I soldi prima di tutto

Grande dibattito in questi giorni riguardo il RISAR (Roosevelt Island Search and Rescue), una associazione di volontari che con la loro ambulanza prestano soccorso gratuitamente a chiunque ne abbia bisogno.
L'autorità che govera l'isola non vede il risar in modo positivo perchè a loro dire oltre a non essere adeguatamente assicurati non sono neanche registrati con apposita licenza al network delle emergenze, il 911. Nel timore di possibili conseguenze legali a seguito di eventuali errori o negligenze l'autorità ha deciso di intimare lo stop delle attività e di assegnare all'ambulanza multe a ripetizione per eccesso di velocità o per utilizzo abusivo della sirena.

Eppure i tempi di intervento medio sull'isola sono molto superiori rispetto a quelli di Manhattan o del Queens. A Manhattan, per esempio, nel mese di Aprile il tempo medio di risposta per un arresto cardiaco è stato di 4:29 minuti. Nel Queens invece di 5:12. Qui sull'isola si parla di valori doppi.
L'ambulanza del risar può arrivare in 3-4 minuti e prestare i primi soccorsi in attesa dell'arrivo dei mezzi ufficiali. Un defibrillatore semi-automatico ed un massaggio cardiaco fatto in quei 5 minuti critici possono fare la differenza tra la vita o la morte di una persona eppure tutto questo non basta.
La litigiosità della società Americana ed il funzionamento effettivo della Giustizia Civile fanno si che si rinunci all'ambulanza pur di non rischiare potenziali danni economici.

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One Response to “I soldi prima di tutto”

  1. Jubin Says:

    A supporto di quanto detto sopra mi sento di aggiungere che dal momento dell\'arresto cardiocircolatorio si stima che ogni minuto che passa le possibilità di ripresa del paziente diminuiscano di circa il 10%. Ne deriva di conseguenza che se dopo 4/5 minuti si hanno già scarse possibilità di ripresa, dopo 10 si può praticamente solo ungere. O peggio recuperare un paziente con danni ormai irreparabili.

    Complimenti per il blog.
    Jubin

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