Residenti comunitari giornalisti clandestini

Allora senti questa perchè questa è grossa.

Ve la ricordate la mia amica Delia? Quella che è andata ospite a porta a porta? Ebbene le sta per nascere una bambina.
Oggi la chiamo... tutta contenta e felice. C'è però un piccolo problemino burocratico.

Delia sta in Italia da 14 anni. Si è diplomata a Palermo, si è laureata a Bologna, ha fatto la scuola di giornalismo a Torino e nella stessa città lavora per il quotidiano La Stampa.

Pur essendo cittadina comunitaria non riesce ad ottenere la residenza nel comune in cui vive. Il motivo? E' necessaria la sua ultima busta che però purtroppo lei non riceve in quanto pagata a cottimo per ciascun articolo che scrive sul giornale.

Insomma pare che non essendo residente a Torino per registrare all'anagrafe la figliola dovrà tornare appositamente a Palermo. Pur vivendoci e lavorandoci da anni a Torino non dispone nemmeno di un medico... per qualsiasi cosa deve sempre e solo rivolgersi al pronto soccorso.

Oh stiamo parlando di una GIORNALISTA eh! Ma vi rendete conto che siamo diventati un paese del terzo mondo? Un paese in cui un giornalista vive senza medico e fa fatica a registrare all'anagrafe i propri figli.

Ma poi, mi spiegate a cosa cazzo serve sto certificato di residenza? Chissà come fanno gli americani  a fare senza.

Viva l'Italia

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7 Responses to “Residenti comunitari giornalisti clandestini”

  1. Lucia Says:

    Ciao Alain,

    non mi risulta assolutamente che per chiedere la residenza se già residenti precedentemente in un comune italiano (in questo caso Palermo) sia necessaria in modo inderogabile l\'ultima busta paga. Se non si è dipendenti è necessario solo dichiarare che tipo di lavoro si svolge ed inoltre basta un\'autocertificazione di quanto si guadagna che dev\'esser superiore circa a 5000 euro. Le note dolenti sono le tempistiche e cmq la residenza va accertata come in tutti gli stati civili del mondo, 30 giorni all\'interno dello stesso comune, 60/90 giorni da un altro comune o da uno stato CEE/estero, in questo caso specifico purtroppo era necessario muoversi prima.
    Ora per registrare la bambina deve andare per forza nella città di residenza entro 10 giorni dalla nascita.

    Per il discorso medico è assolutamente errato affermare che sia costretta a rivolgersi al pronto soccorso, per i non residenti è attivo il servizio del medico temporaneo, facendo una semplice richiesta all\'Asl del luogo viene assegnato un medico di base (subito al momento della richiesta non è necessario attendere) il quale segue il paziente in tutte le sue necessità, l\'assegnazione dura un anno e può esser rinnovata ogni anno. In questo servizio io ho trovato molta utilità e tempestività.

    Buona giornata

  2. Michael Says:

    Io non ho mai preso la residenza a Milano, pur vivendoci da 5 anni, eppure ho un medico regolare e una tessera sanitaria Lombarda.

    Probabilmente non risolve il problema dell'anagrafe (a cui associo la mia indignazione) ma quello del medico si...digli di provare a fare un giro all'ASL, assegnano medici temporanei per un anno (una rottura di balle, lo so, tornarci ogni anno, ma meglio del prontosoccorso).
    A meno che in Piemonte sia diverso dalla Lombardia. Pur avendoci la residenza, non ne ho idea.

  3. Maria Says:

    Si, in america si fa senza... Sono andata dal medico una volta qui e non andro' mai piu'. Tanto e' inutile.
    Un'anno fa ho avuto qualcosa con la pelle. Ho aspettato un'ora e mezzo in fila, poi il medico in ufficio stava a parlare al cellullare per 10 minuti, poi mi ha guardato per 10 minuti e non sapeva cos'era. Gli ho detto che ho guardato su internet e mi sembra che so che cos'e. Ha guardato ancora per 10 minuti dopo di che ha detto: "Maybe you are right, it looks like it, but I'm not a dermatologist, so I'm not sure. Anyway, you probably also read that you can't really treat it with anything, it will go away by itself. So don't worry, take care, have a nice day".
    Dopo 2 settimane mi e' arrivato il conto di 300 dollari per questa visita.
    Viva l'America!

  4. Alain De Carolis Says:

    Lucia: sulla carta siamo spesso un paese come tutti gli altri. Nei fatti la situazione è purtroppo diversa. Io so di amici Italiani che non riescono a prendere la residenza al nord se non dopo numerosi tentativi ed insistenze. Figuriamoci uno straniero.

    Michael: tu sei Italiano. Delia no. Evidentemente lei incontra delle difficoltà in più.

    Maria: Le mie opinioni circa la sanità americana ricalcano le tue.
    Evidentemente non hai inteso il senso del mio post.
    Mi riferivo al fatto che in Italia una persona altamente qualificata che vive nel paese da 14 anni, nonostante sia cittadina di un paese comunitario, fa ancora fatica ad espletare le più elementari procedure amministrative.
    Sono sicuro che succede solamente in Italia.

  5. Delia Says:

    Lucia, purtroppo Alain ha ragione. Secondo la legge italiana, ogni straniero deve dimostrare il reddito minimo di 5000 euro all'anno. Una richiesta più che comprensibile, direi. Peccato che all'anagrafe ti ridono in faccia quando parli di autocertificazione riguardante il reddito. Ti dirò di più. Io ho portato le ricevute di avvenuto pagamento da parte dei miei datori di lavoro (ho più collaborazioni). Erano quelle dell'ultimo anno (per dimostrare, come richiede la legge, il reddito annuale).
    Le signore allo sportello mi hanno risposto che loro possono prendere solo la busta paga/ricevuta nel mio caso dell'ultimo mese. Io non ho un reddito fisso, essendo pagata ad articolo pubblicata. Casualmente, la mia ultima ricevuta era di circa 300 euro. Hanno riso e mi hanno anche presa per il culo che con questo reddito io non arrivo a 5000 euro all'anno.
    Non so come, ho mantenuto la calma e ho mostrato l'estratto conto (è sempre la legge italiana che te lo permette) con i movimenti e le entrate dell'ultimo anno. Davanti a me, le due simpaticome dello sportello hanno iniziato a commentare che in questo modo chiunque può farsi prestare la somma necessaria, ottenere la residenza e poi restituire i soldi.
    Vi risparmio i dettagli sulla mia reazione, giusto perché mi hanno fatto girare le palle talmente tanto che ho detto cose che non penso fino in fondo (tipo che l’Italia si merita un’immigrazione negativa e che le leggi sono fatte per i delinquenti che se ne strafottono se non hanno la residenza a Torino o a Canicattì).
    Ma non è finita lì. Una volta convinte con le cattive che ho il reddito minimo richiesto, mi hanno chiesto la tessera sanitaria. Niente di più semplice, ho pensato. Sapevo che la mia, finalmente recuperata dai cassetti palermitani, scade nel 2013. Povera illusa!!! Hanno guardato la tessera come se non ne avessero mai vista una.
    “Ma è rilasciata a Palermo”, hanno detto. Ma dio santo benedetto, è rilasciata a Palermo sì. E’ lì che ho la residenza!!! Nonostante la Sicilia non sia considerata Italia da tutti, fa sempre parte dell’UE. Infatti, anche la mia tessera è una “Tessera sanitaria europea”, come specificato sul retro.
    Quando hanno visto che mi saliva il sangue in testa di nuovo mi hanno accettato la richiesta di cambio di residenza. GRAZIE PER IL FAVORE!!
    La legge italiana e la realtà sono due cose completamente diverse.
    Per il medico, so benissimo che con il sistema sanitario italiano si trova una soluzione e che nessuno mi rifiuterà nessun tipo di test o analisi, anche senza l’impegnativa di un medico di famiglia. So che ci sono gli sportelli per i clandestini, per gli irregolari, per chi è in attesa dei documenti, ecc.
    Sarò un po’ testa di cazzo, ma dopo 14 anni che vivo qui mi rifiuto di accettare una soluzione provvisoria e di chiedere favori come se fossi irregolare.

  6. Alain De Carolis Says:

    Mi sorge un dubbio: se io al mio ritorno in Italia diventassi disoccupato (quindi con reddito pari a zero) me la darebbero la residenza o meno?
    E se non me la danno che devo fare? Sarei forse costretto a rimanere residente a New York??? hehehehe
    Quasi quasi mi fanno un piacere!

  7. delia Says:

    tranquillo...tutto ciò non vale se sei italiano. :-)

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