italia dei Valori”

  1. Antonio Says:

    Ancora con queste storie trite e ritrite da Libero ed IlGiornale.
    Di Pietro ha risposto in diversi post che trovi su internet, ma purtroppo viviamo in una nazione in cui la stampa e le TV non funzionano.
    Perchè non ti chiedi come la i giornali della famiglia Berlusconi attaccano di continuo Di Pietro ed il partito ?
    Ti rispondo io, perchè a forza di sparare 1 articolo al giorno c\\\'è gente che ci crede e non troverà mai repliche per evidenziare che sono bufale.
    Spara oggi e spara domani riesci a togliere voti al partito.
    IdV non è un partito perfetto perchè non esiste l\\\'uomo perfetto ed i partiti sono formati da uomini. A volte Di Pietro ha fatto cazzate anche perchè consigliato da personaggi di partito che si son dimostrati degli autentici democristiani.
    Ma da qui a dire che è un partito uguale a quello del mafioso, p2ista, corruttore, pedofilo e puttaniere ci passa molto.

  2. Alain De Carolis Says:

    Il mio voto Di Pietro lo ha perso nel momento in cui ha candidato Augusto Di Stanislao.

    So benissimo che Berlusconi deve aver visto queste vicende come una manna dal cielo e che le pubblicizza il più possibile. Mi stupirei del contrario!
    Cio non toglie però, che più cerco smentite su questa storia e più invece trovo conferme.

    Infatti, Di Pietro nel 2007 dichiarava: "Gli immobili di Milano e di Roma attualmente adibiti a sedi del partito sono intestati ad un’apposita società a me facente capo e sono stati da me messi a disposizione del partito stesso che mi rimborsa le spese in misura significativamente minore rispetto ai normali canoni."

    Per carità, nulla di penalmente rilevante ma è questo l'esempio che dovrebbe dare chi svolge la funzione di moralizzatore della politica italiana?
    Mi compro 2 appartamenti e ci metto dentro le sedi del mio partito... complimenti!

    Non mi era mai passato per la mente di pensare che IDV fosse stato un partito di soli santi...con questo dove vorresti arrivare?
    Anche Forza Italia è un partito fatto di uomi e al suo interno ci sono molte persone per bene.

    Se hai dei link a dei documenti (come questo ad esempio) postali pure. Li leggerò molto volentieri ma ho paura che il succo della questione non cambi: comportamenti penalmente irrilevanti ma fortemente discutibili e moralmente opachi.

    Alain

  3. Dominicucce Says:

    La costituzione ha un bug, un difetto primordiale: la mancanza di un limite al numero di elezioni a cui puo partecipare un cittadino. Un limite oggi di buon senso che forse non e\' stato valutato 60 anni fa. Lo stessa ristrettezza di vedute che si e\' avuta nel fare le autostrade a due corsie e oggi se non hai un Tir ti devi arcummana\' l-anime a lu diavule si ve rriva\'.
    Il giudizio politico non conta nulla anzi non esiste oppure e- alla stregua della morale cattolica oggigiorno sempre piu evanescente. L\'unico giudizio e\' personale basato sui fatti, le opere o le omissioni. Amen

    ps togli sto tamagoci che e- in fondo alla pagina chi vuoi che abusi del Leave a reply e invece un continuo replay try again e vai coi numeri

  4. may Says:

    ma gli accenti sono diventati un optional ???

  5. Mirko Amabili Says:

    Carissimo Amico mio,

    innanzitutto ti ringrazio per la stima, che ovviamente ricambio, riposta sul tuo blog ormai diventato un punto di riferimento per molti, me compreso.

    Tu mi chiedi un chiarimento su dei fatti di cui io non posso entrare nel merito, perché come te non ne conosco le dinamiche in maniera approfondita, non ho costruito le fondamenta di questo partito, non conosco di persona la propria classe dirigente né tantomeno conosco le difficoltà di gestione a livello nazionale.
    Non mi interessa difendere politicamente l\'On. Antonio di Pietro, per cui mi unisco alle tue critiche, legate agli appartamenti affittati al partito (uniche circostanze confermate dallo stesso Di Pietro). Secondo me non è moralmente corretto, ma non per questo mi permetto di dare un giudizio complessivamente negativo ad una classe dirigente.
    Per me Antonio di Pietro è e rimane l\'ultimo baluardo della democrazia in Italia, un uomo onesto e con la giusta personalità per affrontare, da leader, una classe politica in maggior parte corrotta ed autoreferenziale.
    Tuttavia non condivido alcune sue scelte relative alla gestione del partito, ma non posso non prendere atto della superficialità con la quale hai trattato questi argomenti.
    Hai pubblicato un video (che conoscevo bene) con su scritto “tutta la verità su Antonio di Pietro (inchiesta)”...inchiesta?!! Dove sono le fonti attendibili, i fatti concreti, documentabili, che una vera inchiesta dovrebbe avere per essere tale?!
    Ma veniamo al caso Di Stanislao. Ricordo ancora la tua memorabile intervista, infatti anche io ero molto perplesso per quella candidatura, con non poca amarezza ho dovuto prendere atto che in quel caso (ma non solo) si è preferito la “sicurezza” di un bacino di voti di un amministratore di esperienza, piuttosto che la scelta coraggiosa di candidare solo facce nuove e senza scheletri morali nell\'armadio. Se fossi stato di Martinsicuro avrei votato per la signora Cristofori, senza alcuna reticenza.
    L\'articolo 5 dello Statuto dell\'Italia dei Valori dice: “le adesioni sono individuali e collettive. Possono aderire persone fisiche e giuridiche, enti, istituzioni e associazioni che condividono le finalità e intendono perseguire gli obiettivi espressi nel presente Statuto”.
    L\'articolo 3: “l\'Italia dei Valori vuole integrare i tradizionali valori di libertà, uguaglianza, legalità e giustizia con i valori nuovi del nostro tempo: pari opportunità, sviluppo sostenibile, autogoverno, solidarietà e sussidiarietà, responsabilità, iniziativa, partecipazione ed europeismo” [...] “obiettivi primari del partito sono la riforma dello Stato e della Pubblica amministrazione, un reale federalismo, lo sviluppo di una sana economia di mercato, la realizzazione di uno Stato di diritto, libero dai conflitti di interessi, con una seria e concreta divisione e autonomia tra i poteri”.
    Io mi sono iscritto a questo partito perché ne condivido i princìpi, gli obiettivi, perché lo vedo come un contenitore di idee, di uomini, di speranza, di cambiamento...e sono consapevole che al suo interno potrei trovare dei comportamenti poco chiari, poco corretti, sbandierate coerenze non sempre riscontrate nel comportamento personale.
    Ma queste amarezze non mi distoglieranno dai veri obiettivi che voglio perseguire, e che non si riducono ad una mera campagna di sensibilizzazione e di moralizzazione, perché la funzione di questo partito non è solo quella di moralizzare la popolazione, ma soprattutto di amministrare, di gestire le risorse per fare qualcosa per il proprio territorio, partendo dal basso.
    Quando ho messo il mio nome, la mia faccia, tempo e soldi per la candidatura nel mio piccolo comune, (esponendomi a feroci critiche da parte di molti amici) l\'ho fatto perché credo in questo partito che mi ha dato la possibilità di farlo, e perché credo in me stesso ed in quello che posso fare per i giovani della mia comunità, che molto spesso vengono accantonati proprio perché non portano voti.
    Con questo voglio dire che far parte di un partito non è ESSERE il partito, quindi non sono d\'accordo quando dici che la responsabilità politica di un partito deve essere equamente divisa tra tutti gli appartenenti di quel partito, perché io non rinuncio alla mia individualità, e non mi sento responsabile delle malefatte altrui.
    Sono certo che continuerai a scrivere di queste vicende, una sana democrazia ha bisogno di “canaglie” come te.
    Nel frattempo aspetto il congresso nazionale, del quale ho molta fiducia e dal quale spero che usciranno grandi novità per questo partito.
    Un abbraccio, Mirko.

  6. Davide Cecchini Says:

    Ciao Alain, innanzitutto mi sembra esagerato definirmi supporter di Augusto di Stanislao visto che non sai come sono andate a finire le cose dopo le elezioni regionali e provinciali.
    Ho aiutato Di Stanislao alle regionali così come hanno fatto ( o hanno detto di aver fatto) persone a te care ed altre che poi alle provinciali non hanno mosso un dito x me(anzi) ed ora hanno fatto anche la tessera del PD...
    Sono d'accordo con Mirko, io ho le mie idee, ho fatto un certo percorso politico, chiaro e visibile da tutti.
    l'IdV è un partito che sta crescendo ed inevitabilmente ha nel suo interno personaggi scomodi... Aspetto anche io il congresso per capire cosa si vuole fare di questo partito.
    Spero che quando torni possiamo farci una bella chiacchierata magari davanti ad una bella birretta...ciao!!

  7. Alain De Carolis Says:

    Caro Mirko:
    Finalmente una risposta che porta qualcosa di buono alla discussione. Non avevo dubbi che la prima sarebbe arrivata da te.

    Innanzitutto preciso che sto verificando tutti i fatti e che il video finora mi pare completamente genuino.
    Le interviste sono vere, i fatti narrati (con l'esclusione di quelli che Di Domenico ancora sostiene ma che non è riuscito a dimostrare processualmente) pure.
    Capisco l'incredulità di molti militanti che cascano dal pero ma si tratta di una inchiesta vera e propria, non di un video montato ad arte per creare scandalo.

    Di Pietro sarebbe potuto passare alla storia assieme agli altri grandi della politica italiana.
    Mi viene in mente Berlinguer che nonostante le insistenze del meccanico va a ritirare la sua utilitaria e paga il conto come tutti gli altri, mi vengono in mente i politici della prima repubblica (quella vera!) che condividevano le abitazioni perchè non potevano permettersi gli affitti di Roma Capitale. Mi viene in mente Sandro Pertini.

    Lui no.
    Lui compra appartamenti per poi pagare i mutui coi soldi del partito che COMANDA (non dirige).
    Lui estromette il suo segretario (che è anche uno degli altri due unici veri soci) del partito proprio quando questo lo richiama all'ordine sulle questioni della moralità e lo sostituisce CON LA PROPRIA MOGLIE.
    Lui si dedica ad operazioni di speculazione immobiliare internazionale.
    Lui prima difende, o almeno ci prova, suo figlio (un grande campione di trasparenza, guardacaso altro capetto dell'IDV) ma poi ascoltate le intercettazioni fa marcia indietro e lo rimprovera tecendo sul fatto che questo si dimette solo dal partito e non dagli incarichi istituzioanli mantenendo quindi lo stipendio.
    Lui crea una vera e propria situazione di CONFLITTO DI INTERESSI, come recita il dispositivo di archiviazione del giudice.
    Lui fa tante alte cose su cui potremmo discutere e per cui l'elenco sarebbe ancora piuttosto lungo.

    Se il giudizio politico che si ha nei confronti dei dirigenti conta così poco, perchè non ti sei iscritto al PD, o addirittura al PDL? Anche in quei partiti troverai tante belle parole, tanti buoni propositi, tanti obiettivi lungimiranti. Anche quei partiti attraggono migliaia di altri giovani che come te ci credono fino in fondo e come te ignorano i fatti che si verificano ai vertici.
    Se ti fossi iscritto al PDL (e qui voglio essere provocatorio) addirittura avresti potuto anche vincere, partecipando direttamente dall'interno alla trasformazione di un partito di maggioranza e creando le condizioni per effettuare scelte decisive per il tuo comune.

    No, ti sei candidato all'IDV perchè chi sta al vertice per te conta eccome. Ti sei iscritto all'IDV perchè la gestione interna del partito è il metro con cui misurare le dinamiche di governo che quel partito attuerà se e quando vincerà le elezioni.
    Ti sei iscritto all'IDV anche e soprattuto perchè hai preferito ignorare i fatti, la scarsezza di trasparenza, i miseri trucchetti attuati per mantenere a tutti i costi il potere, la gestione familiare dei soldi pubblici.

    Parliamoci chiaro: se escludiamo gli spunti dati da Beppe Grillo (unico vero ideologo del movimento) l'IDV è un partito politicamente inconsistente. Se non esistesse lo spauracchio Berlusconi l'IDV dovrebbe inventarselo.
    Vista la situazione drammatica in cui viviamo MI STA ANCHE BENE che questo partito esista solo grazie alla perseveranza nel denunciare le malefatte del Governo (unico motivo per cui prende voti...)
    Ma andando ad esaminare con la lente ad ingrandimento la storia, i componenti ed i retroscena siamo ancora così sicuri che non sia solo l'ennesimo tentativo (stavolta riuscito) di inventarsi un partito per tirare a campare?
    Io credo che si siano levati inquietanti interrogativi, dubbi gravi che non possono essere ignorati soprattutto da voi militanti.

    Ti dirò di più: viste le carte sono anche io convinto che se ipoteticamente qualcuno avesse fatto quello che ha fatto Di Pietro negli anni di mani pulite non solo quel qualcuno non sarebbe stato prosciolto ma credo che almeno sarebbe stato arrestato e messo ai domiciliari. Parere mio personalissimo che incredibilmente (e per la prima volta) mi trova d'accordo coi sostenitori del partito azienda.

    Da bambino leggevo "GRAZIE DI PIETRO" sui muri delle città. Oggi sugli stessi muri leggo ancora "Di Pietro" ma sopra trovo la foto di Augusto Di Stanislao. Qualcosa deve essere cambiato. Probabilmente in peggio.

    Con immutata stima

    Alain

  8. Alain De Carolis Says:

    Ciao Davide,
    io non sono al corrente delle ultimissime circa le dinamiche interne dell' IdV di Martinsicuro. Ero rimasto a quando tu facevi i discorsi introduttivi in presenza di Di Stanislao e Di Pietro, a quando eri presente a fianco a Di Stanislao mentre io cercavo di intervistarlo alla meglio delle mie capacità e a quando pubblicizzavi la tua candidatura alle Provinciali con il ricilato, sempre da Di Stanislao, slogan della POLITICA DEL FARE.
    Se il tuo parere su quel politico è ora diverso faresti bene ad esternarlo pubblicamente... io e i tuoi elettori saremmo curiosissimi di sapere come mai.

    Ti posso assicurare che con le mie uscite ho creato non poco scompiglio tra le persone "a me care" a cui ti riferisci.
    Il fatto che queste abbiano perseverato nell'appoggiare Di Stanislao mi ha fatto rivalutare un pò tutto e mi ha convinto a prendere le distanze (se pur solo politicamente) da persone che inizialmente consideravo politicamente (oltre che personalmente) e a me vicine.

    I personaggi scomodi entrano in un partito quando li si fanno entrare... oppure quando si fa da supporter.
    Per la birra, al mio rientro, sono sempre e volentieri pronto.

    Saluti

    Alain

  9. laura Says:

    caro alain, non sono iscritta a nessuna partito, ho sempre votato a sinistra,la visione del mondo di berlusconi è agli antipodi della mia.

    detto questo, il mio problema più grande è: come fare a riacquistare democrazia ora che l\'abbiamo persa con lo scippo della libera informazione e con la piena occupazione della mafia degli apparati statali?
    lo chiedo a te perchè sento nelle tua analisi e nelle tue parole sincerità e intelligenza, tutto quello che dici è per me condivisibile, lo penso anch\'io, ma poi non mi rassegno all\'inevitabile paralisi che coerentemente ne deriva.

    tutte le considerazioni che fai si possono applicare anche al PD, che in più ha a suo carico la mancata esecuzione di provvedimenti che avrebbero potuto evitare in parte il dramma di oggi (es: la mancata legge sul conflitto di interessi).
    mettendola sul psicologico, Di Pietro ha dalla sua il fatto che non ha ancora dimostrato fattivamente il suo essere connivente con Berlusconi.

    sarò felice se avrai la pazienza di aggiungere due parole di commento che mi facciano capire come riesci a sentirti un partecipante attivo nella lotta contro una dittatura strisciante. cioè, come riesci a far seguire azioni coerenti alle analisi documentate, approfondite e condivisibili che fai. azioni in positivo, azioni che non si limitino al azioni che non si limitino al “non fare” (es: non voto Di Pietro) ma anche al fare in positivo e coerente (ho deciso, voto X)

    ti ringrazio comunque, è davvero un bel dibattere, questo!
    saluti
    laura

  10. Dominicucce Says:

    Ho visto il video e ho potuto ascoltare l\'audio. Sono sempre più convinto che bisogna andarsene dall\'Italia.

  11. Alain De Carolis Says:

    Laura:
    bisogna subito chiarire una cosa: non sono un ne un elettore, ne un simpatizzante ne tantomento un tesserato del Partito Democristiano (faccio fatica a chiamarlo Democratico).

    Rispondo alla tua domanda con un'altra domanda. Secondo te cosa avrebbero dovuto votare i miei nonni durante il Fascismo? Poteva il loro problema essere risolto semplicemente partecipando alla vita fintamente democratica del paese?

    Io credo di no. E' per questo che spendo molto del mio tempo nel parlare di politica, nel sensibilizzare amici e conoscenti, nel cercare di provocare reazioni e riflessioni (la cosa che so fare meglio) nei militanti di questo o di quel movimento sperando di indurli alla riflessione abbandonando dogmi e false certezze.

    Non esistono accorciatoie e non ci si può sentire con la coscienza apposto semplicemente presentandosi ogni tanto alle urne per fare una crocetta.
    Per risanare la situazione serve un lavoro di sensibilizzazione dal basso, costante, quotidiano, che possiamo e dobbiamo fare tutti.
    Serve vedere dove sta il buono per apprezzarlo e serve soprattutto andare a stanare il marcio per denunciarlo.

    Siamo proprio sicuri che questo partito (stracolmo di naufraghi Mastelliani) sia all'altezza del compito che si prefigge e segua veramente regole democratiche al suo interno? Siamo sicuri che le persone che lo dirigono siano credibili? Siamo sicuri che nel loro operato rispecchiano la composizione e le volontà della base?

    Accertati i fatti che ho esposto questa sicurezza io l'ho persa e ritenevo giusto condividere con voi le mie perplessità.

    Grazie per le visite

    Alain

  12. Frank57 Says:

    E\' tardissimo, in Italia, per leggere bene e commentare. E\' la seconda volta, in pochi giorni, che leggo una serie di critiche sull\'operato di Di Pietro. Mi è anche arrivato del materiale (che sono in grado di girarti). Le perplessità sono notevoli e accrescono il timore di ritrovarci, qui in Italia (beato te che hai da poco festeggiato il primo biennio newyorkese), qualora dovesse implodere il partito della cosiddetta libertà, in un vuoto di potere e di autorevolezza, corridoio agevole per l\'ingresso di tragici ricordi del passato.
    P.S. Non ti ho più sentito per una valutazione di quanto ti ho spedito. Se puoi fammi sapere, per cortesia.
    Grazie.
    Ciao

  13. laura Says:

    grazie per la risposta, Alain.
    posso aggiungere che non ho tessere di partito per i motivi che hai esposto, che sono punti di consonanza che intuitivamente ho sentito con te da subito.
    mi sono chiesta spesso cosa avrei fatto nel periodo fascista: molto probabilmente avrei emigrato come hanno fatto i genitori di mio marito, nato americano, cresciuto in america e tornato in italia da grande, dove ci siamo conosciuti.
    anch\'io mi do molto da fare personalmente, a volte ho votato e sperato, altre, come questa non vorrei farlo, ma ho paura di quel vuoto di potere e di autorevolezza, corridoio agevole per l'inresso di tragici ricordi del passato" di cui parla Frank57.
    non riesco a capire se è peggio una sinistra marcia, mafiosa e non democratica o il pericolo di un colpo di stato o di dittature striscianti.
    avrò comunque una via di uscita, potrò emigrare a chicago, dove abitano i fratelli e i nipoti di mio marito.
    la vita è ben strana!

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