New York People
Centiaia di cadetti della polizia di NY, appena diventati agenti, escono dalla Penn Station con le loro alte uniformi blu scuro, la loro visiera esagonale, gli stemmi della polizia luccicanti e nuovi di zecca.
Attorno a loro migliaia di parenti accorsi per vedere la cerimonia. Gli abiti della festa. Fotografie di rito e strette di mano. Lo sguardo fiero di genitori e nonni ispanici che consegnano a pieno titolo i loro successori al paese che li accolse un giorno come immigrati.
Sacerdoti di una strana chiesa cristiana in paramenti medioevali predicano lo sterminio della razza bianca e la supremazia di quella nera all'angolo nord east di Herald Square.
Piccoli gruppi di loro fedeli ascoltano attenti i passi della bibbia gridati a squaciagola esprimendo tutta la loro rabbia con parole o gesti di approvazione.
I bianchi che incuriositi si fermano a guardare vengono puntati dall'indice severo del predicatore ed usati come bersaglio delle invettive violente e razziste.
Fotografie di neri torturati e ritagli di giornali riempiono il marciapiedi tutto intorno.
L'aria è carica di un odio secolare e forse indelebile.
Dalla parte opposta, nell'angolo sud east, due ragazzi neri della muscolatura hollywoodiana si allenano facendo flessioni per terra e push up sul semaforo pedonale. Sono coperti di tatuaggi e sudati a morire.
Nonostante l'incrocio sia attraversato da almeno 2000 persone al minuto si comportano come se fossero soli nella palestra sotto casa.
Poco distante un uomo sui cinquanta col sorriso stampato in bocca solleva una enorme croce con sopra scritto "Jesus" salutando tutti i passanti.
Non parla, non grida, non lascia volantini. Alza la croce e sorride.
Al centro dell'incrocio due agenti del traffico in guanti bianchi, sfoggiano movimenti rapidi e decisi, quasi marziali, cercando di velocizzare l'enorme flusso di veicoli che dribblando i pedoni si fanno strada nel pieno centro di Manhattan.
Let'go! Let'go! Let'go! gridano ogni tanto a chi tentenna rischiando di rimanere bloccato nel bel mezzo della confusione. Non c'è spazio per gli indecisi. Non nel traffico di New York.
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