February 7th, 2010

Venerdì 12 Febbraio ci sarà a New York presso il cinema IFC (West 4) la prima del film/documentario “Videocracy” di Erik Gandini.
Ci saranno molti Americani attenti alle problematiche Italiane. Probabilmente ci sarà anche la stampa e di sicuro sarà un’ottima occasione per tutti coloro vogliono ribadire manifestando il proprio dissenso nei confronti del governo e soprattutto nei confronti di Silvio Berlusconi.
In accordo con gli amici del popolo viola in Italia abbiamo deciso di presenziare l’esterno del Cinema IFC reggendo un piccolo cartellone e distribuendo volantini possibilmente indossando qualche indumento di colore viola.
La tua partecipazione è fondamentale.
Ci si vede a partire dalle 18.30 davanti all’IFC sulla sesta avenue (proprio sulla stazione della metro West 4). A seguire ci sarà una pizzata in uno dei posti più buoni di Manhattan proprio dientro l’angolo. Siete tutti benvenuti.
Per le ultime notizie o per eventuali aggiornamenti puoi seguire l’evento facebook o il nostro gruppo yahoo.
Infine, per qualsiasi idea o chiarimento questa la mia e-mail: alain@alain.it
A Venerdì!
Alain

Tags: berlusconi, italia, politica, popolo viola
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February 9th, 2010
Uno dei posti che meritano di essere visti qui a New York e che spesso i turisti dimenticano di visitare è senz’altro Five Pointz, la “Mecca dei Graffiti”.
Si trova a Long Island City, la zona del Queens che si affaccia sull’East River e consiste in un complesso industiale abbandonato che gli artisti di strada hanno riutillizato per i loro interessantissimi lavori alla bomboletta.
Particolarmente curiosa la visuale di questa struttura offerta dalla linea 7 della Metropolitana che in quel tratto è sopraelevata. I binari si snodano in un percorso che mosta i palazzoni coperti di disegni da diverse angolazioni dando l’impressione al passeggero di trovarsi immerso nell’inizio di un film.
A due passi c’è inoltre il museo Moma PS1 (affiliato al Moma di Manhattan) che anch’esso merita una visita.
Insomma, quando ci verrete tenete a mente five pointz. No, non è pericoloso. Si lo so, anche a me ricorda il film i “guerrieri della notte”.
Ciao a tutti
Tags: arte, curiosità, new york city, queens
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February 5th, 2010
Allora, senti qua.
Con la scusa del femminone sto frequentando il posto Brasiliano.
Eccezionale!
I Brasiliani sono rilassatissimi. Dai loro il pallone e la samba e sono contenti.
Il posto è quasi sempre vuoto e quindi puoi stare con calma, senza che ogni 15 secondi vegnano a chiederti se vuoi altro da bere e senza che ti caccino a calci nel culo appena hai finito (cosa normale a Manhattan).
La settimana prossima c’è il Carnevale. Il proprietario (simpaticissimo) mi ha spiegato come funziona dalle loro parti: “For four days everything is closed and people does nothing but dance, eat and fuck”. Io che non credevo alle mie orecchie ho chiesto conferma: “Excuse me, you said dance eat and what?” E lui ad alta voce: “AND FUCK!”. Tutti i Brasiliani del locale sono scoppiati a ridere.
Dopodichè mi ha offerto da bere! Non era mai successo prima d’ora.
Forte sto Brasile. Qualcuno nei commenti sul blog mi incitava a chiedere il numero di telefono della cameriera. E’ finita che lei lo ha chiesto a me! Incredibile.
Oddio, veramente non lo ha chiesto solo a me: c’era anche un ragazzo Americano che lavora nella finanza. Sai no, il classico tipo che mentre beve appoggia al bancone il Financial Times ed il Blackberry ma poi invece di leggerlo butta l’occhio alla scollatura. Che sia maledetta Wall Street! E’ la rovina di questa città…
Comunque sono proprio contento di questo localino. Si socializza facilmente, si ride, ognuno parla del proprio paese e l’Italia è sempre ben considerata da tutti per via del vino, dei vestiti, del pallone e delle belle macchine.
La serate volano via e si fanno nuovi amici. Molto bello.
Finalmente aria di casa nel Queens.
Tags: astoria, brasile, queens
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February 2nd, 2010

Stamattina ho fatto tardi perchè mi è arrivata una raccomandata che dovevo ritirare alle poste. Potrei raccontarvi della decadenza dell’ufficio postale 11106 ma non è questo il punto per cui lo risparmio per la prossima volta. Il punto è che la raccomandata viene dal mio landlord (l’azienda proprietaria dell’appartamento) e serve a comunicarmi che il 30 Aprile mi scade il contratto. In allegato c’è il contratto di rinnovo da eventualmente firmare e rispedire al mittente.
Mentre mi allontanavo dall’ufficio postale con il contratto in mano mi è venuta un’ansia bestiale. Sarà questo qui l’ultimo contratto che firmo? O forse il successivo? Chissà…
La prospettiva di rientrare in Italia è poco incoraggiante. Anzi, sono forse più agitato ora che ormai si vede all’orizzonte l’idea di dover tornare indietro di quanto non lo fossi tre anni fa nel momento di partire alla volta degli USA.
Abbiate pazienza ma questa fase di precariato esistenziale la somatizzo molto. Lo so non ci devo pensare perche più ci penso più è peggio. Siete tutti bravi a ripetere le stessa cosa ma io non ci riesco, o perlomeno non riesco a non pensarci senza neanche un aiutino.
L’aiutino sono i “passatempi forti” di questi ultimi giorni. Il Poker ad oltranza, la Marlborina ogni tanto, il vino Irlandese (porca puttana era una battuta! possibile nessuno abbia intuito che un vino triple distilled irlandese è semplicemente un WHISKEY?!?), il corteggiamento della Brasiliana tutta tana e gli altri passatempi irripetibili che lascio alla vostra fervida immaginazione.
Va beh vediamo un pò quel che succede… per ora vi saluto ma mi raccomando niente domande del tipo: “ma scusa se hai un lavoro non puoi restare?” oppure “visto che paghi le tasse non puoi richiedere la cittadinanza?” o ancora “possibile che non riesci a trovare una moglie?“. Risposte: NO – NO – COL CAZZO!
Tags: alain
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January 31st, 2010
Sono stato tutto il weekend in casa e tutto il tempo in mutande a giocare a Poker online. Stasera non mi andava di ricucinare e così sono uscito per andare a trovare il King of Felafel di Brodaway. Siccome il King di domenica non lavora ho deciso di avventurarmi in posti nuovi e così passo davanti ad un ristornate Brasiliano che fa angolo proprio sotto la fermata della subway. Il posto non è un gran che ma leggo: “Bife a Cavalo $9.95″ e così entro.
Si presenta sta cameriera/barista inequivocabilmente Brasiliana.
Na roba allucinate. Non è semplicemente un femminone, è una mazzata a tradimento dietro nuca, una bomba termonucleare. Capelli nerissimi attaccati dietro, bianca ma abbronzata. Sana, anzi più che sana direi “tanta”. Non mi fate scendere nei dettagli tecnici, vi basti sapere che è una di quelle brasiliane che fanno girare la processione compresi i fedeli, i chirichetti, il prete e forse anche la statua del santo.
Ma è tanta eh… Tanta tanta tanta.
A giudicare dalle mani (metro ineludibile) deve avere circa 35 anni. Parlandoci arrivano buone notizie: appena ho pronunciato la parola “Italian” ha fatto un sorriso compiaciuto. Io invece il sorriso l’ho fatto quando ha specificato che sta qui solo da sei mesi e che non conosce nessuno (quindi NON E’ la moglie del proprietario! heheeh)
Nel posto ci torno sicuro. Vado, mi siedo al bancone, bevo 3 o 4 scotch (non hanno il Jameson) e lancio i miei dadi.
Adesso state calmi eh… non mettetevi in testa strani film. Le possibilità che una tale arma di distruzione di massa possa uscire con uno spaventapasseri come me sono circa una su cento ma come il Poker insegna qualche volta quella possibilità incredibilmente si verifica! Sarebbe una manifestazione diretta dell’esistenza di Dio, un miracolo tale che potrei addirittura convertirmi alla religione cattolica.
Ragazzi, il Brasile tira eh… bisognerebbe farcelo un salto prima o poi.
Per il momento doccia fredda e poi a dormire.
Tags: brasile, da ridere, femminoni
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January 31st, 2010

C’è un nuovo blog su New York scritto da Italiani. E’ uno di quelli scritti bene, insomma un lavoro serio e non un passatempo come quello che state leggendo in questo momento.
Si chiama nuok.it e (pensa te) hanno voluto intervistarmi nella rubrica “Oggi a New York” che si occupa dei connazionali che vivono in città.
Se vi interessa New York (e vi interessa sicuramente altrimenti non sareste qui a leggere le mie troiate) mettete Nuok tra i vostri preferiti perchè mi pare fatto molto bene.
Tags: alain, new york city
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January 30th, 2010
Sti cazzi di Americani hanno fatto una marea di buffi per colpa di tutto il bordello che gli yuppies giù a Wall Street hanno combinato per pagarsi i vizi.
Ma a quanto ammontano i debiti? Qual’è l’entità del danno?
Ho cercato di fare un esempio pratico e sono uscito con dei numeri folli.
Consideriamo ad esempio il valore immobiliare di tutta New York.
Il costo medio di un appartamento a Manhattan è di 1.5 milioni di dollari e ci vivono circa 1.5 milioni di persone. Se volessimo ricostruire tutte le abitazioni di Manhattan destinando un appartamento per ciascun abitante servirebbero 2.25 trilioni. Applicando la stessa logica per tutto il Queens nuovo servirebbe edificare 2.2 milioni di appartamenti da 257.000 dollari ciascuno. Sono 565.000.000.000 dollari, poco più di mezzo trilione. E Brooklyn? Via anche Brooklyn! 2.5 milioni di casette da 440.000 dollari l’una fanno appena 1.1 trilioni. Il Bronx costerebbe invece $355.000 per 1.3 milioni di abitati. Lo facciamo nuovo con 0.46 trilioni.
Staten Island si sa che non vale niente quindi lasciamola perdere.
Risultato: 2.25 + 0.56 + 1.1 + 0.46 = 4.6 trilioni. Il bailout invece è costato 8.5.
Belin! Sto bailout costa più che radere al suolo tutta New York!
Mi sa che ha ragione Giovanni, il mio amico cinquantenne ex Lehman Brothers quando con la testa china sconsolato ogni volta mi ripete: “Alain ma che sei venuto a fare in America? L’America è finita, dammi retta tornatene a casa!“
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January 28th, 2010

Tornavo verso casa pensando all’argomento del post di stasera. Ero indeciso tra diverse cosema poi mentre facevo la spesa mi è passata vicino una ragazza Cinese e allora ho capito: stasera è il post è sulla donna orientale.
A New York ci si abitua ai palazzi alti, alla fretta, alle luci, alla confusione, al freddo. A New York ci si abitua a tutto tranne alla presenza costante ed inevitabile di pezzi di fregna colossali di ogni possibile etnia e fattezza.
Io non so come fanno quelli che vengono con mogli o fidanzate. Certe volte mi viene voglia di battere la testa contro i muri… Si vedono più superfighe in sei ore a Manhattan che in sei anni a Martinsicuro in provincia di Teramo. Giuro che è così! Siamo a livelli da bromuro in endovena. Non solo la quantità ma la diversità, l’infinita varietà del genere umano racchiuso in appena 25 km. Un sogno. Una realtà irripetibile ed unica al mondo.
Ultimamente ho cominciato a sviluppare questo fetish per le donne orientali. In primis per le Cinesi.
La donna orientale ha qualcosa in più. Anzi no mi correggo: la donna orientale SA qualcosa in più. Lo intuisci dai suoi gesti, dal modo di parlare, di truccarsi… questo essere remissiva e forse anche un pò sottomessa allo strapotere del grande maschio d’occidente. Ragazzi sono soddisfazioni…
Il proverbio Cinese dice: “Dio ha fatto l’uomo per prendersi cura della terra, poi ha fatto la donna per prendersi cura dell’uomo”. Mettendo da parte Dio come si può dissentire da questa cultura millenaria ed eccezionale?…
Poi sono donne senza età. Potrebbero avere 10 anni meno di te, o dieci anni di più. Chi lo sa? Ma soprattutto: cosa importa?
Un pò mi fa girare i coglioni il fatto che pur essendoci al mondo miliardi di asiatiche a me non me ne capita neanche una. C’è qualcosa che non va eppure ho la barba, i peli sul petto, il naso lungo, pochi capelli… dovrei andare bene. Boh… non capisco dove sia il problema.
Adesso per carità non venite a dirmi che la donna Italiana è la più bella del mondo o che le Cinesi sono brutte (e ci credo che in Italia sono brutte, le fate lavorare 29 ore al giorno!!!) perchè poi sbarello sul serio e per un mese vi tartasso con le Cinesi eh… Ste stronzate raccontatele alle vostre mogli! (che tanto non ci credono nemmeno loro heheheheeheh)
Asia Asia Asia Asia. Cina Cina Cina Cina. Viva Marco Polo.
Tags: asia, cina, da ridere, donne, new york city
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January 28th, 2010

Devo stare attento a non bere troppo prima di scrivere se no me ne passo…
Dopo il DUI (Drive Under the Influence) dovrebbero vietare anche il BUI (Blog Under the Influence).
Il tasso alcolemico troppo elevato può causare effetti catastrofici alla guida di una automobile. Meno note sono invece le conseguenze per il blogger che scrive in stato di ebrezza. Ecco un breve resoconto secondo la mia esperienza personale:
%0.01–0.029: Post apparentemente normali. Probabilmente a sfondo politico o filosofico.
%0.03–0.059: Post euforici caratterizzati da punteggiatura non convenzionale, linguaggio colorito, visioni esclusivamente positive.
%0.06–0.10: Post disinibiti e a sfondo sessuale o sessista. No limits. No Fear.
%0.11–0.20: Post sconnessi da qualsiasi contesto. Il pezzo comincia e finisce in modo imprevedibile. Argomenti tra la tristezza e la sfiga. Leopardi li leggerebbe con piacere per il contenuto (non certo per la forma).
%0.21–0.29: Post maniaco-depressivi in cui la solitudine gioca un ruolo fondamentale. Vengono scritti a fatica e col bicchiere ancora in mano.
%0.30–0.39: Post scritti e dimenticati poco prima di cadere nel sonno. Possibile postare qualsiasi cosa: bestemmie, fotografie VM 18 anni, account bancari completi di password, confessioni di reati non prescritti. La mattina dopo li rileggi e ti passi la mano tra i capelli (anzi la mano sulla testa).
>%0.40: Post in cui ricordi a tutti che una volta nella vita hai votato per Berlusconi.
Tags: da ridere
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January 26th, 2010
Mi piacciono quei commenti in cui scrivete “blog veramente piacevole”, oppure “ti ho aggiunto tra i preferiti”, o ancora “ti leggo tutti i giorni” ecc…
Ma si perchè stai solo qui nel Queens, sudarelle, serate passate a giocare a Poker, rumori del piano di sopra, nuvole sul domani odierno, bisogni fisiologici inespletati… almeno pensi alle 2-300 persone che domani leggeranno le stronzate che scrivi e ti senti allietato!
Certo che sto vino Irlandese Triple Distilled è bello tosto eh… tosto come questa città.
Comunque me lo avevano detto che prima o poi sarei rimasto “sucked in”.
Mi dissero anche che per diventare New Yorker servono 5 anni. Io passo più o meno a 3. Ehhhhh…… E’ dura.
Va beh va. Me ne vado a dormire che è ora. E lasciatemi un cazzo di commento! Che vi costa? L’email la potete mettere finta… Dai su. Forza. Commentate! Fatemi un regalo!
Aggiornamento:
Questo post in un momento di ravvedimento lo avevo cancellato dopo che l’XML-RPC lo aveva fatto girare. A grande richiesta lo ripubblico!
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