Il mio canto libero sei tu
Un anno fa, di questi giorni, pensai di cominciare a scrivere questo blog.
La necessità era quella di evitare di dover ripetere 100 volte la stessa cosa a 100 persone diverse che ti fanno le stesse domande.
All'inizio pensavo di scriverlo solo per amici e parenti. Oggi invece, come inizialmente non avevo previsto, vengono a leggerlo un sacco di persone che sono per la maggior parte a me sconosciute.
A distanza di un anno le motivazioni per cui lo scrivo sono cambiate. Ormai è diventato un vizio.
Scrivo in Italiano perchè è l'Italia che mi interessa: in fondo questo blog è l'unico vero ponte che mi tiene collegato ai vecchi tempi e ai vecchi amici.
E' anche una valvola di sfogo.
Stare soli all'estero, per quanto bello possa effettivamente essere non è sempre facile.
Basta una serata solitaria, una canzone di Battisti, una luna al tramonto e il cuore ti diventa pesante come un mattone
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settembre 2nd, 2009 at 8:02 am
A me capita l'inverso; ogni volta che decollo per tornare in Italia il cuore si stringe ed il nodo allo stomaco si scioglie. Per fortuna la business è sempre discreta e posso piangere in silenzio senza esser vista. Nel mio giardino sventola la Old Glory, mentre cucino la sera, dopo il rientro dal lavoro, ascolto David Letterman e rido da sola. Sono felice quando festeggio il Ringraziamento anche se il più misero tacchino in Italia pesa 5 kg e siamo in due. Al Paese ho dato un marito, morto in Iraq e giro orgogliosa in Italia, col mio nastro "God bless our Troops". E' triste..ti comprendo e se me lo permetti, poso una mano sul tuo cuore. God bless America