Partito Democristiano

"...Bisogna allora che i politici non siano strumento nelle mani delle religioni poichè queste portano al malgoverno. Uno stato che lasciasse imperare la religione, sarebbe insensato."
Giordano Bruno, nato a Nola nel 1548
arso vivo dalla Chiesa Cattolica Romana nel 1600
Persino il Partito Radicale, con mio IMMENSO dispiacere, si è mescolato con la DC.
Si potesse almeno esprimere la preferenza, uno voterebbe per il candidato preferito tappandosi il naso, come si è sempre fatto e come si poteva fare addirittura durante il fascismo (i nonni raccontanto che si votava in piazza. Il partito era uno solo ma i candidati diversi. Quello per cui votavi alla fine ti offriva un bicchiere di vino ed il fascimo come al solito vinceva le elezioni).
Oggi no. Le poltrone se le aggiustano loro. Sanno già che i rossi sono X ed i bianchi sono Y. Quindi orientativamente sanno chi farà il parlamentare (o il senatore) già da questo momento.
Questa non è più democrazia. E' dittatura morbida.
Molti citanto l'anti-Berlusconismo. Sono d'accordo. Tra l'anti-Berlusconismo e l'anti-Clericalismo però sento di più il secondo, e questa volta, inevitabilmente sia a destra che a sinistra, ci tocca votare per candidati Democristiani.
Stiamo tornando indietro di 400 anni...
Faccio appello agli ex-comunisti, quelli convinti, quelli della falce e martello, delle feste dell'unità, del palo di maggio e delle magliette di Che Guevara: ripensate a Remo Gaspari, a De Mita, a Cirino Pomicino, ad Andreotti. Mettetevi una mano sulla coscienza e NON VOTATE ALLA DC.
L'unica scelta responsabile, non mi stancherò mai di ripeterlo, questa volta è l'astensione o l'annullamento del voto.
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Tags: politica, repubblica delle banane, riflessioni, voto di protesta
febbraio 27th, 2008 at 3:45 am
“Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga….non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre;
non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte;
non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo;
non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore;
non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro”
Ilario di Poitiers, V sec. d.C.
Usare questo mezzo, mi mette in crisi, ma siete troppo interessanti, mi affascina il vostro mondo, mi entusiasma la vostra intelligenza.
Il tema del “non voto“mi costringe ad intervenire.
Il sistema democratico è ad oggi il migliore tra i diversi conosciuti che gli uomini si sono dati.
“Un uomo un voto” è stata una conquista, pagata col sangue contro i detentori dei privilegi.
Non molto tempo fa ricordiamoci che si votava per censo, quando si votava.
Voi rifiutate il grigiore dell’attuale classe politica, vi mettete da parte e così rendete un servizio prezioso ai “grigi”. Una società muore di sete e siede su serbatoi pieni d’acqua pura.
Per favore dissetiamo questo paese assetato, occupiamo spazi nella società politica, non possiamo essere arrendevoli per poi scegliere di non partecipare. Oggi come ieri compete ai giovani che hanno coscienza attivarsi per costruire le soluzioni positive. Il diritto al voto non si respinge, è il mezzo per trasformare la società, chi non partecipa e per questo possiamo inventarci tanti modi produrrà sempre un cambiamento uguale a zero.
La soluzione è nelle nostre mani, oggi purtroppo siamo chiamati a fare la solita scelta “quella meno peggio”da questa dobbiamo ripartire. Abbiamo molti problemi, ma anche molte sono le conquiste che necessitano una difesa, la nostra Italia è lo Stato, la terra invidiata nel mondo per la sua bellezza e la sua storia, i suoi abitanti sono tra i più garantiti nel pianeta, diritto allo studio e Assistenza Sanitaria per tutti esiste solo in pochi altri paesi nel mondo.
Non dimentichiamo che tutto è in movimento e niente è certo ogni conquista sociale può essere messa in discussione e cancellata. Il patrimonio può essere venduto.
Le tensioni internazionali: Kossovo, Afganistan, Irak, Pakistan, il continente africano, l’avvicinarsi dell’esaurimento dell’oro nero, i cambiamenti ambientali ci impongono di partecipare al dibattito sul futuro. Tale dibattito passa senza ombra di dubbio attraverso il confronto elettorale con le regole che al momento esistono.
Per cambiare o fare leggi bisogna disporre di una maggioranza, quella uscita dalle urne nel 2006 molto risicata, non è stata capace di cancellare la legge elettorale denominata “porcellum”, così ad aprile dovremo tornare a votare col sistema a liste bloccate.
Non è possibile scegliere la persona a cui votare e questo non va bene. Le regole sono state fatte dai parlamentari e solo loro possono cambiarle, NON ESISTONO ALTRI MEZZI.
Io sto nel Partito Democratico che è cosa diversa dalla Democrazia Cristiana. Nella DC avevano creduto i nostri nonni e se siamo onesti dobbiamo riconoscere nella DC ci sono stati Statisti che, insieme agli altri rappresentanti dei partiti costituzionali, hanno con il loro lavoro costruito partendo dalle rovine uno Stato moderno tra i primi del mondo. Quello che oggi siamo non è altro che la sommatoria, nel bene e nel male, di tutto ciò che ci ha preceduto così domani sarà per quelli che verranno. Impegniamoci per consegnare alle generazioni future un mondo migliore e ciò non è per niente scontato.
Martinsicuro 27 febbraio 2008
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Giacomo Ulivi, un ragazzo di 19 anni, condannato a morte durante la Resistenza.
febbraio 27th, 2008 at 4:08 am
Nel bisogno di “quiete” c’è il tentativo di allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica. Abbiamo purtroppo creduto al pregiudizio della “sporcizia” della politica. Tutti i giorni ci hanno detto che la politica è lavoro di “specialisti”… Lasciate fare a chi può e deve ; voi lavorate e credete, questo dicevano, e quello che facevano lo vediamo ora nella vita politica.
Qui sta la nostra colpa: come mai, noi italiani, con tanti secoli di esperienza, usciti da un meraviglioso processo di liberazione, in cui non altri che i nostri nonni dettero prova di qualità uniche in Europa, di un attaccamento alla cosa pubblica, il che vuol dire a se stessi, abbiamo abdicato, lasciato ogni diritto, di fronte a qualche vacua, rimbombante parola?
Se ragioniamo, il nostro interesse e quello della “cosa pubblica”, finiscono per coincidere.
Non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere.
Giacomo Ulivi, un ragazzo di 19 anni, condannato a morte durante la Resistenza.