Intervista ad Augusto Di Stanislao

Come promesso ho intervistato Augusto Di Stanislao.

Nonostante diversi appuntamento prefissati raggiungerlo non è stato facile come sembrava.
Rinvii, telefoni spenti, chiamate non risposte. Tutto inutile fino a quando il Consigliere mi è stato passato al volo e mi è toccato fare l'intervista da dentro un bar.

Il nocciolo della questione è la politica del fare.
Non importa più la questione morale. Non importano più i partiti che sembrano essere tutti uguali. Non importa Mastella o Di Pietro. L' importante è fare.

Riguardo la spinosa questione dei mirabolanti e repentini cambi di partito Di Stanislao fa appello ad inviolabili motivazioni di carattere personale. La grave malattia da cui è per fortuna guarito lo avrebbe spinto ad uscire dai DS che a detta sua lo stavano privando della politica attraverso quelli che lui definisce "atti di sciacallaggio".
Riuscire ad immaginare in che modo un consigliere già eletto possa venire privato della politica è difficile. Credere sia disposto a spostare armi e bagagli sul primo partito che passa è quasi impossibile (specie se quel partito si chiama UDEUR).
Mi ha sorpreso il passo in cui nega di aver avuto incarichi di responsabilità presso il partito di Mastella. Boh... misteri della polica. Chissà perchè per un attimo mi sono tornati in mente gli "io non l'ho ma detto" di Berlusconi.

La mia personale opinione dopo l'intervista è che forse Di Stanislao cercava nell'UDEUR una accorciatoia per arrivare più comodamente a Montecitorio. Quando ha capito di essersi imbarcato sul Titatic era ormai tardi per tornare indietro e rimaneva solo l'Italia dei Valori che, non senza tensioni interne, l'ha accolto come si usa fare con qualsiasi "portatore sano di voti".

Domani ci sarà l'intervista ad Alessandra Cristofori

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4 Responses to “Intervista ad Augusto Di Stanislao”

  1. Raffaello Says:

    Buona idea quella di intervistare direttamente i candidati, complimenti Alain. (sei meglio di Beppe Grillo! ;) )

  2. mirko Says:

    concordo con Raffaello. Grande Alain!!

  3. Aniela Says:

    Credo che entrare in politica equivalga proprio a non dire più ciò che si pensa davvero tant\'è che dopo un po\' le bugie che ogni politico racconta a se stesso per raddrizzare la mira dopo ogni deviazione dalla norma (che in politica dovrebbe essere l\'amministrazione del bene comune) inizino a far parte della propria personalità inducendolo ad immedesimarsi con le menzogne che si racconta.
    Complimenti ad Alain per l\'intervista, e complimenti a Di Stanislao per la mite e pacata dialettica con cui si pone, nonostante le sue buone intenzioni distircarsi dai doppi nodi della politica è impensabile.

  4. Leonardo Says:

    Bello, pressare i nostri politici è quello che dovremmo fare tutti e quello che serve realmente probabilmente...
    La cosa più assurda è quella di dire che si è candidato con Mastella perché sennò non poteva più fare politica! La politica dovrebbe essere innanzi tutto una questione di valori! Fare il politico è un punto di partenza, mentre per questi è un punto d\'arrivo, si sentono \

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