Chi viene a New York e ci sta una settimana si convince che qui ci sono un sacco di cose diverse da mangiare… Il cinese, il giapponese, l’irlandese, il tailandese eccetera-ese.
Diciamoci la verità: ne ho le palle piene dei ristoranti Americani e della loro presunzione di avere tutto quello che il mondo ha da offrire.
Fermo al semaforo senti lui che dice a lei: “che ti porto stasera? italiano? cinese? giapponese?”….
Come se in una sola parola (ad esempio “italiano”) si potessero racchiudere le migliaia di forme diverse che quel tipo di cucina può assumere. Italiano che? Pizza? Carne? Pesce? Ma pesce che? Di Lago? Di Fiume? Di Mare? Ma di quale Mare? Tirreno? Alto Adriatico? E poi pesce come? Le possibilità sono infinite. Qui no.. qui sta tutto nella parola “italiano”. O in quella “giapponese”. O in qualsiasi altra.
La verità è che qui non c’è nessuna cultura della cucina e quindi si accontentano di mettere un assaggino (fatto male) di qualsiasi cosa, dandogli il nome etnico di provenienza.
Ci sono ristoranti Italiani che mi piacciono e in cui vado volentieri (due o tre)… ma questi posti, diciamocelo francamente, in Italia sarebbero medi, o al massimo appena accettabili. Tutti gli altri posti invece, se aperti in Italia chiuderebbero dopo al massimo una settimana.
Insomma il risultato è che non mangio come si deve da sei mesi.
E non date retta quelli che stanno qui e vi dicono: “ma no in quel posto si mangia come in Italia… ottimo te lo giuro”. Ve lo dicono solo perchè a forza di mangiare sta roba si sono dimenticati di cosa è il gusto, e di cosa è l’Italia… Io ancora ne ho una vaga idea.
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Tags: new york city, ristoranti
alain dopo tua questa acuta osservazione non so perche’ ma mi e’ venuta voglia di ‘ndroccioloni al sugo di cinghiale…o chesso’ una bella sagna a 5/6 strati!
a che cacchio serve essere il paese piu’ potente sulla faccia della terra se poi non sei in grado di assaporare le prelibatezze culinarie e fai crescere la tua popolazione al fastfood?
un saluto dall’abruzzo vecchio
http://www1.istockphoto.com/file_thumbview_approve/2014340/2/istockphoto_2014340_barbecue_of_italian_s_arrosticini.jpg
ad maiora
alain, non ti preoccupare. ho preparato un pacco pieno di prelibatezze nostrane da spedirti!
c’è un pò di tutto, dall’olio al vino, dai salumi ai formaggi, un pò di pasta fatta in casa e un biglietto aereo “ny-trattoria del buongustaio”. è un volo speciale, atterra direttamente davanti al locale!
Dai, trovati una che sappia cucinare bene e risolvi il problema!
Ragazzi,
e scrivo delle elezioni e mi rispondete di accimentare le elettrici, scrivo di Cinema e mi rispondete di Mignotte, scrivo di ristoranti e rispondete di trovarmi una cuoca…
Ma sempre di figa si deve parlare???
Mo riprendo a scrivere di politica!!
Alain mi spiace in questo post hai esagerato.
Il tema generale è corretto (gli americani semplificano e credono davvero che esista una cucina italiana) ma a new york di posti dove si mangia bene, che in italia farebbero ugualmente un sacco di soldi, ce ne sono eccome.
e allora deve venire il fratellino a cucinarti qualcosa di prelibato!!!
io metto il vitto, tu l’alloggio?
saluti
Caro Alain,
immagino che i tuoi serrati ritmi lavorativi, ti impediscano, durante tutta la settimana, di dedicarti alla cucina, ma durante il week end, potresti recuperare! Non so se tu sia o meno un bravo cuoco, ma una pasta al pomodoro dovresti riuscire a prepararla! Quello che voglio dire è che devi prenderti cura del tuo palato (e della tua pancia), affinché non accada che la memoria dei tanti pranzi italici e casalinghi, lasci il passo all’abitudine dei monogusti americani. Nel frattempo, metto da parte per te qualche salsiccia nostrana, per quando sarai nuovamente presso la natia Martinsicuro!…..
Alain, magari ti porto a mangiare in un buon posto turco: http://www.yelp.com/biz/xk-Q_MlM4C_XU80MmYFtqg.
Pero’ si paga alla romana! :p