Cronaca di un suicidio nella Città di New York

giugno 13th, 2013

Duo giorni fa er Patrice mi chiama e fa: oh mi vedi cosa é appena successo alla nostra fermata della metro? Ci sono 5 camion dei pompieri, mezza dozzina di auto della polizia e due elicotteri.

Cerco al volo "Astoria Train" e trovo una valanga di tweet di pochi minuti prima del tipo: "Ma come cazzo é che il treno non passa più?", oppure "Tra le stazioni X ed Y tutti i treni sono sospesi per un incidente", e infine "Cosa sono i pezzi di carne NON UMANA che stano cadendo dalla metro sopraelevata sulla strada sottostante alla stazione Z di Astoria?" con foto allegata.

Apro la foto e al centro della carreggiata si vede un pezzo di carne chiara che é difficile da riconoscere perché mancano gli estremi ma che senza dubbio é (anzi era) una gamba. Tutto intorno grossi organi sparsi, sangue e pezzi di tessuto. L'autore dello scatto non lo aveva intuito ma per me la cosa risultava inequivocabile: qualcuno si era buttato sotto il treno della metro sopraelevata e alcuni suoi resti passando attraverso le traversine dei binari sono finiti sulla 31esima strada sottostante.

Di suicidi a mezzo subway ne succedono quotidianamente nella rete ferroviaria di NYC. Sono talmente frequenti che i giornali non pubblicano più neanche la notizia. L'anno scorso ad esempio, nella stessa stazione si uccise un'altra persona appena un paio d'ore che io prendessi il treno per andare a lavorare ma non ce ne accorgemmo neppure. Niente polizia, niente pompieri, niente giornali. Questa volta invece la cosa é talmente orribile  che la gente non ha potuto fare a meno di vedere o di parlarne. Persino qualche giornale lo ha fatto.

Quando a piedi sono arrivato a casa, sul luogo del fattaccio era rimasto solo il bagnato delle autobotti dei pompieri e qualche guanto in lattice utilizzato da chi ha avuto il compito ingrato di recuperare il recuperabile.
C'era un signore distinto sui 60 anni seduto immobile per terra che con lo sguardo perso nel vuoto aspettava chissà che cosa. Poi c'era un sacco di curiosi accumulatisi per l'occasione come fossero stati in un paesino qualsiasi. Tra loro il mio barbiere Siciliano, l'edicolante, i tassisti Indiani, persino i vari ragazzi del delivery. Infine c'era anche  una signora del mio condominio che vive al piano di sotto a cui - particolare che mi ha fatto gelare il sangue in quella circostanza - l'anno scorso penso si sia suicidata l'unica figlia.

Ora si sa che il suicida era un ingegnere programmatore 31enne. Su linkedin sembra che fosse anche uno bravo... usava twitter, facebook ed aveva anche il suo blog sul quale prima di uccidersi aveva scritto "E' venuta l'ora di pagare il conto". Incredibile come oggi non esista più nessuna privacy per nessuno. Basta leggere un nome sul giornale per sapere tutto di chiunque...

E questo é quanto! In un battibaleno e tutto é tornato esattamente come prima e nessuno si é accorto più di niente. Non ci sarà nessuno ad Astoria a ricordarsi di quel poveraccio, casa sua verrà affittata ad un ignaro nuovo inquilino, il suo nome scomparirà tra le pieghe di una ricerca su google news.
Anche da situazioni come questa qui si riesce ad apprezzare la differenza che c'é tra noi topi di campagna e questi altri topi di città: mentre un fatto del genere nel paesino sconvolgerebbe tutti per anni, qui é bastata mezza serata per dimenticarsene come se non fosse mai successo niente. Anzi, é già sorprendente il fatto che se ne sia parlato per ben 5 ore.

PS
Nomi e link sono omessi volutamente

Edward Snowden, 29 anni, ex dipendente CIA: ecco a voi il nuovo Assange

giugno 9th, 2013

Mi chiamo Ed Snowden, ho 29 anni, ho lavorato come infrastructure presso Booz Allen Hamilton per l'NSA...

Comincia così l'intervista fatta ad Edward Snowden, senza dubbio una delle più sensazionali degli ultimi anni.

Il profilo del personaggio é degno delle migliori spy story, anzi forse le supera: nonostante la giovane età Snowden ha già ricoperto i ruoli di system's engineersystems administrator, senior adviser per la CIA poi solutions consultant e telecommunications informations system officer per l'NSA.

La storia é incredibile, la situazione pazzesca ed i risvolti (quantomeno per lo stesso Snowden) tutt'ora inimmaginabili eppure il ragazzo parlando a braccio ostenta una calma disumana, una dialettica estremamente articolata ed una chiarezza nelle idee che potrebbero far invidia al più esperto degli oratori.

Questa é una di quelle volte in cui si può dire che la realtà supera di gran lunga la fantasia: già la consapevolezza che l'NSA (e cioè il braccio "tecnologico" della CIA) riesca apparentemente a mettere il naso ovunque e senza nessun limite lascia perplessi, ma poi sentirselo raccontare in certi termini da un tecnico "qualsiasi" che mosso dal rimorso di coscienza si ribella e spiffera tutto é un caso senza precedenti.
Non capita spesso di vedere un giovanotto che vivendo alle Hawaii e guadagnando un sacco di soldi si lascia persuadere dagli ideali e decide lucidamente di  buttare tutto all'aria condannandosi ad oscure quanto inevitabili ripercussioni tra cui sicuramente la tortura e probabilmente la morte.

Per giustificare la nobiltà delle sue intenzioni Snowden specifica che se avesse voluto danneggiare il paese o trarre vantaggi economici avrebbe potuto farlo senza problemi. Infatti:

...avevo accesso agli elenchi completi di tutti i dipendenti dell'NSA, dell'intelligence community e degli infiltrati in tutto il mondo. Avevamo accesso alla locazione di tutte le nostre stazioni all'estero, allo scopo delle loro rispettive missioni e cose di questo genere.

Se davvero avessi voluto arrecare danno agli Stati Uniti avrei potuto smantellare l'intero sistema di spionaggio nell'arco di un pomeriggio."

Ciliegina sulla torta il suo altisonante titolo di studio: la terza media. Edward Snowden non si é mai diplomato neanche alle superiori.

Ho visto cose che voi Italiani non potreste immaginarvi

maggio 27th, 2013

...navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tanoizer. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire. (chi non capisce la citazione é un poppante)

A parte gli scherzi, Sabato mattina subito dopo aver scritto il post sulla scuola Americana mi trovavo in Pennsylvania e - neanche a farlo apposta - mi é stato offerto di visitare l'interno di una scuola superiore pubblica.

Ve lo dico subito: l'esperienza mi ha scioccato. E' stato come prendere una randellata in testa, un pugno sullo stomaco, un calcio nel culo che ti alza mezzo metro da terra. Avete presente le scene ambientate a scuola di qualche film Americano in cui tutto é nuovo, tutto é pulito, tutto é perfetto: ecco siete ancora molto lontani perché la realtà che ho visto supera persino certa fiction a cui siamo tutti abituati.

Strutture faraoniche: stadio con tanto di spalti, campi da tennis, da calcio, palestre enormi attrezzate per qualsiasi attività, laboratori spaziali di ogni tipo (si va dalla falegnameria alla cucina passando per biologia, fisica, informatica, musica, botanica). C'é la materia "teatro" in cui i si mettono in scena davanti ad un pubblico vero delle opere famose, il tutto con tanto di locandine e pubblicità per invitare gli spettatori della città a vedere lo spettacolo. La mensa serve 400 pasti alla volta e le attrezzature della cucina ricalcano praticamente quelle di un grosso ristorante. Ovviamente visti i problemi di cui soffre l'America stanno attentissimi sulle calorie ed il pranzo completo (per chi non é totalmente esente da qualsiasi spesa) costa solo 1.75 Euro.

Giri per la scuola e ogni tanto sulle pareti trovi riferimenti amichevoli su Gay, Lesbiche e Transgender... del tipo "siamo tutti amici siamo tutti uguali ecc. ecc nonostante questo se sei in difficoltà c'é il Dott. tal dei tali nell'aula X che é pronto ad ascoltarti in un ambiente gay friendly"; poi passo davanti all'aula X e sulla finestra noto piccoli adesivi con coppie di uomini e di donne mano nella mano.

Tutto é o sembra nuovo, appena costruito; la pulizia e la manutenzione continua sono spettacolari e per noi (abituati alle crepe sui muri) disarmanti. Ciò che però lascia veramente sbalorditi sono l'auto-esaltazione e l'orgoglio che la scuola infonde negli studenti. C'é infatti un che di trionfale, di "motivational" in qualsiasi cosa si faccia. Per esempio su tutti i muri trovi il poster della squadra di Tennis, di Softball, delle Cheerleaders (e non mi esprimo solo perché sono tutte minorenni... porco zio...), dei Cuochi, della compagnia di Teatro e così via. Le foto sono simili a quelle che vedresti in televisione, scattate e lavorate professionalmente coi i ragazzi visibilmente orgogliosi di poter essere in quello scatto che rimarrà sul muro per un anno intero. Non vi dico poi le cariche istituzionali: 4 foto incorniciate grandi a mezzo busto dei rappresentanti di istituto, ma come fossero dei parlamentari eh... anzi meglio, le vedi proprio all'ingresso a fianco del bandierone Americano. Un pò mi sono commosso nel vederle.
Tutto curato nei minimi particolari, tutto proprio bello bello bello. Per capirci l'Atrio sembra quello di un grande Hotel Hilton. Ma ci rendiamo contro? Che pena...

Vi ripeto che parliamo di una scuola pubblica eh, non di una privata. E vi faccio presente un piccolo particolare: nonostante ci sia tutto questo bengodi le private sono ugualmente popolari e molto frequentate. Nella zona che ho visitato si va dai 6.400 dollari ai 27.000 all'anno. Il bello é che chiunque ha casa sul territorio deve pagare la tassa scolastica che arriva puntualmente anno per anno e che si paga sia sei hai figli sia se non li hai, sia che poi li mandi alla pubblica piuttosto che alla privata: si parla di botte annuali da 2500 dollari che si aggiungono ad una specie di "IMU" da 5-6000 dollari.
Ad una certa ho domandato se non fosse giusto che chi manda i figli a scuola privata non dovesse poi essere esente dalle tasse di quella pubblica, e anzi se magari non fosse opportuno stornare quei soldi dalla pubblica alla privata. Risposta: ma sei scemo? La scuola pubblica é pubblica proprio perché si regge coi soldi di tutti; al contrario, la privata é privata perché se la paga chi la frequenta... Cosa cazzo c'entra la pubblica con la privata?!? Gli Americani - noti Comunistoni rivoluzionari della corrente Fidel Castro - si sono messi tutti a ridere.

Comunque, per concludere, toccare con mano certe situazioni inevitabilmente ti riporta alla memoria quelle che in Italia hai vissuto sulla tua pelle e la sensazione di sconforto che deriva dal confronto é difficile da descrivere con le parole.
E qui voglio lanciare il mio sasso nello stagno, il mio messaggino nella bottiglia galleggiante sull'oceano di merda che ci circonda. Se sei uno studente delle superiori e sei arrivato a leggere fino a questo punto ti do un consiglio da amico: datti da fare, spezza le catene, lascia perdere il pallone, butta via la TV. Scappa dall'Italia! Fallo prima che puoi. Il modo non lo so, ce ne sono tanti, o forse non ne esiste nessuno... Non so. Tu però ci devi almeno provare. Da giovani tutto é possibile, basta soltanto volerlo.

Ciao

P.S.
se sei una studentessa ancora meglio

Le scuole in America sono tutte ottime, ma solo se te lo puoi permettere

maggio 24th, 2013

Oh sia chiaro io non frequento molto i centri sociali eh... (mai votato a sinistra in tutta la vita) ma ogni tanto una riflessione lucida su certi meccanismi é il caso di farseli.

Un mio collega si sta spostando dall'East Village perché in un colpo solo gli hanno aumentato l'affitto (già alto) del 20%. Ovviamente gli ho consigliato di venire ad Astoria ma lui mi ha fatto presente che avendo un figlio piccolo doveva innanzitutto preoccuparsi di trovare una zona che avesse una scuola "buona". Come una scuola buona? Io non ne sapevo molto e così ci siamo messi a parlare di questo argomento che ho trovato subito molto interessante. "Ci potrei scrivere un post", gli ho detto. E lui: "No, ci potresti scrivere un libro..."
In effetti é proprio così: per spiegare come sia settaria e segregata la società Americana non esiste esempio migliore se non quello della scuola.

Prima di continuare è però indispensabile una premessa: la razza non c'entra un cazzo con quello che vi sto per dire. Mettetevelo subito in mente perché il primo che arriva a fare discorsi neri-bianchi-asiatici-ispanici me lo mangio. Contrariamente a quel che si dice al bar dello sport qui a nessuno importa un fico secco del colore della tua pelle. Intendiamoci, come ripeto la segregazione esiste eccome ed é anche abbastanza evidente ma essa non é basata direttamente sulla razza; gli Americani in questo si sono evoluti e quando discriminano ormai lo fanno esclusivamente sul censo, non su altro. Il fatto che i quartieri poveri siano prevalentemente neri e quelli ricchi siano prevalentemente bianchi non é dovuto a nessuna forma di razzismo, le ragioni sono piuttosto da ricercare nella religione del denaro ed anche (aimé) nello scarsissimo livello di mobilità sociale al quale gli Stati Uniti si sono ultimamente ridotti: una paese in cui sempre di più se nasci ricco rimani ricco mentre se nasci povero muori immediatamente dopo il parto.

Fatta questa indispensabile (ma non banale) premessa torniamo a bomba. Anzi no, non mi fate scrivere bomba perché se scrivo la parola bomba per più di 3 volte in una settimana l'FBI mi inserisce sicuramente in qualche watchlist (non sia mai che nel blog si spieghino le modalità per realizzare una bomba).
Torniamo quindi in tema, dicevo che la scuola offre un'ottima prospettiva per capire come é fatta la società Americana. Dunque come funzionano le scuole da queste parti? Semplice: innanzitutto ci sono quelle private che vengono finanziate esclusivamente coi soldi di chi le frequenta che sono il top della gamma sia in termini di disciplina che di risultati accademici (del resto é ovvio che chi paga 20.000 dollari all'anno solo per mandare i figli a scuola pretenda il meglio). Tutti gli altri si devono accontentare di quelle pubbliche che sono finanziate invece interamente dai Comuni e la cui qualità varia drasticamente caso per caso. Questa enorme oscillazione che esiste nella pubblica tra "molto buono" e "coltello in tasca" rappresenta il nocciolo della questione e l'oggetto stesso di questa riflessione.

E' risaputo che - proprio come succede nel caso del mio collega - uno dei fattori principali che determinano la scelta di una zona per andare a vivere piuttosto che un'altra é la disponibilità che la stessa offre in termini di scuole per i figli. I metodi per stabilire la qualità di una scuola sono obiettivi ed ineludibili e si basano prevalentemente sui voti che i ragazzini prendono nei test accademici: se la media dei voti é alta la scuola si distingue positiviamente, se invece essa é bassa la scuola si becca una cattiva nomea e di conseguenza chi se lo può permettere cercherà di andare a vivere altrove.
Una scuola peggiore comporta quindi inevitabilmente degli utenti più poveri, di conseguenza meno valore degli immobili che essi occupano e (se ci si trova in un piccolo comune) minor gettito fiscale per il comune di appartenenza. Si crea così un circolo vizioso perché minor gettito vuol dire peggiori servizi, quindi peggiore polizia, peggiori vvff ed alla fine peggiore scuola.

Le conseguenze di questo meccanismo sono facili da immaginare: consolidamento di classi separate e distinte come fossero diverse nazioni, segregazione razziale dilagante, mobilità sociale ai livelli dell'antico Egitto. È il paradosso di un sistema in cui la scuola pubblica anzichè colmare certe differenze le tramanda di generazione in generazione.

Adesso venitemi a dire che non é vero niente, di Obama, di questo o di quell'altro personaggio famoso: le eccezioni esistono proprio per confermare le regole ed anche per addolcire realtà molto amare come quella che vi ho appena descritto.
Questo non é il paradiso baby, questa é l'America

Ciao

Leggi il blog per 3 anni e vinci una cena con l’Autore (ma se sei una bella figa bastano 3 minuti)

maggio 20th, 2013

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Ragazzi sto facendo strada eh... mi invitano alle cene anche i lettori! Incredibile...

Ieri sono stato a farmi una pizza con Paolo Dal Gallo, un ardito che dopo essere sopravvissuto a ben 3 anni delle mie stronzate ha avuto anche il coraggio di invitarmi per ascoltare una sessione "live" delle stesse.

Devo dire che fa una certa impressione incontrare una persona che per pur essendo a te completamente sconosciuta sa già dei tuoi viaggi, dei tuoi pensieri, delle tue antenne. Ma addirittura i post sulle antenne leggete? Io rimango senza parole!
Eravamo da Basil (la meglio pizza del Queens di cui scrissi qualche tempo fa) che Paolo conobbe proprio grazie al blog. Assieme a noi c'erano anche altri due suoi amici: Andrea e la sua ragazza. Lui di Alba (in Piemonte) e lei di Milano.

Parlando del più e del meno sono venute fuori un mare di conoscenze in comune. E' assurda la facilità con cui si conoscono tra loro gli Italiani a Manhattan; lo scrissi già in passato e ne sono convinto più che mai: La New York degli Italiani-Italiani (per intenderci no fettuccini Alfredo) é un paesotto, anzi un paesino che probabilmente non arriva a contare 5000 abitanti.

Paolo ed Andrea sono due rappresentanti di vino. A New York ne ho conosciuti diversi di questi rappresentanti Italiani (in tutto 5, tra cui di vino, birra o liquori) e mi sono accorto che rispecchiano tutti un certo cliché... pensate che uno di questi (a cui vomitai dentro casa perché si beveva troppo bene) era addirittura un ex-tronista di Canale 5. Insomma, gente tosta: un conto é vendere la Peroni o il Montepulciano d'Abruzzo a Martinsicuro, un altro a Manhattan.
Ho promesso ad entrambi di citare queste due bottiglie che mi dicono essere il top del top: Prosecco ZoninBarolo Brunate Ceretto.

La serata si é conclusa al Katch, un locale fighissimo appena aperto e si sono aggregati il proprietario di Basil e la ragazza di Paolo, Italianissima pure lei.
Io quando incontro Italiani come questi, ragazzi così giovani preparati e determinati (Andrea é del 1988!) che fieramente esportano nel mondo i valori ed i sapori della nostra cultura un pò mi rincuoro.  Per un attimo penso che  non tutto é perduto, che forse qualcosa in Italia si può ancora salvare. Ma in genere dura molto poco per cui non ho fatto certo mancare i classici del mio repertorio come le invettive sul sistema Italia e sulla necessità assoluta di fuggire. Na bomba, na roba sado-maso... ma tant'é: chi mi legge conosce il genere e se vengo invitato a cena non posso certo deludere le aspettative.

Colgo l'occasione per salutare tutti i lettori che a differenza di Paolo ancora non ho avuto il piacere di conoscere e che pazientemente dopo così tanto tempo mi leggono ancora. Se vi mancano le mie stupidaggini tenete duro perché non é escluso che molto presto ricominci a scrivere tutti i giorni (non é assolutamente una promessa).

Ciao!

Life in the hood

aprile 27th, 2013

Un piccolo chiarimento per i miei lettori delusi dalla mancanza di post

Non é che mi mancano gli argomenti, o che mi sono innamorato, o che non ho tempo. E' che non ho voglia, non ho più quell'urgenza di scrivere che qualche anno fa mi spingeva a farlo continuamente.
All'inizio scrivevo per tenermi in contatto con l'Italia, successivamente per protesta nei confronti delle storture della nazione. Oggi entrambe queste ragioni hanno perso completamente la loro efficacia. Perdo contatto con la madrepatria? E sticazzi! L'Italia va a puttane? E chissenefrega! Per quanto mi riguarda può andare tutto in malora: sono ormai consapevole del fatto che qualsiasi sforzo di evitare la catastrofe é vano. Unica soluzione possibile la fuga.
E' questa l'unica cosa che mi interessa attualmente: fuggire dal gulag, ricrearmi una vita fuori dalla prigione ed é per questo che ormai quando scrivo tratto solo di immigrazione.
Mi si potrebbe obiettare il fatto che ancora scrivo in Italiano. A che pro? Giusta osservazione. Scrivo in Italiano perché é la mia lingua madre, perché ancora non sono ufficialmente un residente Americano, perché sono abituato a farlo e soprattutto perché i miei lettori (credo) siano altri Italiani animati dalla mia stessa voglia di evasione. Qualora (un beato giorno) riuscissi a prendere la cittadinanza Americana probabilmente mi imporrei di abbandonare la lingua completamente.

Veniamo al dunque: ormai si può dire che vivo in the hood. La traduzione di questo slang non é letterale. Chi dice "To live in the hood" intende invece "neighborhood", cioè borgo popolare, quartiere, strada.
Manhattan mi ha rotto il cazzo ufficialmente. C'é un solo motivo - ed uno solo al mondo - per frequentare Manhattan e questo é la figa. Si i musei, si l'architettura, si i ristoranti. Tutto vero, ma é altrettanto vero che a Manhattan si va per andare a figa. Se sei sposato o fidanzato non é il caso di stare a Manhattan perché é inutile, anzi controproducente.

A me piace la vita in the hood: etnie, razze, lingue to' ci voglio mettere anche religioni. Oggi per esempio per la prima volta dopo anni e anni sono tornato a giocare a tennis. Vi farei vedere che bel parco che abbiamo ad Astoria. Na roba incredibile: bello bello bello bello. Ci fosse una sola persona a cacare il cazzo, uno solo che fa lo stronzo, uno che fa casino. Niente. Tutto pulito, tutto funziona, tutto idilliaco. In estate c'é anche la piscina pubblica gratuita!

Comunque - come dicevo - ero andato per il Tennis col mio permessino fresco di stampa (praticamente paghi 200 dollari e giochi quanto vuoi da Aprile a Novembre in qualsiasi campo tra le centinaia a disposizione).
Il problema é che si ora ho il permit per giocare, ma giocare con chi? Mica posso fare un solitario con la racchetta in mano! Allora oggi mi sono presentato ai campi di persona. Ad Astoria ce ne sono una quindicina... erano tutti pieni. In uno di questi ho visto un maestro che faceva una lezione di gruppo e mi sono avvicinato: Maestro possiamo giocare oggi? E lui: e certo, alle 15.30 va bene? Alla grande.
Torno all'orario pattuito. Lui si presenta, che fai che non fai... E' Croato e parla un pò di Italiano perché nel 1983 assieme alla famiglia visse per 9 mesi a Pescara. Al che io faccio notate che "alcune cose sono cambiate da allora". Per il meglio o per il peggio? E io: per il peggio, molto peggio. Vai, si comincia a giocare.

Il maestro rimane subito colpito dalla forza del mio swing e dalla pulizia dello stile. Ma dove hai imparato a giocare? A Tortoreto! Ah che bravo... vai benone. Come da me richiesto mi valuta attorno al livello USTA 3.5 (gli Americani standardizzano e valutano qualsiasi cosa). Saperlo mi servirà per cercare online altri giocatori con cui confrontarmi.
La lezione dura un'oretta. Porco boia che fatica che si fa! Me l'ero quasi dimenticato... Il colpo di scena viene alla fine quando parlando dico che lavoro nell'informatica. Apriti cielo: l'istruttore Croato é un ex professionista dell'IT, un veterano degli anni 80 e 90. Attacca a raccontare, é un fiume in piena. Mi racconta degli anni del boom, dei soldi a palate, della facilità con cui si riusciva a cambiare lavoro qualora l'attuale risultasse noioso o non ben retribuito. Non fa nessuna fatica ad ammetterlo: quello si che era vero sogno americano. Oggi é uno scherzo al confronto (meicojoni!).

Saremo rimasti almeno un'altra mezz'ora a conversare dopo la lezione, poi sono tornato verso casa.
Ero in bici. Prima giornata di sole dopo tanto tempo. Per strada ragazzini, gente col cane, passeggini, chi corre, chi legge il giornale, chi fuma la pipa. The hood, gente vera, il nerbo della città New York (e poi nonostante non siamo a Manhattan ogni tanto anche certi culi! Porco zio che robba... ! Ma robba vera eh, no silicone. Carni scure, incroci improbabili. Da vedere)

Comunque, tornando a bomba, verso casa mi é venuta una fame killer e allora mi sono fermato davanti ad un ben noto supermercato sulla trentesima avenue. Problema: come faccio ad andare dentro per comprarmi pane e prosciutto se non ho la chiave del lucchetto per attaccare la bici al palo? Mi guardo attorno. La soluzione é ovvia ed immediata: davanti al supermercato c'é una protesta sindacale contro l'utilizzo di lavoratori non sindacalizzati da parte della struttura. Mi faccio largo tra i sindacalisti e mi fingo interessato alla loro causa. Leggo un paio di cartelli, faccio domande su cosa non va. Poi alla fine, "fratello mi faresti una cortesia? mi tieni la bici 5 minuti che devo andare a fare spesa AL SUPERMERCATO?" E lui (un tipo dalla faccia tutta butterata, pieno di sfregi) certo non ti preoccupare ci penso io. Il colmo!... hahaha
Prendo il prosciuttino di Parma pagato a peso d'oro ed una baguette da mezzo metro, forse 75 cm. A casa poi ho finito tutto per la fame e la stanchezza.

Prima di arrivare però un pulmino pubblico di quelli "ACCESS A RIDE" mi taglia la strada. Intendiamoci, na cosa leggera eh... in Italia non se ne sarebbe certo accorto nessuno. Per qui però la cosa era decisamente eccessiva e così dopo che si era fermato a far scendere gli anziani e gli invalidi mi affianco e gli faccio: "Sir please pay more attention to bicycles, you cut me off!". L'Autista - un nero alto forse 2 metri - fosse stato un padroncino probabilmente mi avrebbe mandato pure affanculo ma invece si trattava di un dipendente pubblico MTA a cui basta un non nulla per giocarsi patente e stipendio e così prontamente risponde: "please pardon me". Sorrido, lo saluto e me ne vado, fine della storia.

Domani mattina ritorno a giocare. Spero di trovare qualcuno altrimenti farò un'altra lezioncina... Dopo tutto questo tempo fermo male non fa.
Ieri pesciolino dai Greci, stamane colazioncina dal forno, Tennis, Poker a volontà, Culi meticci... Non si sta affatto male in the Hood! A Manhattan non ci vivrei neanche se te la dessero per strada senza fare domande (Oddio... in quel caso chissà forse si)

Un grosso saluto ed un abbraccio a tutti e some sempre - Viva il turpiloquio! -

Ciao

Il grande Maurizio (Mike Nancy / WQU) non c’é più

aprile 20th, 2013

Ho appreso la notizia poco fa: il grande Maurizio ci ha lasciato.

Era un lupo di mare vecchio stampo: forte, diretto, vero. Quante storie ci ha raccontato, quante risate mi ha fatto fare. Lo ascoltavo parlare sempre con grande ammirazione e grandissimo rispetto.

Grande Radioamatore, grande motociclista, grande DJ: una persona sempre giovane e nonostante le difficoltà della vita sempre allegra.

Durante la mia ultima fugace visita in Italia incredibilmente lo incontrai per strada. Lui molto dimagrito, visibilmente provato da qualche problema di salute. Sapevo che non poteva più andare per mare e così evitai accuratamente l'argomento ma nonostante tutto fu lui a metter me di buon umore, anziché il contrario.

Non sarà dimenticato: rimarrà sempre un caro ricordo della mia infanzia e della mia adolescenza

Ciao Maurizio!

Uscita la proposta ufficiale di riforma dell’immigrazone. Ecco i punti salienti

aprile 16th, 2013

Ecco a voi i punti salienti della tanto attesa riforma dell'immigrazione che (si spera) presto verrà tramutata in legge.
Mi limito ad elencare i punti relativi alle carte verdi (CV) omettendo quelli sui clandestini perché non li ritengo interessanti. Il programma H1B rimane fondamentalmente inalterato nella sua essenza anche se vengono introdotte quote più alte per le applicazioni e sanzioni peggiori per chi imbroglia. Questo il link al testo completo.

Ma veniamo al dunque:

The bill repeals the availability of immigrant visas for siblings of U.S. citizens once 18 months have elapsed since the date of enactment

Niente più carte verdi per fratelli e sorelle a partire da 18 mesi dopo l’entrata in vigore

The bill amends the definition of “immediate relative” to include a child or spouse of an alien admitted for lawful permanent residence.

Niente più carte verdi per i parenti di chi ha già la carta verde

The bill repeals the Diversity Visa Program. Aliens who were or are selected for diversity immigrant visas for fiscal years 2013 or 2014 will be eligible to receive them.

Niente più lotteria. Chi ha vinto nel 2013 o nel 2014 la riceverà ugualmente

On the employment green card categories, the bill exempts the following categories from the annual numerical limits on employment-based immigrants: derivative beneficiaries of employment-based immigrants; aliens of extraordinary ability in the sciences, arts, education, business or athletics; outstanding professors and researchers; multinational executives and managers; doctoral degree holders in any field; and certain physicians..

Non ci saranno limiti applicati a chi prende la CV per via di un parente che viene a lavorare negli USA, stranieri con abilità  eccezionali nelle scienze arte educazione business o sport, professoroni e ricercatori, dirigenti e manager di multinazionali, titolari di dottorato in qualsiasi campo e qualche medico

The bill then allocates 40 percent of the worldwide level of employment-based visas to : 1) members of the professions holding advanced degrees or their equivalent whose services are sought in the sciences, arts, professions, or business by an employer in the United States (including certain aliens with foreign medical degrees) and 2) aliens who have earned a master’s degree or higher in a field of science, technology, engineering or mathematics from an accredited U.S. institution of higher education and have an offer of employment in a related field and the qualifying degree was earned in the five years immediately before the petition was filed.

40% delle CV lavorative per 1) professionisti, artisti, uomini d'affari che hanno una offerta di lavoro o che sono in forte richiesta (poco chiaro...) 2) stranieri che hanno conseguito un master o phd in materie tecniche o scientifiche presso facoltà americane.

The bill creates a startup visa for foreign entrepreneurs who seek to emigrate to the United States to startup their own companies.

Porte aperte agli Startupper (Clausola ribatezzata "Go Ciociola Go!")

Merit Based Visa: The merit based visa, created in the fifth year after enactment, awards points to individuals based on their education, employment, length of residence in the US and other considerations. Those individuals with the most points earn the visas. Those who access the merit based pathway to earn their visa are expected to be talented individuals, individuals in our worker programs and individuals with family here. 120,000 visas will be available per year based on merit. The number would increase by 5% per year if demand exceeds supply in any year where unemployment is under 8.5%. There will be a maximum cap of 250,000 visas.

Dopo cinque anni dall'entrata in vigore della legge (porco %%#!) verrà introdotto un nuovo tipo di CV "a punti". I punti sono assegnati in base ai titoli di studio, ai vari impieghi, alla  lunghezza del periodo di residenza legale negli USA oltre ad "altre" considerazioni. Chi ha più punti vince (come alla Coop!).
Si parte da 120.000 vincitori fino ad arrivare (bassa disoccupazione permettendo) a 250.000

Under one component of this merit based system the Secretary will allocate merit-based immigrant visas beginning on October 1, 2014 for employment-based visas that have been pending for three years

Chi é in attesa da oltre tre anni viene accontentato ad Ottobre 2014 (preparare spumante ed anche cerini per vecchi passaporti)

Long –term alien workers and other merit based immigrant workers includes those who have been lawfully present in the United States for not less than ten years and who are not admitted as a W visa under section 101(a)(15)(W) of the Act

Chi é sopravvissuto legalmente ma senza CV per 10 anni vince il bonus (e ci mancherebbe altro!)

Between fiscal years 2015 and 2021, the Secretary shall allocate a seventh of the total number of those with employment based visas that have been pending on the date of enactment.

Chi ha fatto già domanda riceverà la CV tra il 2015 ed il 2021 (campa cavallo)

Eppur si muove: imminente la riforma dell’immigrazione USA

aprile 15th, 2013

Approfitto della pausa pranzo per scrivere questo pezzetto perché l'argomento é succulento e non resisto: al quanto pare la riforma dell'immigrazione si farà presto, anzi prestissimo. Già la prossima settimana infatti se ne potrebbe conoscere il contenuto integrale che per il momento é disponibile soltanto tra i banchi della politica e delle lobbies a Washington.

Il contenuto in linea di massima era chiaro già da mesi e si può riassumere in alcuni punti chiave. Essi sono:

1) Gli 11 milioni di illegali ci hanno fregato ed i loro parenti (che ormai votano) sono diventati talmente tanti che non possiamo più continuare ad ignorare il problema. Bisogna legalizzarli. Prima però possono comodamente continuare a lavorare come schiavi per almeno altri 8-10 anni (nel 2023 poi si vedrà come fare per consegnare le pizze a domicilio o falciare l'erba dei prati nelle villette)

2) Tutti gli altri (quelli che per capirci non sono Messicani e quindi sono venuti qui in aereo anziché a piedi) si attaccheranno al cazzo. Di più: verranno adottate misure fantascientifiche per tenere sotto controllo la forza lavoro. Chi assume un lavoratore illegale non-Messicano verrà mandato a Guantanamo.

3) Siccome ci siamo rotti il cazzo della concorrenza (che cresce sempre di più) degli Atenei stranieri da ora in poi la carta verde la prende soltanto chi studia nelle Università Americani (quindi pagando il doppio degli altri). Non ci importa un cazzo se sei uno scienziato con 3 dottorati che parla 5 lingue: sarai trattato come tutti gli altri. Se invece hai preso un Master online del cazzo alla Phoenix University allora non facciamo domande e sei dei nostri.

Comunque... scherzi a parte... si parla di 350.000 carte verdi all'anno. Numeri importanti insomma... Speriamo bene!

Se Obama mi da la CV mi faccio tatuare il suo volto sul petto. Mi faccio anche il catenazzo d'oro con la sua testa appesa. Eddai Barack e fammi sto regalo *** ****... dai!

Scotland Run 2013

aprile 7th, 2013

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Avrei dovuto fare la "NYC Half" (la bellissima mezza Maratona di New York) ma ho avuto dei problemi diciamo "tecnici" e così ho ripiegato sulla Scotland Run, una diecimila a Central Park.

Io non avendo mai partecipato ad una cosa del genere ingenuamente pensavo si trattasse di una corsetta casereccia tra quattro gatti e non capivo neanche perché mai si chiamasse "Scotland Run"... Che c'entra la Scozia visto che siamo a New York? Boh...

Poi però quando mi hanno dato il numero ho cominciato a capire. Prima di tutto mi hanno dato il numero (quindi si trattava di una corsa a tutti gli effetti ed non di una scampagnata!), poi i gadget sulla Scozia: la maglietta Scozzese, il cappellino Blu col bandierone, l'opuscoletto plastificato fatto coi controcazzi con foto di bellissimi paesaggi Scozzesi in cui si corrono gare podistiche o di bicicletta ed infine il loro sito stampato dappertutto: www.scotland.org

Praticamente la NYRR (l'associazione dei podisti di NY) in collaborazione con le autorità Scozzesi dedica uno dei suoi tanti eventi al quel paese allo scopo di pubblicizzarlo. Ma una cosa grossa eh... (queste le foto) ci saranno state almeno diecimila persone molte delle quali con in testa i cappellini in regalo, Cornamuse a strafottere, corridori in gonnellina a scacchi, inno Nazionale Scozzese seguito da quello Americano prima della partenza, tombolata gigante tra tutti i partecipanti con in premio viaggi in Scozia. Ma poi l'organizzazione -- impeccabile -- di NYRR. Ragazzi qui c'é l'America no pizza e fichi. Ci torno a correre sicuro al 100%.

Insomma, uno spot colossale per la Scozia. E che spot! Io prima di ieri non sapevo neanche dove fosse sulla mappa e tantomento che avessero una loro bandiera. Ora invece lo so molto bene e anzi, quasi quasi mi é venuta anche voglia di farci un salto a vederla.

Dal punto di vista sportivo invece il risultato é stato almeno per quanto mi riguada deludente: tempo ufficiale 1:00:34. (questi invece i dettagli del mio GPS). Eh si... deludente perché avevo scommesso con altre 3 persone che chi faceva ultimo pagava a bere ed il penultimo ha fatto 0:56:30 00:59:50. Merda! Comunque potevo fare molto di meglio in quanto sono stato per quasi tutto il percorso molto sul "frenato" in quanto essendo la prima volta non sapevo regolarmi e non volevo farmi del male. La prossima volta medaglia d'oro.

Ciao!