New York State of Mind
Prima di continuare a leggere queste quattro righe fate suonare la musica così capite lo stato d'animo che le ha generate.
Come Billy Joel insegna, New York è soprattutto uno stato della mente.
Oggi sono in questo stato.
Succedono più cose in una giornata come oggi a New York che in sei mesi di vita nel paesello.
Ormai mi sono ambientato: incontro amici per caso sotto l'Empire State Building, ne vado a trovare altri ospiti in situazioni indescrivibili ed inimmaginabili nell'Upper East Side, vengo convocato a rapporto da mmmm un'amica (chiamiamola così) a Roosevelt Island, e poi mentre attraverso il ghetto di Long Island City in autobus ne chiamo un'altra per lamentarmi e sfogarmi a Spanish Harlem.
Ho fumato cinque Marlboro una dietro l'altra con l'avidità ed il gusto di un fumatore maestro del vizio. Sullo sfondo il Queensboro Bridge illuminato e malinconico come sempre, prati verdi, architettura moderna, bella gente che torna a casa con la busta della spesa dopo il lavoro e soprattutto una luna dalla bellezza misteriosa e beffarda.
Sono queste le serate che credo ricorderò a lungo.
Pensieri, rimorsi, dubbi, consolazioni, paure, speranze.
In solo due parole New York.
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Tags: alain, new york city
maggio 8th, 2009 at 3:39 am
E chi è l\'amica che ti ha convocato a rapporto a Roosevelt Island? La biondina di Andy Garcia?
maggio 8th, 2009 at 6:25 pm
Ho consumato la flash dell'iPod con quella canzone mentre ero li'.
Ho bisogno di tornare e questi tuoi post non aiutano. Ecco.
giugno 30th, 2009 at 5:13 pm
L\'avevo ascoltata tempo fa, ed ora che la riascolto, constato sempre che mi sento anch\'io NY.
Grazie Alain